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Ailanthus

genere di pianta della famiglia Simaroubaceae
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Ailanthus
Götterbaum (Ailanthus altissima).jpg
Ailanthus altissima
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Sapindales
Famiglia Simaroubaceae
Genere Ailanthus
Desf., 1786
Nomi comuni

Ailanto

Specie

Ailanthus Desf., 1786 è un genere di piante della famiglia Simaroubaceae, che comprende sette specie di alberi originari delle zone tropicali dell'Asia e dell'Australia, che possono raggiungere altezze poco superiori ai 25 m. Il nome comune è ailanto o albero del cielo o albero del paradiso[1].

EtimologiaModifica

Il nome del genere deriva dalla parola ailanto, termine che in malese significa letteralmente "albero del cielo"[2]. La presenza dell'"h" è dovuta a una sovrapposizione del termine greco άνθος che significa "fiore".

DescrizioneModifica

Pianta infestante, molto aggressiva, dalla rapidissima proliferazione, le cui radici si estendono in larghezza fino anche a trenta metri sul suolo, dando luogo a colonie di nuove piante figlie. È noto il cattivo odore delle sue foglie. Il fusto è generalmente eretto e molto ramificato con corteccia grigio-brunastra più chiara sui rami giovani. Le foglie sono composte, pennate, spiralate o opposte, e prive di stipole. I fiori, riuniti in infiorescenze a spiga o a pannocchia, sono generalmente unisessuali. La specie più diffusa in Italia (Ailanthus altissima) è dioica, ossia ogni albero di questa specie ospita fiori solo maschili o solo femminili. Produce frutti secchi indeiscenti alati (samare).

Distribuzione e habitatModifica

Presenza in EuropaModifica

In Europa si è ormai diffusa in modo sostanzialmente incontrollabile la specie Ailanthus altissima (P. Mill.) Swingle, nota volgarmente col nome di albero del paradiso che può raggiungere i 25 m di altezza, molto ramificato, con numerosi polloni basali, originario della Cina e della Corea.

Questa specie, introdotta in Italia per un tentativo di allevamento del lepidottero Philosamia cynthia originario dell'estremo Oriente per la produzione della seta, ormai si trova rinselvatichita nei boschi, sulle ripe, sui greti e anche su terreni aridi, sassosi e instabili, dalla pianura fino ai monti, diventando un'infestante molto aggressiva. Sostituisce piano piano la vegetazione preesistente, formando colonie. Si trova sempre più spesso anche in città, dove è usata, inopinatamente, come rapido rimedio contro i raggi solari; la pianta è infatti nota anche per l'estrema rapidità di crescita in altezza. Le sue caratteristiche infestanti, tuttavia, dovrebbero suggerire un attento controllo della sua propagazione.

TassonomiaModifica

Il genere Ailanthus comprende le seguenti specie:[3]

UsiModifica

  • Coltivata come pianta ornamentale, e in silvicoltura per il rimboschimento di terreni incoerenti e franosi grazie all'apparato radicale profondo e ramificato.
  • È usata anche per fare miele di ailanto.
  • La corteccia viene utilizzata per le proprietà medicinali.

Proprietà medicinaliModifica

 
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
  • L'infuso e la polvere della corteccia prelevata in primavera o in autunno, ha proprietà antidiarroiche e antielmintiche
  • Per uso topico il cataplasma delle foglie fresche pestate vanta proprietà revulsive

Metodi di coltivazioneModifica

Predilige gli spazi aperti e luminosi, si adatta a qualunque tipo di terreno; per la resistenza all'inquinamento, al freddo o caldo torrido e alla siccità possono essere utilizzati per viali o ripe franose e sterili, in giardini e parchi. Si moltiplica facilmente per seme, diventando rapidamente infestante, o per talea dei polloni basali, dei rami o delle radici.

Si consiglia di evitarne la diffusione in quanto danneggia le specie forestali endemiche italiane. Anche nei giardini può creare problemi per la sua invadenza e i continui interventi necessari per contenerla.

AvversitàModifica

Pianta rusticissima, ha pochi nemici a esclusione delle larve del saturniide Philosamia cynthia, che non provocano generalmente grossi danni.

NoteModifica

  1. ^ àlbero del cièlo, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ ailanto, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  3. ^ Ailanthus, in The Plant List. URL consultato il 17 maggio 2014.

Voci correlateModifica

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