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Geografia fisicaModifica

Sorge nella valle dell'Aar, da cui prende il nome, su una piana alluvionale sulla riva del fiume ai piedi dei monti del Massiccio del Giura[1].

StoriaModifica

 
Edifici del centro storico

Aarau fu fondata dai conti di Kyburg tra il 1240 e il 1250, con la funzione di piazzaforte a difesa della valle dell'Aar.

A partire dal 1273 la città passò sotto il possesso degli Asburgo; la fortezza fu quindi presa dai bernesi nel 1415[1].

Nel 1798, sotto il dominio napoleonico, divenne capitale della Repubblica Elvetica, mantenendo questo ruolo fino al 1803[1].

Nel 2010 Aarau ha inglobato il comune soppresso di Rohr.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Chiesa riformata (Stadtkirche, già chiesa di Santa Maria), attestata dal 1275 e ricostruita nel 1471-1479 da Sebastian Gisel[1];
  • Torre Rore (Roreturm), eretta nel XIII secolo[1].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

 

CulturaModifica

EconomiaModifica

Fin dal XVII secolo è stato un importante centro tessile, sia per il cotone sia per la seta, anche se attualmente è un importante centro industriale, soprattutto nel settore metalmeccanico (strumenti di precisione) e calzaturiero (grazie anche alla diffusione di tale attività nei borghi vicini)[1].

Infrastrutture e trasportiModifica

Aarau è servita dall'omonima stazione, rilevante nodo ferroviario sulla ferrovia Berna-Zurigo; è il centro della rete celere dell'Argovia e il capolinea della Wynental- und Suhrentalbahn[1].

AmministrazioneModifica

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.

GemellaggiModifica

  •   Santa Fe[senza fonte]

SportModifica

Ad Aarau hanno sede la Federazione svizzera di ginnastica e, tra le altre, la squadra di calcio Fussballclub Aarau 1902.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h Alfred Lüthi, Aarau, 23 novembre 2016, Dizionario storico della Svizzera. URL consultato il 6 agosto 2018.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN149567019 · ISNI (EN0000 0001 0945 5069 · LCCN (ENn79074353 · GND (DE4000018-7 · WorldCat Identities (ENn79-074353
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