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William Savage

Compositore, organista, cantante inglese

William Savage (172027 luglio 1789) è stato un compositore, organista e cantante inglese del XVIII secolo. Cantò come voce bianca da ragazzo, e poi come controtenore e come basso. Egli è ricordato soprattutto per sua collaborazione con il compositore Georg Friedrich Händel, nei cui lavori (soprattutto negli oratori) Savage si esibì ripetutamente nel corso di diversi anni.

Vita e carrieraModifica

CantanteModifica

 
Il compositore Georg Friedrich Händel, per cui Savage ebbe modo di esibirsi ripetutamente (1733)

Savage venne inizialmente alla ribalta da ragazzo, nel 1735, cantando come voce bianca nella ripresa londinese di Athalia di Händel e nell'Alcina, durante la stagione del compositore al Covent Garden. Il ruolo di Oberto in Alcina era stato composto espressamente per la sua voce. Dopo che essa si fu abbassata per la muta, dapprima continuò la sua carriera cantando come controtenore e poi si trasformò in un basso. Come controtenore è possibile che interpretasse i piccoli ruoli della Dea Fortuna e di Childerico nelle opere di Händel, Giustino (1737) e Faramondo (1738)[1] e certamente comparve nella prima rappresentazione dell'oratorio Israele in Egitto (1739), così come in alcune riprese di altri oratori di Händel.[2] Come basso, creò il ruolo principale in Imeneo (1740), il ruolo di Fenice in Deidamia (1741)[3] e quello di Manoa alla prima dell'oratorio Sansone (1743).[2] Il musicologo del XVIII secolo Charles Burney descrisse la voce di Savage come un "basso potente e non sgradevole".[3] La descrizione del suo allievo R.J.S. Stevens è più lusinghiera: egli descrive Savage come in possesso di "una piacevole voce di due ottave", e precisa che Savage cantava con "chiara articolazione, intonazione perfetta, grande agilità di voce e buona e castigata espressività".[3]

Nel 1740 Savage divenne organista della chiesa di Finchley, non lontano da Londra, mentre nel 1744 entrò a far parte come basso dei "gentlemen-in-ordinary" nel coro della Cappella Reale e nel 1748 fu nominato Vicar Choral (vicario laico incaricato di cantare alcune parti dei servizi liturgici), Elemosiniere e Maestro dei Cantori nella Cattedrale di San Paolo,[4] posizione dalla quale esercitò una notevole influenza sui musicisti della successiva generazione. Nel 1777 si ritirò nel Kent. Tornò a Londra nel 1780 per insegnare musica, ma non fu un successo come negli anni precedenti.[3] Rimase a Londra fino alla morte.

Parte della musica della collezione di Savage è stata data alla Royal Academy of Music, alla morte del suo allievo, R.J.S. Stevens, nel 1837. La collezione comprendeva Gloria, una composizione identificata come opera di Händel solo nel 2001.[5]

CompositoreModifica

Savage è stato anche un compositore moderatamente prolifico. Ha composto molti inni e altra musica da chiesa. Il suo inno. O Lord my God (O Signore, mio Dio) è la sua opera più ambiziosa ed è scritta per l'accompagnamento di orchestra d'archi. Compose anche musica per violino solo e vari canoni, i catch e i round,[6] compose per i nobili e il Catch Club dei Gentlemen, di cui Savage è stato membro. Un pezzo molto particolare era il suo "On the very first of May", basato su una poesia nonsenso scritta dalla moglie.[3]

NoteModifica

  1. ^ Burrows. Anche Hogwood (p. 146) concorda che Savage come controtenore aveva ricoperto il ruolo di Childerico. Secondo il direttore inglese, «la voce da controtenore non era tipica dell'"opera seria" e Savage forse ottenne la piccola parte di soprano di Childerico a causa dei problemi che [l'impresario] John James Heidegger incontrava ad assegnare il ruolo. Certamente non c'è un precedente storico. In un dilemma simile Händel avrebbe normalmente trasposto o trasferito una parte da castrato ad una cantante donna». Secondo Anthony Hicks, d'altronde, l'ipotesi della partecipazione di Savage come controtenore in opere liriche di Händel appare del tutto implausibile: il ruolo di Fortuna sarebbe stato in effetti l'ultimo ruolo da lui interpretato come voce bianca, mentre la parte sopranile minore di Childerico, peraltro del tutto priva di arie, fu dal lui probabilmente cantata, in via d'emergenza, abbassata di un'ottava, dopo che era nel frattempo intervenuta la muta della sua voce (voci: Giustino (ii) e Faramondo, in Stanley Sadie (a cura di), The New Grove Dictionary of Opera, New York, Oxford University Press, 1997, II, pp. 121 e 440-441).
  2. ^ a b Le informazioni su questi spettacoli e le loro date proviene da http://gfhandel.org/.
  3. ^ a b c d e Burrows.
  4. ^ Mark Argent (a cura di), Recollections of R.J.S. Stevens: An Organist in Georgian London, Carbondale, Southern Illinois University Press, 1992, p. 300.
  5. ^ Gloria in excelsis Deo, "La composizione musicale recentemente scoperta di Händel." Vedi anche questa prefazione del 2001 di Clifford Bartlett. Archiviato l'8 ottobre 2007 in Internet Archive.
  6. ^ In campo musicale una catch o trick canon è un genere di round - una composizione musicale in cui due o più voci (generalmente almeno tre) cantano ripetutamente la stessa melodia o talvolta leggermente modificata, iniziando in punti successivi. In una catch, le linee di testo interagiscono in modo tale che si riesce ad ascoltare, durante l'esecuzione del pezzo, una parola o una frase che non compare se cantata da una sola voce. Questa frase è spesso carica di allusioni, politicamente sovversiva o volgare.

BibliografiaModifica

  • Donald Burrows, grovemusic.com "Savage, William", in L. Macy (a cura di), Grove Music Online. URL consultato il 5 gennaio 2007.
  • Christopher Hogwood, Handel (Revised edition), Thames and Hudson, 2007, ISBN 978-0-500-28681-4.
  • Stevens, R.J.S. ed Henry George Farmer, "A Forgotten Composer of Anthems: William Savage (1720-89)", in Music & Letters, vol. 17, 3ª ed., luglio 1936, pp. 188–99. (disponibile via JSTOR)
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