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Agenzia industrie difesa
StatoItalia Italia
TipoEnte pubblico
SiglaAID
Istituito1999
Direttore generaleGian Carlo Anselmino
Bilancio78,5 milioni di euro (previs.2015)[1]
Impiegati1,024 (previs,2015)[1]
SedeRoma
IndirizzoPiazza della Marina, 4
Sito web

Agenzia industrie difesa è un ente di diritto pubblico controllato dal Ministero della Difesa.

L'agenzia ha il compito di provvedere al coordinamento ed alla gestione degli stabilimenti industriali ad essa assegnati.

Indice

StoriaModifica

Agenzia industrie difesa è stata istituita nel 1999[2] allo scopo di gestire unitariamente "le attività delle unità produttive ed industriali della difesa", con la missione di eseguire una loro razionalizzazione e ammodernamento e portarle all'economica gestione.

ImpiantiModifica

Gli impianti gestiti dall'agenzia possono essere raggruppati in tre settori specifici:

  • munizionamento, con gli stabilimenti di:
    • Baiano di Spoleto (allestimento e ripristino di munizionamento, demilitarizzazione di munizionamento, revisione di sistemi d'arma, allestimento di parti metalliche del munizionamento, distruzione di mine anti persona a pressione e da esercitazione)
    • Noceto (demilitarizzazione di munizionamento, manutenzione delle componenti non elettroniche dei missili Hawk, interventi specialistici presso i reparti operativi)
    • Torre Annunziata (produzione di artifizi e collaudi di dispositivi similari, valorizzazione di mezzi terrestri ed aerei ceduti in permuta dall'Amministrazione Difesa)
  • manifatturiero, con gli stabilimenti di:
  • Cantieristica navale, con lo stabilimento di Messina (Arsenale militare, manutenzione, riparazione e modifiche naviglio militare e civile)

A tal proposito è utile segnalare come la produzione di materiale farmaceutico effettuata dallo stabilimento di Firenze sia rivolta non solo al personale militare ma anche alla popolazione civile: infatti l'Istituto (in collaborazione con AIFA) provvede direttamente alla produzione di penicillamina, mexiletina, e colestiramina, farmaci salvavita ritirati dal commercio dalle società titolari del brevetto, in quanto considerata antieconomica la loro fabbricazione, in virtù della ristretta platea di consumatori. Essi sono successivamente venduti a prezzo di costo ai pazienti bisognosi. Inoltre, al fine invece di fronteggiare un eventuale attacco bioterroristico, l'Istituto produce e conserva in 30 magazzini in tutta Italia, diversi antidoti nonché lo ioduro di potassio, necessario in caso di incidenti nucleari. Infine nel 2009 sono state fabbricate 30 milioni di capsule dell'antivirale oseltamivir per prevenire una possibile pandemia dovuta alla diffusione del virus H1N1.

NoteModifica

  1. ^ a b Copia archiviata (PDF), su agenziaindustriedifesa.it. URL consultato il 20 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2015).
  2. ^ Decreto legislativo 300/99, articolo 22.

Collegamenti esterniModifica