Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana

principale organo esecutivo del Governo della Repubblica italiana
Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana
Sala del Consiglio dei Ministri (Palazzo Chigi, Roma).jpg
Sala del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi.
SiglaCdM
StatoItalia Italia
TipoEsecutivo
Istituito1948[1]
PresidenteMario Draghi
Numero di membri25
SedePalazzo Chigi
IndirizzoPiazza Colonna, 370 - Roma
Sito webwww.governo.it

Il Consiglio dei ministri è l'organo collegiale esecutivo di cui si compone il Governo Italiano; è costituito dal presidente del Consiglio dei ministri e dai ministri.

Origine storicaModifica

 
Palazzo Chigi a Roma, sede del Consiglio dei ministri

L'origine del Consiglio dei ministri italiano risale al 1848, anno di emanazione dello Statuto Albertino nell'ordinamento del Regno di Sardegna. In realtà la lettera di questa carta costituzionale, che sarebbe in seguito diventata la Costituzione del Regno d'Italia, non prevedeva la riunione collegiale dei singoli ministri, ma semplicemente l'esistenza di questi ultimi come capi di dicastero, responsabili del loro operato. Il Consiglio dei ministri si è quindi formato in modo consuetudinario, data la necessità di incontro e di progettazione politica del Governo; allo stesso modo la figura del presidente del Consiglio è emersa nell'esigenza di coordinare l'attività di ogni ministro.

FormazioneModifica

NominaModifica

In base alla Costituzione il Consiglio dei ministri si compone:

Tutti i componenti del Consiglio dei ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del presidente della Repubblica. Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri partecipa alle sedute del Consiglio, con funzione di segretario .

Il giuramentoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Giuramento del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana.

Controfirmati i decreti di nomina, prima di assumere le funzioni, il presidente del Consiglio e i ministri devono prestare giuramento davanti al capo dello Stato, secondo la formula rituale indicata dall'articolo 1, comma 3, della legge n. 400/1988. Il giuramento rappresenta l'espressione del dovere di fedeltà che incombe in modo generale su tutti i cittadini e, in modo particolare, su coloro che svolgono funzioni pubbliche fondamentali (in base all'art. 54 della Costituzione).

RevocaModifica

La costituzione prevede la revoca della fiducia al Governo all'articolo 94. Non è esplicitamente normata la revoca di singoli ministri. La prassi prevede la possibilità di una mozione di sfiducia individuale: il primo caso fu Filippo Mancuso, sfiduciato nel 1995.[2]

FunzionamentoModifica

Attualmente il Consiglio dei ministri è disciplinato dalla Costituzione (articoli 92 e seguenti) e dalla legge 23 agosto 1988, n. 400 ("Disciplina dell'attività di Governo e dell'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri").

Rapporti con gli altri organi costituzionaliModifica

Il Consiglio dei ministri, in una forma di governo parlamentare quale quello italiano, è il principale detentore del potere esecutivo, cioè il potere di rendere concreto un determinato indirizzo politico.

  • Nei confronti del Parlamento, cruciale è il rapporto di fiducia che si instaura tra i due organi. Affinché il CdM e il suo presidente siano legittimati a operare, è necessario il sostegno politico di entrambi i rami del Parlamento. È nel rapporto di fiducia parlamentare il fulcro di una forma di governo parlamentare, perché il Governo in tal modo si "responsabilizza" nei confronti delle Camere.
  • Il presidente della Repubblica ha il potere di nomina del presidente del Consiglio e dei suoi ministri.
  • La magistratura ordinaria è organizzata dal punto di vista amministrativo-strutturale dal Ministero della giustizia. Rimane fermo e necessario il carattere di indipendenza che gli organi giudiziari devono avere nei confronti degli altri organi dello stato, reso in modo palese dall'istituzione del Consiglio superiore della magistratura, che ha sottratto all'esecutivo qualunque potere effettivo su nomina, trasferimento, promozioni e sanzioni disciplinari dei magistrati ordinari.

I membri del CdM, anche se cessati dalla loro carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione di una delle Camere (art. 96 Costituzione).

PoteriModifica

Essendo l'organo principale del potere esecutivo, il CdM ha come principale scopo l'attuazione di una determinata politica nazionale. Gli strumenti previsti dalla Costituzione con i quali questa viene portata avanti sono:

  • L'iniziativa legislativa

Il CdM ha il potere di presentare disegni di legge alle due Camere del Parlamento.

  • Il potere di decretazione

Il CdM può adottare due diversi tipi di decreti con forza di legge (cioè con un valore gerarchico normativo pariordinato alla legge): il decreto legge (in caso di urgenza) e il decreto legislativo (in caso di delega espressa ricevuta dal Parlamento). Un ampio utilizzo della decretazione fa traslare il potere legislativo dal Parlamento al CdM.

  • Il potere regolamentare

I ministri possono essere intesi in due modi diversi e coesistenti. Essi sono politicamente le figure supreme del potere esecutivo appoggiate dalla maggioranza parlamentare, ma sono anche i capi dell'amministrazione dello Stato, di quell'attività, cioè, che concretamente dà attuazione a un indirizzo politico. Come amministrazione il CdM e i singoli ministri possono emanare dei regolamenti, che sono atti normativi di rango secondario (disciplinati dalla legge n. 400 del 1988). Ciò vuol dire che i regolamenti contrastanti con un atto avente forza di legge (legge ordinaria, decreto legge, decreto legislativo) sono illegittimi e quindi possono essere disapplicati dal giudice ordinario e annullati dal giudice amministrativo.

Compiti del presidente e dei ministriModifica

  • Il presidente dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri.
  • I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.

Componenti attualiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Draghi.
Presidenza del Consiglio
Membro Titolare Simbolo Dal
  Mario Draghi Presidente del Consiglio dei ministri   13 febbraio 2021
  Roberto Garofoli Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - Segretario del Collegio   13 febbraio 2021
Ministri con Portafoglio
Membro Titolare Simbolo Dal
  Luigi Di Maio Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale   5 settembre 2019
  Luciana Lamorgese Ministro dell'interno   5 settembre 2019
  Marta Cartabia Ministro della giustizia 13 febbraio 2021
  Lorenzo Guerini Ministro della difesa   5 settembre 2019
  Daniele Franco Ministro dell'economia e delle finanze   13 febbraio 2021
  Giancarlo Giorgetti Ministro dello sviluppo economico   13 febbraio 2021
  Stefano Patuanelli Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali   13 febbraio 2021
  Roberto Cingolani Ministro della transizione ecologica   13 febbraio 2021
  Enrico Giovannini Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili   13 febbraio 2021
  Andrea Orlando Ministro del lavoro e delle politiche sociali   13 febbraio 2021
  Patrizio Bianchi Ministro dell'istruzione   13 febbraio 2021
  Maria Cristina Messa Ministro dell'università e della ricerca   13 febbraio 2021
  Dario Franceschini Ministro della cultura   5 settembre 2019
  Roberto Speranza Ministro della salute   5 settembre 2019
  Massimo Garavaglia Ministro del turismo   13 febbraio 2021
Dipartimenti della Presidenza del Consiglio - Ministri senza Portafoglio
Membro Titolare Simbolo Dal
  Federico D'Incà Ministro per i rapporti con il Parlamento   5 settembre 2019
  Renato Brunetta Ministro per la pubblica amministrazione   13 febbraio 2021
  Mariastella Gelmini Ministro per gli affari regionali e le autonomie   13 febbraio 2021
  Mara Carfagna Ministro per il Sud e la coesione territoriale   13 febbraio 2021
  Fabiana Dadone Ministro per le politiche giovanili   13 febbraio 2021
  Elena Bonetti Ministro per le pari opportunità e la famiglia   13 febbraio 2021
  Vittorio Colao Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale   13 febbraio 2021
  Erika Stefani Ministro per le disabilità   13 febbraio 2021

Eventuali componenti aggiuntiviModifica

I presidenti delle regioni a statuto speciale hanno diritto di partecipare alle sedute del Consiglio dei ministri in cui si trattano questioni riguardanti interessi propri delle rispettive regioni. Mentre i presidenti di Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige hanno solo voto consultivo, al Presidente della Regione Siciliana è riconosciuto diritto di voto deliberativo e rango di ministro[3].

Presidenti delle Regioni a statuto Speciale
Membro Titolare Simbolo Dal
  Nello Musumeci Presidente della Regione Siciliana   18 novembre 2017
  Christian Solinas Presidente della Sardegna   20 marzo 2019
Erik Lavévaz Presidente della Valle d'Aosta   21 ottobre 2020
  Massimiliano Fedriga Presidente del Friuli-Venezia Giulia   3 maggio 2018
  Arno Kompatscher Presidente del Trentino-Alto Adige   15 giugno 2016

Elenco cronologico dei governi italianiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana.

NoteModifica

  1. ^ Nella forma giuridica attuale
  2. ^ Ministri del governo: nomina e revoca, la prassi in Italia, su blog.openpolis.it, 4 aprile 2016.
  3. ^ Decreto Legislativo 21 gennaio 2004, n. 35, su camera.it.

Riferimenti normativiModifica

BibliografiaModifica

  • Paolo Caretti e Ugo De Siervo, Istituzioni di diritto pubblico, Torino, Giappichelli Editore, 1996, ISBN 88-348-6210-4.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica