Apri il menu principale

Wilhelm Jensen

scrittore tedesco

BiografiaModifica

Wilhelm Jensen nasce a Heiligenhafen, nel ducato di Holstein. Figlio naturale di Hans Jensen (1795–1855), sindaco di Kiel e successivamente amministratore di Landvogt e dell'isola Sylt, di famiglia di antica nobiltà.

Dopo aver frequentato le scuole secondarie a Kiel e a Lubecca, Jensen studia medicina all'Università de Kiel, Würzburg, Jena e Breslau. Abbandonerà la professione medica per la carriera letteraria. Si laurea in filosofia nel 1860 a Monaco dove inizia l'attività giornalistica.[1]

Nel 1865 sposa a Vienna Marie Brühl e si stabilisce a Stoccarda (1865–1869). Jensen dirige per un breve periodo il quotidiano Schwabische Volkszeitung; diviene amico dello scrittore Wilhelm Raabe. La coppia ha sei figli di cui quattro sopravvissuti.

Jensen diventa capo redattore del Norddeutsche Zeitung a Flensbourg. Nel 1872 ritorna a Kiel, poi vive dal 1876 al 1888 a Freiburg-im-Breisgau (Friburgo in Brisgovia), dove conosce il pittore Emil Lugo.[2]

Nel 1888 la famiglia si trasferisce in Baviera, trascorrendo l'inverno a Monaco e l'estate a Prien am Chiemsee. Dal 1892 a 1901, i Jensen e Lugo fanno quattro viaggi in Italia.

Whilhelm Jensen è sepolto con la moglie († 1921) sull'isola Frauenchiemsee, accanto all'amico Lugo.

Le OpereModifica

 
Pietra tombale di Wilhelm e Marie Jensen (Bassorilievo di Bernhard Bleeker, 1912 circa).

Scrittore fecondo e ricco d'inventiva è autore di novelle, romanzi e poesie. Una sua novella Gradiva, pubblicata nel 1903, suscitò tanto l'interesse di Sigmund Freud da diventare l'oggetto di un suo studio Delirio e sogni nella "Gradiva" di W. Jensen pubblicato nel 1923. La novella è stata tradotta in italiano per la prima volta nel 1961 dal letterato e psicoanalista Cesare Musatti.

Alcune delle opere più note:

  • Magister Timotheus (1866) - la prima di una serie di opere che gli dettero notorietà a cavallo del secolo
  • Die braune Erika (1868)
  • Unter heisserer Sonne (1869)
  • Eddystone (1872)
  • Nirwana (1877)
  • Am Ausgang des Reiches (1885)
  • Karin von Schweden (1878) (un romanzo storico più volte ristampato9
  • Gradiva, una fantasia pompeiana (1903)
  • König Friedrich (1908).

NoteModifica

  1. ^ Paola Decina Lombardi, in Racconti d'amore del '900, Editori Riuniti, Roma 1990, pp. 615-618.
  2. ^ Paul Malthan, Wilhelm Raabes Begegnungen mit Freiburg, in: Badische Heimat 60, Freiburg im Breisgau 1980, s. 25-34.

BibliografiaModifica

  • Wilhelm Jensen, Gradiva, in Racconti d'amore del '900, a cura di Paola Decina Lombardi, traduzione di Cesare Musatti, Mondadori, Milano 1990, pp. 58–124.
  • Wilhelm Jensen, Gradiva, Postfazione di Cecilia Capuana, Traduzione di Anna Lucioni Dal Collo, Editore Donzelli, 2013. ISBN 9788860368553
  • Sigmund Freud, Saggi sull'arte, la letteratura e il linguaggio, a cura di Cesare Musatti, Seconda edizione, Torino, Boringhieri, 1969, pp. 160–181. (prima edizione 1961)

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN2542546 · ISNI (EN0000 0001 0862 9223 · LCCN (ENn50038488 · GND (DE11855736X · BNF (FRcb12327592x (data) · NDL (ENJA00444677 · WorldCat Identities (ENn50-038488