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Vincenzo Sulis

scrittore e militare italiano

BiografiaModifica

Nacque in una famiglia modesta, dal nuorese Antonio Sulis[1] e dalla cagliaritana Lucia Mura. Riuscì a studiare fino alle scuole superiori della Regia Università di Cagliari. Abbandonati improvvisamente gli studi, condusse una vita disordinata. Arrestato, dopo aver ottenuto la libertà, armato e al comando di alcuni vecchi compagni di prigione, si mise a fare razzie nei campi. Dopo aver ottenuto il perdono giudiziario riprese gli studi fino a diventare uno dei più importanti notai di Cagliari.

L'arrivo della flotta francese nel 1793 risvegliò in lui il carattere ribelle tanto da divenire, prima capopopolo contro i francesi, e poi comandante delle truppe di Stampace durante i moti antipiemontesi. Quando Carlo Emanuele IV, perduto il Piemonte, trovò rifugio in Sardegna, Vincenzo fu uno dei suoi più stretti collaboratori.

I suoi nemici però riuscirono a metterlo in cattiva luce verso il popolo e il re. Ricercato, e con un taglia da 500 scudi, venne tradito, consegnato alla forza pubblica e infine processato. In seguito alla condanna, nella quale gli fu comminata la pena di carcere a vita, venne rinchiuso prima nella torre dell'Aquila a Cagliari e, dal 1799, nella Torre dello sperone ad Alghero, (Torres Sulis, Torre di Sulis o Torres de l'Esperó Rejal), dove visse fino al 1821 anno in cui ricevette la grazia da Carlo Felice.

Finì i suoi giorni a La Maddalena dove scrisse la sua autobiografia, rimasta inedita fino al 1964. Una loggia massonica del Grande Oriente d'Italia, ad Alghero, è intitolata al suo nome.[2]

OpereModifica

  • Autografo dell'apologia esistente presso il municipio di Sassari (inedito)
  • Autobiografia, con uno studio introduttivo ed a cura di Francesco Alziator, Cagliari, Editrice sarda F.lli Fossataro, 1964.
Nuova edizione: Vita scritta da lui medesimo, a cura di Giuseppe Marci, Cagliari, CUEC, 2007. ISBN 978-88-8467-420-3.

NoteModifica

  1. ^ Antonio Cabras, La data di nascita di Vincenzo Sulis, in Studi Sardi, fasc. I-III, Sassari, Gallizzi, 1947.
  2. ^ Sito Ufficiale della loggia "Vincenzo Sulis" di Alghero Archiviato il 2 gennaio 2015 in Internet Archive.. URL acceduto il 2 gennaio 2015.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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