Alberto Pignattelli

calciatore italiano
Alberto Pignattelli
Ambrosiana alberto pignattelli.jpg
Pignattelli nel 1928 all'Ambrosiana
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Attaccante, centrocampista
Ritirato 1939
Carriera
Squadre di club1
1923-1927 600px Amaranto con cavallo rampante.png Juventus Arezzo ? (?)
1927-1928 Livorno 13 (3)
1928-1929 Ambrosiana 5 (0)
1929-1930 Rivarolese 23 (2)
1930-1931 Pavia 25 (17)
1931-1932 Atalanta 7 (2)
1932-1934 Catania 31 (25)
1934 Lucchese 2 (1)
1934-1935 Perugia 28 (4)
1935-1936 Bari 2 (1)
1936-1937 Catanzarese 17 (1)
1937-1939 Arezzo 8 (3)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Alberto Pignattelli (Arezzo, 27 agosto 1906Arezzo, 4 dicembre 1960) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante o centrocampista.

Indice

BiografiaModifica

 
Labaro Unione Nazionale Veterani dello Sport, sezione di Arezzo.

Nato ad Arezzo nel 1906, fu il capostipite di un'antica famiglia che all'epoca vantava altri giocatori aretini ovvero i suoi due fratelli: il centravanti Aldo (detto Pisetto) e il terzino Bruno (detto Mencolungo).

Una volta lasciata Arezzo nel 1927, dove c'erano diverse famiglie con cognome Pignattelli, iniziano i problemi con il suo cognome. Sebbene avesse sempre con sé una carta di identità emessa dal comune di Arezzo indicante il cognome esatto, sia le società calcistiche che le amministrazioni comunali, dove era costretto a chiedere la residenza temporanea, dal suo cognome toglievano una "t" perché in quelle città esistevano varie persone aventi cognome Pignatelli, causandogli notevoli grattacapi nel dover richiedere degli atti pubblici e certificati[1].

Dopo il ritiro affianca la passione sportiva alla carriera di imprenditore edile, contribuendo alla costruzione in Arezzo di molte opere. La sezione di Arezzo dell'Unione Nazionale Veterani dello Sport è intitolata a lui.

Caratteristiche tecnicheModifica

Fu un giocatore considerato negli anni venti "moderno": svariava dal centro all'esterno del campo, era ambidestro e dotato di potentissima elevazione[2].

Era un trascinatore, un impulsivo, un entusiasta del gioco d’attacco, oltre ad essere un fine palleggiatore e un piacevole stilista[3]

CarrieraModifica

Dalla giovane età fino al 1923 fu il capitano della Juventus F.B.C. di Arezzo, che sarebbe diventata nel 1930 l'U.S. Arezzo. Fu uno dei primi giocatori stipendiati (nel caso dell'Arezzo il rimborso spese ammontava a circa 15 lire dell'epoca).

Fu soprattutto il primo giocatore aretino ad andare via dalla città, trasferendosi nel 1927 al Livorno per adempiere gli obblighi militari[4]. Qui suscitò gli interessi dell'Ambrosiana[5]; giocò a Milano con la maglia n° 9 di centravanti, a partire dal 1928, e un suo infortunio permise l'ascesa del grande Peppino Meazza.

È stato quindi il primo aretino a varcare le soglie della Divisione Nazionale in un'epoca in cui Arezzo non aveva ancora l'odierno sviluppo territoriale e demografico. Anche il calcio stesso era un fenomeno con dimensioni ben differenti da quelle attuali.

Nel 1931 è nell'Atalanta di Bergamo[6] e a seguire, in varie stagioni, nel Catania[7], Lucchese Libertas[8], Perugia, Bari e Catanzarese.

A Catania si iscrisse all'Università per laurearsi poi a Bari nel 1936 in Economia e Commercio. Nel 1937 torna ad Arezzo[9] come allenatore-giocatore per trasferire ai più giovani la sua esperienza e rafforzare lo sviluppo del calcio locale.

PalmarèsModifica

ClubModifica

Competizioni nazionaliModifica

Catania: 1933-1934

NoteModifica

  1. ^ Nell'editare le correzioni al libro del centenario già uscito in edicola il 5 ottobre 2007, la SESAAB si è accorta dell'errore solo in fase di stampa vista la grande richiesta dovendo tirare altre 5.500 copie. All'errore, notato perché l'altro libro aveva pubblicato a pag. 46 una data di nascita sbagliata (27 settembre invece di 27 agosto), si cercò di ovviare contattando ad Arezzo uno dei nipoti il quale, non solo corresse il cognome riferendo i continui problemi avuti per l'emissione degli atti pubblici, ma disse apertamente che Alberto non era andato mai via da Arezzo se non per svolgere il servizio militare. Da un giornalista di Genova (di tifo sampdoriano), in seguito, si appurò che il giocatore che aveva giocato fra il 1924 e il 1927 era un "Pignatelli" ex Andrea Doria, una persona adulta, non un giovane che, tra l'altro minorenne, avrebbe avuto molti problemi a viaggiare in Italia non per motivi di studio (Alberto fece gli studi precedenti la laurea solo ad Arezzo). L'editore del libro del centenario dell'Atalanta, costretto a tagliare troppe righe e correggere tutti i tabellini non poté modificare le pagine. A livello calcistico i cartellini emessi a suo nome erano quasi sempre sbagliati (liste di trasferimento del 1931 e 1934) così come lo erano tutti i giornali sportivi nazionali (La Gazzetta dello Sport e Il Littoriale) da cui in seguito sono stati tratti vari libri di società. Sono sbagliati tutti i libri stampati a Livorno, Bergamo, Empoli e Milano (anche tutti i libri dell'Inter).
  2. ^ Luca Stanganini, Noi abbiamo le gambe alate, Edizioni Fruska, Stia (AR), 2006
  3. ^ Bruno Pichi, In lutto lo sport cittadino, in Giornale del Mattino - Cronaca di Arezzo, 6 dicembre 1960.
  4. ^ Liste di trasferimento pubblicate da Il Littoriale il 27 settembre 1928. Avendo ottenuto il congedo militare ritornò automaticamente ad Arezzo e fu ceduto all'Ambrosiana.
  5. ^ Le liste di trasferimento dei calciatori, La Stampa, 7 agosto 1930, p. 5. URL consultato il 21 gennaio 2016.
  6. ^ Elenco dei giocatori italiani autorizzati a cambiare società nella stagione 1931-32, da «Il Littoriale», 7 agosto 1931, p. 5.
  7. ^ Elenco dei giocatori italiani autorizzati a cambiare società nella stagione 1932-33, da «Il Littoriale», 23 luglio 1932, p. 4.
  8. ^ Elenco dei giocatori italiani autorizzati a cambiare società nella stagione 1934-35, da «Il Littoriale», 7 agosto 1934, p. 4.
  9. ^ Elenco dei giocatori italiani autorizzati a cambiare società nella stagione 1939-40, da «Il Littoriale», 8 agosto 1939, p. 5.

BibliografiaModifica

  • F.I.G.C., documenti ufficiali e le liste di trasferimento pubblicate da Il Littoriale dal 1927 al 1939.
  • Vari articoli tratti da La Nazione e Il Giornale del Mattino dell'epoca.
  • Giuseppe Matarrese, La storia del calcio - Stagione 1935-36, Giemme Edizioni, Milano 1995 p. 16, 88 e 89 (nato il 27 settembre).
  • Giuseppe Matarrese, La storia del calcio - Stagione 1936-37, Giemme Edizioni, Milano 1996 p. 145.
  • Almanacco agenda Inter 2000 a cura di Sandro Sabatini, supplemento a «Inter Football Club», novembre 1999, p. (giocatori, lettera P) non numerata.
  • Mario Di Luca, 1915-1933: gli anni ruggenti amaranto, Livorno, Debatte, 2005, p. 141, ISBN 88-86705-48-4.
  • Fontanelli, Nacario, Discalzi, Amaranto, eterna passione, Empoli (FI), Geo Edizioni S.r.l., 2006, da p. 76, 77, 78 e foto+scheda p. 223.
  • Luca Stanganini, Noi abbiamo le gambe alate, Edizioni Fruska, Stia (AR), 2006.
  • Elio Corbani, Pietro Serina, Cent'anni di Atalanta - Vol 2, Bergamo, Sesaab, 2007, ISBN 978-88-903088-0-2. p. 56, 57, 58 e 361.
  • Luca Befani, Un secolo di Atalanta, Bergamo, Il Giornale di Bergamo S.p.a., pp. 47-49 e scheda p. 596.
  • Federico Pistone, Inter 1908-2008: un secolo di passione nerazzurra, Milano - Prodotto Ufficiale F.C. Internazionale 1908. ISBN 9788889370131.
  • Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, Tutto il Catania minuto per minuto dalle origini al 2010, Empoli (FI), Geo Edizioni S.r.l., 2010, da p. 52 a p. 58.
  • Giovanni Bottazzini, Carlo Fontanelli, Il calcio a Pavia 1911-2011 un secolo di emozioni, Empoli (FI), Geo Edizioni S.r.l., 2011, da p. 70 a p. 73.

Collegamenti esterniModifica