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Vladimir Kara

Vladimir Kara (Mosca, 22 aprile 1956) è un pittore russo naturalizzato francese.

Indice

BiografiaModifica

Il suo nome per esteso è Vladimir Alexandrovic Kara Ivanov e vive a Parigi dal 1984.

Ha esposto in sedi prestigiose, come il Museo MOCA di Pechino, il Museo Cocteau a Villefranche-sur-Mer, Palazzo Lenzi a Firenze, il Museo d'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato.

Le sue opere sono state presentate in gallerie di tutto il mondo: l'Inter Art Gallery di New York, la Modevormgeving Gallery de L'Aja, la Dialogue Gallery di Ginevra, l'Anderes Ufer Gallery di Berlino e la Galleria Saphir di Parigi.

I dipinti di Kara fanno parte di collezioni private e di istituzioni culturali francesi, tra cui l'Alliance Française, La Grande Loge de France e l'Istituto Francese di Firenze.

Ha organizzato, curato ed è stato direttore artistico delle seguenti mostre collettive:

  • Born in the USSR made in France (Parigi, 2010);
  • Nomad Bordes (Parigi, 2010);
  • Jerusalem Celestial, Jerusalem Terrestrial (Firenze-Parigi, 2008);
  • Sept manières de dire merci (Parigi - Bahrain, 2009; Dnepropetrovsk, Ucraina, 2009; Bogotà, Colombia, 2009; Padova, Italia, 2009);
  • De l'Urbain à l'Humain (Parigi, 2009).

È stato anche autore e regista del film documentario Genia Polyakov - Maître de Ballet e coreografo (Evgrafov Production, 2004), sulla vita e le opere del coreografo russo Evgeni Polyakov.

ScenografieModifica

Kara ha affiancato all'attività pittorica anche quella di scenografo. Tra gli spettacoli firmati da Kara:

StileModifica

Impiegando un vocabolario simbolico e figurativo, Kara cerca di risolvere il perenne conflitto posto dalla superficie pittorica. In una larga parte del suo lavoro ha cercato di evidenziare come tematiche bibliche e mitologiche possano far parte fondante dell'arte contemporanea, ponendo domande eterne.

«La ricerca di Vladimir Kara nella pittura è una rinascita del simbolismo figurativo: la sua ispirazione è storica e contemporanea, un gioco sottile che si svolge su un confine invisibile, "in/fra", dove l'evidenza figurativa non è altro che il limite e la maschera di una rappresentazione simbolica.»

(Michel Grumbach, Università de La Sorbonne, Parigi.)

PremiModifica

  • Grand Prix International, Cannes, Francia - Secondo premio, categoria ritratti (1989)
  • II Biennale Internazionale dell'Arte Contemporanea, Firenze, Italia (1999)
  • Premio Italia per le Arti Figurative, Firenze, Italia (2000)
  • Lauréat 2008, de L'Association Européenne de la Culture Juive

Collegamenti esterniModifica

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