Afroitaliano

Afroitaliani
Luogo d'origineAfrica (Africa Sub-sahariana, Maghreb)
Popolazione1 159 290[1]
Linguaitaliano, inglese, francese, arabo, spagnolo e varie lingue etniche
ReligioneCristianesimo (cattolicesimo, protestantesimo, ortodossia) Islam (sunnismo, sciismo) e minoranze kimbanguiste

Afroitaliano[2][3][4][5][6][7] (o afro-italiano[8]) è il termine con cui si indica un cittadino italiano di origine o provenienza africana[9]. Il termine è legato al concetto delle seconde generazioni[10]. In Italia risiedono 1 159 290 afroitaliani di cui oltre il 500 mila provengono dall'Africa subsahariana.

Demografia e origineModifica

La diffusione degli afroitaliani fa parte della diaspora africana data al emigrazione dai propri paesi.

La Diaspora africana è data per l'estrema povertà, governo instabile, guerre civili, terrorismo e l'inrispetto dei diritti umani, in alcuni casi anche per motivi coloniali.

Africa Sub-saharianaModifica

Gli afroitaliani di origin sub-sahariane sono quasi esclusivamente di etnie Bantù o Nilotiche e rappresentano il 50% dei afroitaliani. Principalmente provengono da Senegal (99.176), Nigeria (77.980), Ghana (50.647) e Repubblica Democratica del Congo (34.407) e dalle ex colonie italiane come Etiopia (45.160), Somalia (12.330), Eritrea (11.000) e Libia (2.070).[1]

NordafricaModifica

Gli afroitaliani di origini sahariane sono principalmente berberi e arabi, che popolano la zona del Maghreb, e costituiscono anche essi la metà dei immigrati africani in Italia. Principalmente emigrati dal Marocco (400.156; incluso il Sahara Occidentale), Tunisia (84.645), Egitto (97.000), Algeria (21.765) e Sudan (6.238).

Utilizzo del termineModifica

Il termine afro-italiano venne coniato a partire da quello di afroamericano[8],con la differenza che per gli afroitaliani esiste la possibilità di risalire allo specifico stato africano di origine, mentre invece per i discendenti degli schiavi africani deportati nelle colonie inglesi d'America ciò è impossibile, a causa delle modalità di cattura, trasferimento e di vita che i negrieri imposero alla manodopera in schiavitù. Viene usato, in particolare, per definire i figli degli africani trasferitisi in Italia negli anni Settanta del Novecento.[11] Come afroitaliani si intendono in genere i cittadini italiani con ascendenze dell'Africa nera, e sono quindi di solito esclusi da questa categoria gli arabi e i berberi abitanti del Maghreb[12].

Mentre la parola è piuttosto utilizzata in campo sportivo e musicale[13], in campo letterario è stato fatto osservare che esso costituisce una differenziazione inutile in quanto non esisterebbe una letteratura africana in lingua italiana.[12] Alcuni altri critici come ad esempio Alessandro Portelli accettano però senza problemi l'esistenza di una letteratura afroitaliana.[14]

ProblematicheModifica

Anche a causa della loro crescita numerica gli afroitaliani sono stati oggetto di varie indagini giornalistiche[15] o sociologiche[7], in particolare per quanto riguarda la loro integrazione con le altre componenti della società italiana. Un altro elemento studiato fin dall'inizio degli Anni Duemila è stato quello dell'identità dei cittadini afroitaliani e del peso relativo delle sotto-identità che la compongono, che spesso sfociano anche in scelte estetico-musicali come ad esempio la predilezione per il rap[16] in un periodo nel quale in Italia la sua diffusione era appena agli inizi.

La fondazione di associazioni tra persone che si considerano afroitaliane, come ad esempio la Associazione Afroitaliani[17], o la nascita di iniziative come Afroitalian power initiative, promossa dall'ex-ministra Cécile Kyenge a fine 2018, hanno destato una certa perplessità da parte di alcuni mezzi di informazione[18] ed ambienti politici, spesso schierati a destra[19].

NoteModifica

  1. ^ a b Dati ISTAT 2016, Cittadini stranieri in Italia - 2016, su tuttitalia.it.
  2. ^ afroitaliano, su repubblica.it.
  3. ^ Oltre la migrazione: Alla ricerca di un cinema popolare afroitaliano, L'Africa in Italia. Per una controstoria postcoloniale del cinema italiano, Aracne, Roma, 2013..
  4. ^ afroitaliano, su lastampa.it.
  5. ^ afroitaliano, su illibraio.it.
  6. ^ il fatto quotidiano, su ilfattoquotidiano.it.
  7. ^ a b Guia Gilardoni, Somiglianze e differenze: l'integrazione delle nuove generazioni nella società multietnica, FrancoAngeli, 2008, pp. 212. URL consultato il 18 febbraio 2019.
  8. ^ a b Barbara Braccini, I giovani di origine africana: integrazione socio-culturale delle seconde generazioni in Italia, L'Harmattan Italia, 2000, pp. 97.
  9. ^ "Vocabolario" Treccani, vedi www.treccani.it
  10. ^ Ingy Mubiayi, Igiaba Scego, Quando nasci è una roulette: giovani figli di migranti si raccontano, Terre di mezzo, 2007, p. 7.
  11. ^ Oliviero Casacchia, Studiare insieme, crescere insieme?: un'indagine sulle seconde generazioni in dieci regioni italiane, FrancoAngeli, 2008, pp. 37.
  12. ^ a b Daniele Comberiati, Gli scrittori migranti dell'Africa sub-sahariana, in Scrivere nella lingua dell'altro: la letteratura degli immigrati in Italia (1989-2007), Peter Lang, 2010, pp. 165. URL consultato il 18 febbraio 2019.
  13. ^ Paola Zukar, Fuori dalla trappola. 2016 ed oltre, in Rap. Una storia italiana, Baldini & Castoldi, 2017. URL consultato il 18 febbraio 2019.
  14. ^ Alessandro Portelli, Invocazione alla Musa, in Canoni americani: oralità, letteratura, cinema, musica, Donzelli Editore, 2004. URL consultato il 18 febbraio 2019.
  15. ^ Vita da afroitaliani: indagine sui nostri Mississippi, in La Repubblica, 20 giugno 2018. URL consultato il 18 febbraio 2019.
  16. ^ Barbara Braccini, Afroitaliani a piazzale Flaminio, in Nigrizia, Collegio Missioni Africane, 1º aprile 2001. URL consultato il 25 febbraio 2019.
  17. ^ Andrea Billau, Intervista a Sabrina Iacobucci, presidente dell'associazione Afroitaliani, in Radio Radicale, 17 agosto 2009. URL consultato il 18 febbraio 2019.
  18. ^ Daniele Capezzone, Delirio Kyenge: Potere agli afroitaliani, in La Verità, 9 novembre 2018. URL consultato il 18 febbraio 2019.
  19. ^ Francesco Storace, Ci mancava il partito africano della Kyenge, su francescostorace.eu. URL consultato il 18 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 19 febbraio 2019).

Voci correlateModifica

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