Villa Archinto Pennati

Villa Archinto Pennati
Monza villa Archinto Pennati 152.jpg
Villa Archinto Pennati, facciata
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàMonza
Indirizzovia Frisi
Coordinate45°35′22.72″N 9°16′41.1″E / 45.589645°N 9.278083°E45.589645; 9.278083Coordinate: 45°35′22.72″N 9°16′41.1″E / 45.589645°N 9.278083°E45.589645; 9.278083
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1829
StileNeoclassico
Realizzazione
ArchitettoLuigi Canonica
CommittenteGiuseppe Archinto

StoriaModifica

La Villa Archinto Pennati si trova a Monza, in via Frisi ed è certamente l'edificio neoclassico più ragguardevole, eretto nella città dopo la costruzione della Villa Reale.

La Villa fu costruita su ordine del conte Giuseppe Archinto (1783-1861), erede della vasta fortuna di famiglia. Nonostante il consistente patrimonio, alla sua morte, il figlio Luigi è obbligato a vendere la proprietà per motivi economici ai Padri Barnabiti (1862). Per dieci anni diventa un collegio maschile e nel 1873 viene ricomprata da Luigi Pennati[1].

ArchitetturaModifica

Costruita nel 1829 su progetto di Luigi Canonica per la famiglia dei conti Archinto, la villa si sviluppava attorno ad un corpo centrale e due ali laterali che racchiudono un cortile pavimentato. Negli anni sono stati aggiunti corpi secondari ed attualmente si articola intorno a sei cortili interni[2].

La facciata lato strada risulta meno strutturata del lato giardino. Le ali porticate presentano altezze diverse dei piani e risultano interrotte nel punto d'innesto con il corpo padronale. Il cortile d'ingresso ha forma trapezoidale[2].

Sul lato interno si sviluppa una ricca facciata decorata da semicolonne ioniche, timpano e attico laterale. Il lato giardino dell'edificio è senza dubbio il più bello e prestigioso. Il corpo centrale è leggermente più alto e avanzato rispetto alle ali laterali[2].

Un vasto "parco all'inglese", progettato da Giocondo Albertolli, arricchisce il complesso. Il parco è rimasto pressoché immutato e comprende una roggia ed un laghetto artificiale, due tempietti e una torre neomedievale[2].

NoteModifica

BibliografiaModifica

Silvia Guagliumi, La Villa Archinto a Monza. Analogie con alcuni esempi d'architettura neoclassica in Lombardia, Milano, Silvia editrice, 2014 (tratta sinteticamente dalla sua Tesi di Laurea in Architettura c/o il Politecnico di Milano, discussa con il prof. arch. Carlo Perogalli come relatore, a.a. 1982/83).

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