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Con il termine mulatto (dallo spagnolo e portoghese mulato) venivano definiti in origine, nell'America latina, gli individui che nascevano dall'unione fra i conquistadores o coloni europei tipicamente spagnoli e portoghesi e le popolazioni deportate dall'Africa come schiavi. Per estensione il termine mulatto indica una qualsiasi persona nata da un genitore bianco e un genitore nero.[1]

Attualmente in diversi Paesi i mulatti vengono considerati un'etnia a sé stante, con peculiarità proprie non attribuibili né alla cultura africana né a quella europea.

Indice

EtimologiaModifica

Il termine risale al XVI secolo e deriva dallo spagnolo mulato, che fa riferimento al mulo (chiamato in spagnolo mula o mulo) in quanto animale ibrido[2][3].

In lingua inglese è considerato arcaico e financo offensivo.[4]

DescrizioneModifica

I mulatti, che presentano carnagione di varie tonalità solitamente bruna con occhi scuri o chiari e capelli solitamente castani e ricci, erano la tipologia primaria di interazione tra le genti europee e gli schiavi africani, con tutta una stratificazione gerarchica sociale derivante dal grado di mescolanza delle due etnìe, descritta e standardizzata a partire dal XVI secolo nelle Caste Coloniali del Nuovo Mondo. Attualmente molte comunità sudamericane in Brasile e Caraibi, che sono frutto di secoli di convivenza tra i discendenti degli schiavi africani e i coloni europei, costituiscono la maggioranza della popolazione locale.

America Latina e CaraibiModifica

I mulatti rappresentano una porzione significativa di diversi Paesi latinoamericani e caraibici:

Regione / Paese Popolazione Percentuale mulatta Popolazione mulatta
Repubblica Dominicana 9,650,054 73% 7,044,539
Cuba 11,451,652 51% 5,840,342
Brasile 198,739,269 38% 75,520,922
Belize 307,899 25% 76,974
Colombia 45,644,023 14% 6,390,163
Porto Rico 3,971,020 11% 436,812
Haiti 9,035,536 5% 451,776

Un caso a parte è rappresentato dal Messico: dei circa 200.000 schiavi africani che vi furono deportati in epoca coloniale, oggi non rimangono più molte tracce, dato che essi furono pressoché completamente assorbiti dalla maggioranza meticcia di origini europee e amerindie.

HaitiModifica

Ad Haiti, ex colonia francese, i mulatti rappresentano oggi una porzione della popolazione molto più contenuta rispetto ad altri Paesi latinoamericani (come accade, ad esempio, nella vicina Repubblica Dominicana).

In epoca coloniale, i mulatti costituivano una classe a sé stante, nota come gens de couleur: spesso colti e benestanti, in diversi casi possedevano schiavi africani. Il loro atteggiamento nei confronti della schiavitù fu perciò ambivalente: se molti presero parte alla repressione della maggioranza nera, altri si distinsero invece nell'opera di abolizione della schiavitù (è il caso, ad esempio, di Nicolas Suard).

LetteraturaModifica

Famosi mulatti francesi sono stati Alexandre Dumas (1802-1870), scrittore del ciclo de I tre moschettieri, poiché sua nonna era una schiava nera di Haiti, e suo figlio Alexandre Dumas (1824-1895), scrittore de La signora delle camelie (da cui Giuseppe Verdi trasse La traviata).

PoliticaModifica

Barack Obama, figlio di una americana bianca e di un keniota, è stato il primo mulatto a ricoprire il ruolo di presidente degli Stati Uniti d'America.

NoteModifica

  1. ^ treccani - mulatto, su treccani.it.
  2. ^ Mulatto, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  3. ^ Mulatto, in Sapere.it, De Agostini, 2012.
  4. ^ Dave Zirin, Sherry Wolf, Stop The Savage Sports Sex Scares, The Nation, 15 settembre 2009. URL consultato il 7 gennaio 2013.

Voci correlateModifica

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