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Vicente Bacallar

ufficiale, storico e linguista sardo
Vicente Bacallar y Sanna

Vicente Bacallar y Sanna, italianizzato in Vincenzo Bacallar Sanna (Cagliari, 6 febbraio 1669L'Aia, 11 giugno 1726), marchese di San Filippo e visconte di Fuentehermosa, è stato un ufficiale, storico e linguista del Regno di Sardegna spagnolo[1], ambasciatore per l'Impero spagnolo, e tra i politici sardi di maggior spicco nel Settecento[2].

BiografiaModifica

Nacque in una famiglia aristocratica sarda di origine valenzana quando il regno di Sardegna faceva ancora parte della corona spagnola. Da giovane si recò in Spagna, dove ottenne una formazione militare e politica. Venne nominato da Carlo II di Spagna governatore del Capo di Cagliari e di Gallura e governatore militare della Sardegna. Durante la guerra di successione spagnola, quando l'aristocrazia sarda si divise tra Filippo d'Angiò (della casa di Borbone) e Carlo VI d'Asburgo, Bacallar rimase fedele a l'erede designato da Carlo II, Filippo d'Angiò, che divenne re come Filippo V. Per via della sua lealtà, il re lo premiò assegnandoli i titoli di Marchese di San Filippo (Marqués de San Felipe, in spagnolo, non un titolo feudale, ma dato in omaggio al santo patrono del re) e visconte di Fuentehermosa (Fuente Hermosa de Miranda, feudo del regno di Navarra).

Quando la Sardegna si arrese all'arciduca Carlo d'Austria, dovette rifugiarsi in Spagna, senza rinunciare però alla speranza di riconquistare l'Isola. Ci tentò, ma inutilmente nel tentativo di riconquista della Sardegna condotto lui e dal duca di Uzeda per conto di Filippo V. Durante le trattative che portarono al trattato di Utrecht (1714), il quale decise che la Sardegna dovesse entrare a far parte dei domini degli Asburgo d'Austria, fece parte della delegazione spagnola. Nel 1713 collabora con Louis d'Albert, inviato a Madrid del principe elettore di Baviera Massimiliano II Emanuele, ad un piano per conquistare militarmente la Sardegna con l'obiettivo di incoronare re di Sardegna il principe elettore bavarese (Projet sur la Sardaigne),[3] piano che tuttavia non verrà effettuato a causa della rinuncia di Luigi XIV ad appoggiare il principe elettore bavarese nel suo tentativo per il possesso della Sardegna. Successivamente venne nominato inviato plenipotenziario alla Repubblica di Genova, da dove sostenne il tentativo spagnolo guidato dal cardinale Alberoni di riconquistare la Sardegna. L'isola fu effettivamente riconquistata nel 1717, ma a causa della sconfitta della Spagna nella Guerra della Quadruplice Alleanza fu assegnata ai Savoia.

Nel frattempo Vicente Bacallar si era dedicato ad una incessante attività intellettuale: nel 1713 fondò, con altri intellettuali, la Real Academia Española e collaborò al primo dizionario dell'Academia, pubblicato nel 1726. Scrisse il poemetto Las Tobias (1709), il poema El Palacio de Momo (1714), il trattato Monarchia Hebrea (1719) e alcune opere storiografiche, come La Sardaigne Paranymphe de la Paix (1714).

Riguardo alla guerra di successione spagnola scrisse i Commentarios de la guerra de España y historia de su Rey Phelipe V el Animoso desde el principio de su regnado hasta la paz generale del año 1725 (1726). In questo lavoro, richiesto dal suo monarca, il marchese volle narrare con oggettività i fatti accaduti all'interno e all'esterno della Spagna durante il conflitto. La sua obiettività è dimostrata dal rispetto per entrambe le parti. Il suo lavoro non venne tuttavia apprezzato dal pubblico e la sua prima edizione, pubblicata a Genova, fu ritirata dal mercato.

Nel 1724 fu nominato ambasciatore nella Repubblica delle Sette Province Unite (gli attuali Paesi Bassi) con l'obiettivo di convincere la nazione a rimanere neutrale. Morì due anni dopo a causa di un ictus. Ha lasciato una biblioteca di circa sedicimila volumi.

NoteModifica

  1. ^ Vicenç Bacallar i Sanna, L'Enciclopèdia.cat . Barcelona: Grup Enciclopèdia Catalana
  2. ^ La storia della Sardegna? «In Baviera e a Vienna». Intervista a Sabine Enders, su lanuovasardegna.gelocal.it. URL consultato il 4 marzo 2015.
  3. ^ Vincenzo Bacallar Sanna, La Sardegna Paraninfa della Pace e un piano segreto per la sovranità 1712-1714 (a cura di Sabine Enders), Stuttgart, Giovanni Masala Verlag (Collana Sardìnnia, volume 10), 2011, pp. 240, ISBN 978-3-941851-03-0.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Manno, Storia di Sardegna, Alliana e Paravia, Turín, 1825–1827, vol. III, pp. 497–501.
  • Pasquale Tola, Dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna, Chirio e Mina, Torino, 1837-38, vol. I, pp. 109–114.
  • Eduardo Toda y Güell, Bibliografía española de Cerdeña, Huérfanos, Madrid, 1890, pp. 204–205, nn. 585-587.
  • Carlos Seco Serrano, El reinado de Felipe V en los Comentarios del marqués de San Felipe (estudio preliminar), Atlas, Madrid, 1957, pp. V–LXXIX.
  • Joaquín Arce, España en Cerdeña : aportación cultural y testimonios de su influjo, Consejo superior de investigaciones científicas, Instituto Jeronimo Zurita, Madrid, 1960, p. 305 (ES) .
  • Marisa Cocco–Angioy, Vicente Bacallar: la poesía del diplomático sardo-ispanico del secolo XVIII, Pisano, Cagliari, 1983.
  • Enrico Bogliolo, Tradizione e innovazione nel pensiero politico di Vincenzo Bacallar, Angeli, Torino, 1987.
  • Alessandra Pasolini, Un coleccionista sardo en la Europa del siglo XVIII: el marqués Vicente Bacallar Sanna, plenipotenciario y embajador de Felipe V en Holanda, Artegraf, Madrid, 2008 (estratto da "Boletin de la real academia de la historia", tomo 205, cuaderno 2, pp. 251–282) (ES) .
  • Sabine Enders, "Il regno di Sardegna, il duca di Baviera e Vincenzo Bacallar Sanna. Storia di un libro", in Vincenzo Bacallar Sanna, La Sardegna paraninfa della pace e un piano segreto per la sovranità 1712-1714, a cura di Sabine Enders, Masala, Stoccarda, 2011, pp. 11–73.

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Controllo di autoritàVIAF (EN17308053 · ISNI (EN0000 0003 5412 8328 · SBN IT\ICCU\MILV\199060 · LCCN (ENn95085013 · BNF (FRcb12400004h (data) · WorldCat Identities (ENn95-085013
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