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Almanacco Topolino
fumetto
Lingua orig.italiano
PaeseItalia
EditoreArnoldo Mondadori Editore 1957-1988
1ª edizionegennaio 1957 – dicembre 1984
Periodicitàmensile
Albi336 (completa)
Genereumoristico
Seguito daMega Almanacco
Mega Almanacco
fumetto
EditoreArnoldo Mondadori Editore 1957-1988, The Walt Disney Company Italia 1988-2008
1ª edizionegennaio 1985 – marzo 1992
Periodicitàmensile
Albi87 (completa) prosegue la numerazione dal precedente Almanacco Topolino partendo dal n. 337
Genereumoristico
Preceduto daAlmanacco Topolino
Seguito daMega 2000
Mega 2000
fumetto
EditoreThe Walt Disney Company Italia 1988-2008
1ª edizioneaprile 1992 – aprile 2000
Periodicitàmensile
Albi97 (completa) prosegue la numerazione dal precedente Mega Almanacco partendo dal n. 424
Genereumoristico
Preceduto daMega Almanacco
Seguito daMega 3000
Mega 3000
fumetto
EditoreThe Walt Disney Company Italia 1988-2008
1ª edizionemaggio 2000 – luglio 2006
Periodicitàmensile
Albi75 (completa) prosegue la numerazione dal precedente Mega 2000 partendo dal n. 521
Genereumoristico
Preceduto daMega 2000
Seguito daMega
Mega
fumetto
EditoreThe Walt Disney Company Italia 1988-2008
1ª edizioneagosto 2006 – gennaio 2008
Periodicitàmensile
Albi18 (completa) prosegue la numerazione dal precedente Mega 3000 partendo dal n. 596
Genereumoristico
Preceduto daMega 3000
Mega Almanacco
serie regolare a fumetti
Lingua orig.italiano
PaeseItalia
EditorePanini Comics
1ª edizionegennaio 2017 – marzo 2018
Periodicitàmensile
Albi14 (completa)
Genereumoristico

Almanacco Topolino è stata una pubblicazione a fumetti periodica antologica edita dall'Arnoldo Mondadori Editore dal 1957 come continuazione della collana Albi d'Oro e contenente per lo più storie Disney realizzate all'estero; è proseguita con cambi di testata fino al 2008[1] e poi ripresa parzialmente nel 2017.

Indice

Storia editorialeModifica

Dal dicembre 1947 nella collana Albi d'Oro Serie Comica annualmente vennero pubblicati volumi intitolati Albo almanacco Topolino con l'indicazione dell'anno successivo[2][3][4] mentre da ottobre 1956 la testata divenne Albi d'oro - Almanacco Topolino[2] rimanendo però ufficialmente parte della collana Albi d'Oro proseguendone la numerazione e con la vecchia denominazione Albi d'Oro divenuta semplicemente una piccola dicitura in un quadratino in alto a sinistra[5]. Nel 1957 la numerazione ricomincia da capo pubblicando dodici volumi della prima serie Almanacco Topolino e così si prosegue fino al 1969. Nel primo numero del 1970 in copertina viene indicato il n. 157 - il quale tiene conto dei 156 albi editi tra gennaio 1957 e dicembre 1969 ma non dei tre del 1956 che sono parte della collana Albi d'Oro. La nuova collana continua però a riportare l'indicazione "Albi d'Oro" in altro a sinistra fino al n. 264 del dicembre 1978 mentre il successivo n. 265 del gennaio 1979 reca soltanto la dicitura Almanacco Topolino.[1] Fino al dicembre 1981 la collana aveva la caratteristica di essere stampata alternando due pagine a colori e due in bianco e nero. Dal gennaio 1985 assunse un formato ridotto e cambiò la testata in Mega Almanacco fino al 1992, Mega 2000 fino al 2000, Mega 3000 fino al 2006 e Mega fino alla conclusione della serie nel 2008.[2][1]

Sull'Almanacco venivano preferibilmente pubblicati fumetti stranieri, principalmente a causa del suo formato più ampio che consentiva di pubblicare le storie tipicamente a quattro strisce dell'estero senza rimontarle o ridurle in dimensioni[senza fonte]. Nel corso degli anni novanta ha iniziato a presentare al pubblico anche storie danesi e brasiliane, oltre a quelle statunitensi e olandesi[senza fonte]. Il sottotitolo di Mega 2000 era "solo storie inedite" e oltre a produzioni estere ospitò saltuariamente anche storie italiane pensate per la testata, le quali avevano un proprio codice, MG-XXX.

La denominazione Almanacco Topolino è stata riproposta dall'aprile 1999 per una pubblicazione trimestrale che riproponeva una selezione di storie pubblicate sulla prima serie[2][6]. Si è conclusa con il numero 13 del marzo 2002. Nella testata Le Imperdibili, esordita nel 2002, sono state riproposte alcune delle storie apparse sulla collana; è stata edita per 33 numeri fino al settembre 2007.[senza fonte]

A gennaio 2017 esordisce, edita dalla Panini Comics, una nuova collana Mega Almanacco ricominciando dal primo numero.[7]

CitazioniModifica

In una scena del film Totò, Peppino e le fanatiche del 1958, Totò si diverte leggendo Almanacco Topolino.

NoteModifica

  1. ^ a b c Almanacco Topolino, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 6 febbraio 2017.
  2. ^ a b c d FFF - Testate, ALMANACCO TOPOLINO (ALBO D'ORO), su www.lfb.it. URL consultato il 6 febbraio 2017.
  3. ^ Albi d'Oro dopoguerra, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 6 febbraio 2017.
  4. ^ Albi d'Oro Serie Comica, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 6 febbraio 2017.
  5. ^ La storia degli Albi d'Oro..., su www.cartesio-episteme.net. URL consultato il 6 febbraio 2017.
  6. ^ almanacco topolino 1999, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 6 febbraio 2017.
  7. ^ Mega Almanacco, su inducks.org.

Collegamenti esterniModifica