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Vittorio Rolandi Ricci

avvocato, giornalista e politico italiano
Vittorio Rolandi Ricci
Vittorio Rolandi Ricci.jpg

Senatore del Regno d'Italia
In carica
Inizio mandato 30 marzo 1912
Legislature dalla XXIII
Gruppo
parlamentare
Liberale democratico
Unione democratica
Partito Nazionale Fascista
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione di finanze (5 dicembre 1919-15 gennaio 1921. Dimissionario) (23 novembre 1924-21 gennaio 1929), (2 maggio 1929-19 gennaio 1934)
  • Membro della Commissione per l'esame dei disegni di legge sui trattati internazionali (10 dicembre 1919-18 luglio 1920) Membro della Commissione per la politica estera (19 luglio 1920-15 gennaio 1921)
  • Membro della Commissione per l'esame del disegno di legge "Provvedimenti per la bonifica integrale" (14 dicembre 1928)
  • Membro ordinario della Commissione d'accusa dell'Alta Corte di giustizia (25 giugno-17 dicembre 1929. Dimissionario, 27 dicembre 1929-19 gennaio 1934) (1º maggio 1934-2 marzo 1939)
  • Membro della Commissione degli affari esteri, degli scambi commerciali e della legislazione doganale (17 aprile 1939-5 agosto 1943)
  • Membro della Commissione delle Forze armate (17 aprile 1939-28 gennaio 1940)

Dati generali
Titolo di studio Laurea
Professione Avvocato
Giornalista

Vittorio Amedeo Secondo Angelo Luigi Antonio Rolandi Ricci comunemente conosciuto come Vittorio (Albenga, 18 febbraio 1860Roma, 30 giugno 1951) è stato un avvocato, giornalista, politico diplomatico italiano.

Indice

BiografiaModifica

Ligure, avvocato, nel 1912 Rolandi Ricci divenne Senatore del Regno. Nel 1920 fu inviato dal governo Giolitti negli Stati Uniti in qualità di ambasciatore straordinario. Si dimise dalla carica con l'avvento del Fascismo, ma aderì poco dopo al regime. Mussolini lo nominò ministro di Stato, carica onorifica senza effettivi incarichi.

Dopo l'8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale dove operò come giornalista (in particolare per il "Corriere della Sera") e lavorò ai progetti di costituzione dello Stato social-repubblicano. Con il crollo della RSI, tentò di raggiungere Mussolini sul lago di Como, ma sfuggito a un tentativo di assassinio da parte dei partigiani della "Banda Mustaccia" e constatata l'impraticabilità delle strade, decise di consegnarsi alla GdF di Milano.

Fu processato il mese successivo e condannato a 15 anni di reclusione, di cui un anno e due mesi scontati prima d'essere amnistiato.

OnorificenzeModifica

BibliografiaModifica

  • Guglielmo Salotti, Nicola Bombacci, un comunista a Salò, Milano, Mursia, 2008.
  • Giorgio Pisanò, Storia della Guerra Civile in Italia 1943-1945, FPE, 1965.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN316435499 · ISNI (EN0000 0004 5018 0070 · LCCN (ENn84800454