William Markowitz

Astronomo statunitense

William Markowitz (Melč, 8 febbraio 1907Pompano Beach, 10 ottobre 1998) è stato un astronomo statunitense, noto soprattutto per i suoi contributi sulla standardizzazione del tempo.

La sua attività di ricerca si concentrò prevalentemente sulla velocità di rotazione della Terra e sul moto dei poli terrestri,[1] del quale nel 1960[2] descrisse la deriva e la quota ciclica, con un periodo di 24 anni, che nel 1970 è stata denominata da M. G. Rochester[3] oscillazione di Markowitz (Markowitz wobble).[4]

BiografiaModifica

William Markowitz nacque nel 1907 a Melč, nella Slesia austriaca (oggi nella Repubblica Ceca), dove sua madre si era recata dalla vicina Polonia. La famiglia emigrò dalla Polonia negli Stati Uniti nel 1910 e si stabilì a Chicago.

Conseguì il dottorato in astronomia nel 1931 presso l'Università di Chicago, sotto la guida di W. D. MacMillan. Insegnò alla Pennsylvania State University, prima di essere assunto dallo United States Naval Observatory nel 1936, dove entrò nel dipartimento per il segnale orario (time service in inglese) diretto da Paul Sollenberger e Gerald Clemence e del quale lui stesso diverrà successivamente direttore.

Presso l'USNO sviluppò la scala del tempo effemeride che fu adottata come tempo internazionale standard dall'Unione Astronomica Internazionale nel 1952 su una proposta formulata da Clemence nel 1948. Successivamente, collaborò con Louis Essen in Inghilterra per calibrare l'appena sviluppato orologio atomico in termini del secondo effemeride. La frequenza fondamentale dell'orologio al cesio, che determinarono in 9192631770±20 Hz, è stata utilizzata per definire il secondo nel Sistema Internazionale dal 1967. Durante l'assemblea dell'Unione Astronomica Internazionale a Dublino nel 1955, propose il sistema di differenziazione - ancora in uso - del tempo universale nelle versioni UT0 (il tempo universale come direttamente calcolato in funzione della posizione delle stelle), UT1 (riportato al meridiano fisso, correggendo l'errore dovuto al moto del polo terrestre) e UT2 (con ulteriori correzioni per rimuovere gli effetti delle variazioni stagionali - estrapolate - della velocità di rotazione della Terra).

Dal 1955 al 1961 presiedette la commissione sul tempo dell'Unione Astronomica Internazionale e partecipò ai lavori dell'Associazione internazionale di geodesia e geofisica, dell'American Geophysical Union (AGU) e del Comitato consultivo per la definizione del secondo.

Dopo il suo pensionamento dall'USNO nel 1966, insegnò fisica alla Marquette University fino al 1972 e fu professore presso la Nova Southeastern University.

NoteModifica

  1. ^ S. J. Dick, D. D. McCarthy, 1999.
  2. ^ (EN) William Markowitz, Secular and Librational Motions of the Pole, in Astronomical Journal, vol. 70, 1960, p. 349, DOI:10.1086/108078. URL consultato il 18 agosto 2014.
  3. ^ (EN) M. G. Rochester, Polar Wobble and Drift: A Brief History, in L. Mansinha, D.E. Smylie, A.E. Beck (a cura di), Earthquake Displacement Field and the Rotation of the Earth, 1970, p. 3, ISBN 90-277-0159-8.
  4. ^ (EN) A. Poma, The Markowitz Wobble, in Steven Dick, Dennis McCarthy, Brian Luzum (a cura di), Polar Motion: Historical and Scientific Problems, ASP Conference Series, vol. 208, San Francisco, Astronomical Society of the Pacific, 2000, p. 351, ISBN 1-58381-039-0. URL consultato il 18 agosto 2014.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

  • (EN) Steven J. Dick, Dennis D. McCarthy, WILLIAM MARKOWITZ, 1907-1998, U.S. Naval Observatory. URL consultato il 17 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2016).
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