Yusuf ibn 'Umar al-Thaqafi

Yūsuf ibn ʿUmar al-Thaqafī (in arabo: ﻳﻮﺳﻒ ﺑﻦ ﻋﻤﺮ ﺍﻟﺜﻘﻔﻲ‎; ... – Damasco, 744 o 745) è stato Wālī di al-Kūfa (ossia d'Iraq) sotto Hisham ibn 'Abd al-Malik e di al-Walīd II, tra il 738 e il 744.

Thaqafita, era imparentato con al-Hajjaj ibn Yusuf, di cui suo padre era cugino, e nel 725, prima di ottenere la carica di governatore di al-Kūfa,[1] fu governatore dello Yemen, dove si mise in luce per la sua dura repressione dell'elemento kharigita.

Fu incaricato dal califfo omayyade Hishām di deporre il capace Khālid b. ʿAbd Allāh al-Qaṣrī (un errore gravissimo che concorrerà al precipitare della crisi del casato califfale damasceno, travolta di lì a poco dalla "rivoluzione abbaside), di cui prenderà il posto, avviando una politica tanto feroce quanto miope.

Dopo la morte di Hishām, si dice che al-Walīd b. Yazīd (reg. 743–744) avesse avesse "venduto" Khālid al-Qaṣrī a Yūsuf in cambio di 50 milioni di dirham, tanto che lo sfortunato prigioniero morì per le torture inflittegli da Yūsuf al-Thaqafī verso la fine del 743, nella vana speranza che il suo prigioniero gli rivelasse dove aveva occultato le sue pretese ricchezze.
Yūsuf al-Thaqafī si mise in mostra anche per la repressione della rivolta organizzata ad al-Kūfa da Zayd b. ʿAlī b. al-Ḥusayn b. ʿAlī nel 739-40.

Tensioni tra Muḍar e RabīʿaModifica

Il governatorato di Yūsuf comportò un brusco e fatale cambiamento delle alleanze degli Omayyadi. Fino ad allora, tra i Muḍar (o Qays) gli Yemeniti (Rabīʿa), il favore del Califfato era quasi sempre stato assicurato a questi ultimi, ma le cose cambiarono radicalmente con Yūsuf, che afflisse in ogni modo l'elemento yemenita a favore di quello qaysita. Tutti gli incarichi più rilevanti - civili e militari - furono garantiti all'elemento arabo "settentrionale", tanto che al governatorato del Khorasan, Yūsuf nominò Naṣr b. Sayyār.[2]

Declino e morteModifica

Il suo destino fu segnato dalla morte di al-Walīd II al-Fāsiq e dall'ascesa al califfato di Yazīd III b. al-Walīd (Aprile 744). Yazīd III capovolse di nuovo le alleanze, appoggiando l'elemento yemenita e inviò Manṣūr b. Jumhūr al-Kalbī per rilevarlo dal governatorato. A nulla valse la fuga di Yūsuf nella Balqāʾ. Fu preso prigionieri e rinchiuso in carcere a Damasco, per esservi ucciso a fine 744 o all'inizio del 745 assieme a due figli di al-Walīd II, mentre il generale omayyade Marwān b. Muḥammad b. Marwān marciava sulla capitale califfale.

NoteModifica

  1. ^ Yūsuf preferì tuttavia risiedere ad al-Hira, l'antica capitale dei Lakhmidi.
  2. ^ Ṭabarī, Taʾrīkh al-rusul wa l-mulūk, II, 1665.

BibliografiaModifica

  • (EN) Lemma «Yūsuf ibn ʿUmar al-Thaķafī» (G.R. Hawting), su: The Encyclopaedia of Islam, new edition.
  • (AR) Balādhurī, Ansāb al-ashrāf, VI,b, Khalil ʿAt̲h̲āmina (ed.), Gerusalemme, 1993.
  • (AR) Ṭabarī, Taʾrīkh al-rusul wa l-mulūk (Storia dei profeti e dei re), 10 voll., Muḥammad Abū l-Faḍl Ibrāhīm (ed.), Il Cairo, Dār al-maʿārif. 1966-1977.
  • (IT) F. Gabrieli, Il Califfato di Hishâm. Studi di storia omayyade, Alessandria d'Egitto, 1935, pp. 27-33.

Voci correlateModifica