Abraham Serfaty

attivista e politico marocchino

Abraham Serfaty (in arabo: أبراهام سرفاتي‎; Casablanca, 1926Marrakech, 18 novembre 2010) è stato un attivista e politico marocchino.

Dissidente di primo piano a livello internazionale del Marocco, militante e attivista politico, ed è stato imprigionato per anni dal re Hasan II, per le sue azioni politiche in favore della democrazia, durante la repressione. Ha pagato un prezzo elevato per tali azioni: quindici mesi di confino, diciassette anni di reclusione e otto anni di esilio.

BiografiaModifica

Abraham Serfaty è nato a Casablanca, nel 1926, da una famiglia ebraica originaria di Tangeri. Si è laureato nel 1949 alla Ecole des Mines de Paris, la più importante scuola francese di ingegneria.

Il suo percorso come attivista politico iniziò molto presto: nel febbraio 1944, entrò a far parte della gioventù marocchina comunista, e, al suo arrivo in Francia nel 1945, entrò nel Partito Comunista Francese. Quando tornò in Marocco nel 1949, entrò a far parte del Partito comunista marocchino. Iniziò la lotta anti-colonialista e fu arrestato e incarcerato dalle autorità francesi, e nel 1950 gli fu assegnata una residenza forzata in Francia per sei anni.

All'indomani della indipendenza del Marocco, fece parte del ministero dell'economia ed fu uno dei principali promotori della politica mineraria del Marocco. Dal 1960 al 1968, è stato il direttore dell'area di ricerca-sviluppo dell'Ufficio minerario, ma fu revocato delle sue funzioni a causa della sua solidarietà con i minatori a uno sciopero. Dal 1968 al 1972, ha insegnato presso la Scuola di Ingegneri di Mohammedia.

Abraham Serfaty si identifica come antisionista; pur avendo riconosciuto lo Stato di Israele, non ha mai lesinato aspre critiche a questo per le sue politiche antipalestinesi.

Nel 1970, lasciò il partito comunista, che considerava fin troppo dottrinario e fu profondamente coinvolto nella creazione dell'organizzazione marxista-leninista "al Ila-Amam" (En Avant in francese). Nel gennaio 1972, fu arrestato per la prima volta, e selvaggiamente torturato, venendo successivamente rilasciato solo dopo forti pressioni popolari. Nel marzo del 1972, fu riarrestato con uno dei suoi migliori amici, Abdellatif Zeroual, anch'egli ricercato dalle autorità. Fu allora che incontrò per la prima volta Christine Daure, professoressa di francese che aiutò entrambi nella latitanza.

Dopo diversi mesi di latitanza, Serfaty e Zeroual furono nuovamente arrestati nel 1974. Dopo il loro arresto, Zeroual morì sotto tortura. Nel mese di ottobre del 1977, fu processato a Casablanca e condannato all'ergastolo. Fu infatti riconosciuto colpevole di "complotto contro la sicurezza dello Stato", ma probabilmente nella sentenza però la sua lotta contro l'annessione del Sahara occidentale. È stato diciassette anni alla prigione di Kenitra, dove, grazie a Danielle Mitterrand, poté sposare Christine Daure.

Esilio e ritornoModifica

La pressione internazionale in suo favore ne permise la liberazione nel mese di settembre del 1991, ma gli fu revocata la nazionalità marocchina adducendo come pretesto il fatto che il padre fosse di origine brasiliana. Trova così rifugio in Francia, con la moglie Christine Daure-Serfaty. Dal 1992 al 1995, insegnò all'Università di Paris-VIII, nel dipartimento di scienze politiche, sul tema "L'identità e la democrazia nel mondo arabo".

Due mesi dopo la morte di re Hassan II, avvenuta nel luglio del 1999 gli fu consentito di ritornare in Marocco, e gli fu restituito il passaporto marocchino. Si stabilì quindi a Mohammedia con la moglie in una casa messa a loro disposizione e ottenne uno stipendio mensile. Venne nominato consigliere dell'Ufficio di Ricerca e lo sfruttamento del petrolio (Onarep). Questa nomina non gli impedì però di chiedere, nel dicembre 2000, le dimissioni dell'allora Primo Ministro marocchino Abderrahmane Youssoufi. Insieme alla moglie Christine scrisse il libro The Other's Memory.

È scomparso nel 2010 all'età di 84 anni in una clinica di Marrakech[1].

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • The unsubdued, Jews, Moroccans and Rebels (L'Insoumis, Juifs, marocains et rebelles), con Mikhaël Elbaz, Éditions Desclée de Brouwer, 2001, ISBN 2-220-04724-5
  • Morocco, from black to grey (Le Maroc du noir au gris), Éditions Syllepse, 1998, ISBN 2-907993-89-5
  • The Other's Memory (La Mémoire de l'Autre), Éditions Stock, 1993, ISBN 9954-419-00-4
  • In the King's Jails - Kenitra's writings on Morocco (Dans les Prisons du Roi - Écrits de Kénitra sur le Maroc), Editions Messidor, Paris, 1992, ISBN 2-209-06640-9
  • From jail, writings on Palestine (Écrits de prison sur la Palestine), Éditions Arcantère, 1992, ISBN 2-86829-059-0
  • The anti-zionist struggle and the Arab Revolution (Essay on Moroccan Judaism and Zionism) (Lutte anti-sioniste et Révolution Arabe - Essai sur le judaïsme marocain et le sionisme), Éditions Quatre-Vents, 1977, ISBN

Voci correlateModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN76374141 · ISNI (EN0000 0001 1475 3220 · LCCN (ENn92069966 · GND (DE119187213 · BNF (FRcb122587209 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n92069966
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