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Émile Littré

lessicografo e filosofo francese

Vita e opereModifica

Dopo iniziali studi di medicina, si volse all'insegnamento e allo studio delle lingue antiche. Si dedicò pure con abnegazione alla vita politica, prima attraverso il giornalismo e in seguito come membro dell'Assemblea. Venne eletto all'Accademia nel 1871. Allievo di Auguste Comte (di cui scrisse una biografia: Comte et la philosophie positive), non ne accettò mai tuttavia le derive mistico-dogmatiche, venendo quindi da Comte stesso allontanato. Littré, rigorosamente volto al metodo positivo (inteso quale sistematico rifiuto di ogni speculazione metafisica), si attenne sempre all'indagine sperimentale. Nel 1867 fondò e diresse la Revue de philosophie positive.

L'8 luglio 1875, quando aveva già 70 anni, fu iniziato in Massoneria nella Loggia del Grande Oriente di Francia « La Clémente amitié », in una seduta solenne, assieme a Jules Ferry e a Grégoire Wyroubof, e fu fatta una grande pubblicità al discorso da lui pronunciato in quest'occasione[1].

Come filologo ha legato il proprio nome all'imponente Dictionnaire de la langue française (1863-72) che fissa ed eterna il francese del gran secolo; a un dizionario di medicina e chirurgia (1854); a una storia della lingua francese (1862); alla traduzione dell'Inferno dantesco (1879) e delle opere d'Ippocrate di Coo (1839-61).

NoteModifica

  1. ^ (FR) "Qui est Emile Littré?" Archiviato il 23 febbraio 2015 in Internet Archive. sul sito ufficiale della "Maison d'Auguste Comte".

BibliografiaModifica

  • Su Littré rimangono imprescindibili le biografie di Alain Rey (anch'egli lessicografo), Littré, l'humaniste et les mots, Gallimard, Parigi, 1970, e di Jean Hamburger (medico), Monsieur Littré, Flammarion, Parigi, 1988
  • Di Littré in italiano si può leggere: Come ho fatto il mio 'Dizionario (seguito da Notizia sul signor Littré di Sainte-Beuve), trad. Marco Lanterna, Les pas effacés, Mentone, 2003.
  • Sul positivismo uno sguardo d'insieme è in: Stefano Poggi, Introduzione al positivismo, Laterza, Bari, 1999.

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