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Abdul Jeelani

cestista statunitense
Abdul Jeelani
Abdul Jeelani (Libertas Livorno).jpg
Jeelani (in maglia nera) con la maglia della Peroni Livorno
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 203 cm
Peso 95 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Ala / centro
Ritirato 1989
Carriera
Giovanili
Washington Park High School
1972-1976Parkside Rangers
Squadre di club
1977-1979Lazio62
1979-1980Portland T. Blazers77
1980-1981Dallas Mavericks66
1981-1985Libertas Livorno129
1985-1987Baskonia50
1987-1988Askatuak
1988-1989Siviglia
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Abdul Qadir Jeelani, nato Gary Cole e riportato anche Karim Abdul Jeelani[1] (Bells, 10 febbraio 1954Racine, 3 agosto 2016[2]), è stato un cestista statunitense, professionista nella National Basketball Association e in Europa.

CarrieraModifica

Centro di 204 cm, dopo aver esordito in Italia con la maglia della S.S. Lazio Basket ha giocato due anni in NBA, prima con i Portland Trail Blazers e poi con i Dallas Mavericks[3].

La sua carriera è quindi proseguita alla Libertas Livorno, conquistando la promozione nella massima serie al suo primo anno di permanenza e disputando le successive tre stagioni in Serie A.[4]

Ha infine chiuso con un biennio nella Liga ACB spagnola[5], con la maglia della Caja de Álava, con cui ha giocato anche in Coppa Korać.

Dopo il ritiroModifica

«Qui mi sento a casa, spero di dare una mano a chi sta peggio. Lo sport per me è sempre stato questo: conoscere il mondo, stare con le persone, non il business»

(Abdul Jeelani al rientro a Roma, il 14 gennaio 2011[6])

Nel 1989 si ritirò e tornò negli Stati Uniti, ma una serie di disavventure lo ridussero a senzatetto[7]. Simone Santi, il presidente della Lazio Basket, ne apprese la storia da un articolo di giornale. Jeelani aveva perso il lavoro alla Johnson Wax, azienda di prodotti per pavimenti, si era dovuto operare tre volte per un tumore. Per sua ammissione, l'aveva salvato la forte fede musulmana, per cui era anche soprannominato la mano di Maometto[8]. Per pagare i suoi debiti hanno contribuito anche i tifosi della Libertas Livorno, raccogliendo 3700 € in una colletta[9].

È tornato in Italia con il figlio Azim il 14 gennaio 2011, accolto dall'ex avversario Dino Meneghin. Durante l'incontro Jeelani ha raccontato di aver passato due anni nel centro per senzatetto di Racine dopo aver perso il lavoro e quando gli hanno diagnosticato un cancro alla prostata. Il presidente della Lazio Basket lo ha ingaggiato per allenare i bambini di due centri della periferia di Roma[6]. Il suo lavoro dovrebbe iniziare a settembre 2011[8].

Scompare nel 2016 all'età di 62 anni al Wheaton Franciscan-All Saints hospital dopo una crisi cardiaca.[10]

PalmarèsModifica

NoteModifica

  1. ^ Almanacco illustrato del basket 1990. Panini, Modena, 1989, p. 25.
  2. ^ Abdul Jeelani dies at 62 The Journal Times, 3 agosto 2016
  3. ^ (EN) Scheda su Abdul Jeelani Archiviato il 13 agosto 2007 in Internet Archive. di BasketballReference.com.
  4. ^ Scheda su Abdul Jeelani della Lega Basket Serie A.
  5. ^ Statistiche di Abdul Jeelani Archiviato il 23 febbraio 2005 in Internet Archive. nella Liga ACB.
  6. ^ a b Concetto Vecchio, Jeelani, il lieto fine "Mi ha salvato la fede", in la Repubblica, 14 gennaio 2011. URL consultato il 30 marzo 2011.
  7. ^ Roma: torna il cestista homeless, in TG com, 14 gennaio 2011. URL consultato il 30 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2011).
  8. ^ a b Marcello Di Dio, La seconda vita di Abdul Jeelani: «Sono rinato grazie ad Allah», in il Giornale, 15 gennaio 2011. URL consultato il 30 marzo 2011.
  9. ^ Stefano Olivari, Il grande freddo di Abdul Jeelani, in Guerin Sportivo, 14 gennaio 2011. URL consultato il 30 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2011).
  10. ^ Basket, muore Abdul Jeelani: la Pallacanestro piange il cestista americano, su http://urbanpost.it/.

Collegamenti esterniModifica