Zij-i Ilkhani

Zīj-i Īlkhānī (persiano: زیجِ ایلخانی‎‎) o Tavole ilkhanidi, in quanto dedicate all'Īlkhān mongolo Hulagu (patrono dell'autore dell'opera), sono tavole astronomiche (Zij), redatte nel XIII secolo, che studiavano i movimenti dei corpi planetari.
L'opera fu compilata dall'astronomo persiano musulmano Naṣīr al-Dīn al-Ṭūsī, in collaborazione con suoi colleghi scienziati dell'Osservatorio di Maragha. Fu scritta in lingua persiana e più tardi tradotta in lingua araba.

Il libro contiene tavole per calcolare le posizioni dei pianeti e i nomi delle stelle. Include dati derivanti dalle osservazioni fatte nel corso di 12 anni nell'Osservatorio di Maragha, completati nel 1272. Le posizioni planetarie dello Zīj-i Īlkhānī, derivano dagli Zīǧ di Ibn al-ʿAlam e di Ibn Yūnus,[1] tanto pieni di errori da essere criticati severamente da altri astronomi, come Shams al-Din ibn ʿAlī Khwāja Muḥammad al-Wābaknawī (1254-1320)[2] e Rukn al-Dīn al-ʿĀmulī.

Lo Zīj-i Īlkhānī impostò la precessione degli equinozi a 51 secondi d'arco per anno, misura che è assai prossima alla moderna cifra di 50,2 arcosecondi.[3] Il libro descrive anche un metodo d'interpolazione tra le posizioni osservate, che in termini moderni può essere descritto come uno schema di interpolazione di secondo ordine. Ovviamente, sono stati conosciuti vari tipi d'interpolazione fin dai lavori di Tolomeo e ancor più, probabilmente, prima di lui nell'antichità.

StoriaModifica

Hulagu Khan credeva che ogni suo successo militare fosse dovuto ai consigli dei suoi astronomi (che all'epoca erano anche astrologi), specialmente a quelli di Naṣīr al-Dīn al-Ṭūsī. Pertanto, quando al-Ṭūsī si lamentò che le sue Tavole astronomiche erano vecchie di 250 anni, gli dette il permesso di far edificare un nuovo Osservatorio in una località scelta da al-Ṭūsī. La scelta cadde su Maragheh). Un certo numero di altri astronomi di spicco lavorò lì con al-Ṭūsī, inclusi Muhyi al-Dīn al-Maghribī, Qutb al-Din al-Shirazi, Mu'ayyid al-Din al-'Urdi da Damasco, e l'astronomo cinese di Hulagu, Fao Munji, la cui esperienza astronomica in Cina apportò miglioramenti al sistema tolemaico usato da al-Ṭūsī, tanto che tracce del sistema cinese possono essere riscontrate nello Zīj al-Īlkhānī.
Le Tavole furono pubblicate durante il regno di Abaqa Khan, figlio di Hulagu, e furono dedicate allora al patrono dell'Osservatorio. Esse rimasero popolari fino al XV secolo.

Alcune tavole astronomiche elaborate in ambito islamico, come lo Zīj-i al-ʿAlaʾī di ʿAbd al-Karīm al-Fahhād e lo Zīj al-Sanjārī di al-Khāzinī, furono tradotte in greco-bizantino da Gregorio Chioniades e studiate nell'Impero bizantino. Chioniades stesso le studiò, sotto la guida di Shams al-Dīn al-Bukhārī, che aveva lavorato nel celebre Osservatorio di Maragha dopo la morte di Naṣīr al-Dīn al-Ṭūsī.[4]

NoteModifica

  1. ^ Autore dello Zīj al-kabīr al-Ḥākimī (circa 950–1009).
  2. ^ Autore dello Zīj al-muḥaqqiq al-Sulṭānī ʿalā uṣūl al-raṣad al-Īlkhānī (L'esatto Zīj al-Sulṭānī sulla scorta dell'osservazione dello [Zīj] al-Īlkhānī). Si vedano Farid Ghasemlou e Negar Naderi, "Persian Astronomical Tables composed in India", in 500 years of Tantrasanghara. A Landmark in the History of Astronomy (a cura di) M. S. Sriram e altri, Indian Institute of Advanced Studies, Shimla, Rashtrapati Nivas, 2002, pp. 137-144 (a p. 137), e S. M. Mozaffari, "Wābkanawī and the first scientific observation of an annular eclipse", su The Observatory, Vol. 129, pp. 144-146.
  3. ^ W. C. Rufus, The Influence of Islamic Astronomy in Europe and the Far East, in Popular Astronomy, vol. 47, n. 5, maggio 1939, pp. 233–238 [236].
  4. ^ Joseph Leichter, The Zij as-Sanjari of Gregory Chioniades, Internet Archive, 27 giugno 2009. URL consultato il 2 ottobre 2009.

BibliografiaModifica

  • Nasir al-Din al-Tusi, Zij-i Ilkhani, British Museum, MS Or.7464.
  • J. A. Boyle, "The Longer Introduction to the Zij-i Ilkhani of Nasir ad-Din Tusi", su Journal of Semitic Studies (1963) 8 (2), pp. 244-254
  • E.S. Kennedy, "A Survey of Islamic Astronomical Tables", su Transactions of the American Philosophical Society, (1956) 46(2), pp. 3, 39-40.
  • Javad H. Zadeh, "A Second Order Interpolation Scheme Described in the Zij-i Ilkhani", su: Historia Mathematica, (1985) vol. 12, pp. 56-59.

Voci correlateModifica