Topolino (libretto)

periodico italiano di fumetti

Topolino è una rivista periodica che pubblica storie a fumetti con personaggi Disney[5] edito dall'aprile 1949 per iniziativa dell'Arnoldo Mondadori Editore[6] in collaborazione con la Walt Disney Company; ha preso il posto della precedente versione a giornale edita dal 1932[7] a differenza della quale presenta storie solo con i personaggi della Disney in parte estere e in parte italiane, le quali col tempo sono diventate preponderanti. Dal 1988 la testata venne pubblicata dalla sola Disney[8] e dal 2013 anche dalla Panini Comics ed è ancora in corso di pubblicazione dopo aver superato i 3000 numeri[9]. Una copia originale del primo numero della serie è fra gli albi a fumetti più ricercati dai collezionisti arrivando a quotazioni di circa 1300 euro[10][11][12].

Topolino
Logo
Logo
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
PeriodicitàMensile (1949-1952)
Quindicinale (1952-1960)
Settimanale (1960-in corso)
Generefumetto
Formato12,5 x 18[1] cm
Fondazioneaprile 1949
Sedevia Lampedusa, 13/C Milano
EditoreArnoldo Mondadori Editore (1949-1988)
The Walt Disney Company Italia (dal 1988)
Panini Comics (dal 2013)
Tiratura212 538[2] (gennaio - dicembre 2014)
Diffusione cartacea138 318[2] (gennaio - dicembre 2014)
Diffusione digitale56 708[2][3] (gennaio - dicembre 2014)
DirettoreAlex Bertani (direttore editoriale) e Fabrizio Meregari (direttore responsabile)[4]
Redattore capoDavide Catenacci (comics)
Santo Scarcella (attualità)
Andrea Freccero (supervisore artistico)
ISSN1120-611X (WC · ACNP)
Distribuzione
cartacea
Edizione cartaceasingola copia/
abbonamento
multimediale
Edizione digitalesu abbonamento per tablet
Sito webtopolino.it
 
Copertina Topolino n. 3294
Carl Barks, uno dei cartonisti stranieri più ospitati nel periodico Disney italiano

Storia editorialeModifica

A seguito del calo di vendite che alla fine degli anni quaranta colpì i giornali a fumetti come Topolino, la Mondadori, per non perdere i diritti delle pubblicazioni da libreria che sarebbero stati ritirati dalla Disney se avesse interrotto la testata, decise di rilanciarla cambiandone il formato e la periodicità. Il nuovo formato sarebbe stato lo stesso di un'altra pubblicazione della Mondadori, il mensile Selezione dal Reader's Digest, per stampare la quale veniva utilizzava una nuova e costosa macchina che però restava inutilizzata nei periodi di attesa tra un numero e il successivo[13]; si pensò allora di usarla per stampare Topolino che ne ricalcherà così il formato 12,5×18 cm e tutti i successivi cambiamenti (aumenti di pochi centimetri nelle dimensioni, il passaggio dalla spillatura alla brossura, cambi nel tipo di carta impiegata)[14]. Il nuovo corso venne ampiamente pubblicizzato sugli ultimi due numeri di Topolino formato giornale, il n. 737 e il n. 738 e nell'aprile 1949 Topolino nella nuova veste editoriale esordiva nelle edicole con un nuovo n. 1, con una periodicità inizialmente mensile, cento pagine di storie esclusivamente disneyane, al prezzo di 60 lire[6][15] anziché le 15 del precedente settimanale[6]. In alto a sinistra sotto l'indicazione del mese e dell'anno compariva la dicitura "Vol. I" in quanto avrebbe dovuto far parte di una raccolta di sei numeri con numerazione delle pagine che continuava da un numero al successivo realizzando così alla fine di un semestre un volume unico[16].

Inizialmente la testata ebbe una periodicità mensile (anche se nei mesi di luglio del 1950 e 1951 usciranno due numeri); divenne quindicinale dal n. 40 (10 aprile 1952) e infine settimanale dal n. 236 (5 giugno 1960) con uscita il mercoledì. I primi 74 numeri furono spillati e dal n. 75 si passò definitivamente alla brossura[17]. La veste grafica rimase simile negli anni tranne quando dal n. 605 del 2 luglio 1967 fu inserita per la prima volta la caratteristica banda gialla sul fianco con l'indicazione della testata, dell'editore, del numero oltre che la firma di Disney; essa negli anni ha subito dei leggeri restyling. Con la pubblicazione del Topolino n. 1702 del 1988 la Walt Disney Company subentra alla Mondadori con la sua divisione locale Walt Disney Company Italia mantenendo lo stesso personale[18]. Nel 2013 col n. 3019 la testata passa dalla Disney Italia alla Panini Comics[19].

Il 1949 e gli anni cinquantaModifica

Nell'aprile del 1949 esce il primo numero stampato con una tiratura di 80 000 copie con una copertina che ritraeva Topolino in divisa tratta dal retro del n. 9 della collana Walt Disney's Comics and Stories[20] realizzata tramite un ricalco di autore ignoto mentre sul retro appare un disegno di Ken Hultgren raffigurante Minni intenta nel giardinaggio. In alto a sinistra, sotto l'indicazione del mese e dell'anno troviamo la dicitura Vol. I. All'inizio della sua avventura, infatti, il libretto era pensato come una raccolta di sei numeri, chiamati fascicoli, e con numerazione delle pagine continua da un numero a un altro, realizzando così alla fine di un semestre una volume unico. Le storie a fumetti presenti sono in gran parte americane tranne Eta Beta l'uomo del 2000 e Topolino e il cobra bianco che era iniziata nel Topolino giornale e che si concluderà nel primo numero della nuova serie[21], mentre altre tre storie sono di Carl Barks: Paperino milionario al verde, Pluto salva la nave e 'Paperino e il segreto del vecchio castello'. Il volume venne poi completato da Le storie dello zio Remo - Coniglietto e l'arcobaleno d'oro, di George Stallings e Dick Moores, con protagonisti i personaggi animati del film I racconti dello zio Tom; Buci e le pulizie di primavera, di Don Gunn, Il piccolo Lupo Mannaro e Cappuccetto Rosso, di Carl Buettner e tutta una serie di rubriche scritte principalmente da Guido Martina a quel tempo unico sceneggiatore Disney a lavorare per Mondadori.

Nel 1952 Topolino diventa quindicinale in seguito a un referendum fatto fra i lettori e basato sull'invio di una cartolina presente nel n. 8. A questo cambiamento venne dato molto risalto anche con slogan presenti sulle copertine[22]. Nel 1953 con il n. 75 non sarà più spillato ma brossurato e dal numero 77 comparirà la scritta Arnoldo Mondadori Editore[23]. Nel 1955 vengono pubblicate 8 storie italiane[24] tra le quali Paperino e il misterioso Mister Moster di Guido Martina e Giovan Battista Carpi[25]. Il numero delle pagine è 100 con le uniche eccezioni rappresentate dal primo numero dell'anno (106), che ospita l'ultimo numero della rubrica "Toposport", e dall'ultimo numero dell'anno (129) che essendo uno speciale natalizio ha 132 pagine e per questo numero costa 100 lire, 20 in più del solito[24]. Nel 1956 fino a settembre il prezzo rimane 80 lire ma dal n. 148 le pagine diventano 132 e il prezzo passa a 100 lire. A partire dal n. 145 spariscono dalla costa di copertina le immagini con i personaggi disneyani[26]. Nel 1957 dal n. 165 il disegno della costa è caratterizzato da un motivo a quadretti bianchi e rossi o bianchi e blu e vengono prodotte 30 storie italiane[27]. Nel 1959 dal n. 220 le pagine sono metà a colori e metà in bianco e nero alternativamente[28].

Anni sessantaModifica

Il 5 giugno 1960 la testata diventa settimanale con il n. 236[29] e l'anno successivo dal n. 289 diventa tutto a colori. Da ottobre 1963 il prezzo sale a 120 lire e il numero delle pagine a 148[30]. Viene pubblicata la famosa parodia Paperino fornaretto di Venezia di Osvaldo Pavese e Giovan Battista Carpi[31]. Nel 1965 a causa di uno sciopero il n. 479 verrà integrato nel n. 480[32]. Viene pubblicato il n. 500 (che è quindi in realtà il 499º) che ha 180 pagine e costa 150 lire e contiene in allegato una lettera di Walt Disney che si complimenta con il direttore Mario Gentilini per il traguardo raggiunto[33]. Nel 1966 nel n. 578 viene data notizia della morte di Walt Disney. Nel 1967 con il n. 605 la grafica del dorso assume il fondo giallo utilizzato ancora oggi[34]. Inoltre Giorgio Cavazzano esordisce con la storia Paperino e il singhiozzo a martello pubblicato nel n. 611[35].

Dal 1969 l'influenza della pubblicità fa sì che il numero di pagine diventi variabile[36]. Nello stesso anno esordisce Paperinik nel n. 706 nella a storia Paperinik il diabolico vendicatore[37] e dal n. da 708 al n. 713 viene presentata l'iniziativa editoriale Operazione Dollaro, un concorso che mette in palio premi e monete dorate[37].

Anni settantaModifica

All'inizio del decennio la redazione si trova con una carenza di sceneggiatori e si decide di avvalersi degli stessi disegnatori nell'ideazione delle storie oltre a cercarne di nuovi come Abramo e Giampaolo Barosso[38]. Il 1973 è segnato dall'Operazione Quack, una lunga iniziativa editoriale con gadget allegati per 11 settimane all'albo e che permetteva di collezionare francobolli dorati dedicati ai diversi personaggi Disney. Il francobollo veniva accompagnato da una storia che riguardava il personaggio raffigurato impegnato nella soluzione de Il mistero del totem decapitato[39].

Altra iniziativa l'anno successivo con l'Operazione Monaco 74, in occasione del Campionato mondiale di calcio, con allegati album e figurine dedicate ai mondiali[40]. In questo stesso anno Guido Martina e Giovan Battista Carpi creano la coppia Topolino Kid e Pippo sei colpi[41]. Il traguardo del millesimo numero viene raggiunto il 26 gennaio 1975 (in realtà corrisponderebbe al 999-esimo considerando come numero unico il n. 479/80)[42].

Un altro concorso vi fu nel 1979 quando a partire dal n. 1211 per 16 settimane venne lanciata l'iniziativa Occhio al numero: su ogni copia veniva stampato un numero diverso i cui possessori se estratti si aggiudicavano diversi premi.

Anni ottantaModifica

Dopo più di trent'anni nel 1980 Topolino cambia per la prima volta direttore: Mario Gentilini passa il testimone a Gaudenzio Capelli[13]. Dal n. 1305 cambia lievemente anche la grafica di copertina. Il numero 1370, prima volta nella storia della testata, non venne stampato a causa di uno sciopero e si passò direttamente dal 1369 al 1371. Nel 1982 vengono pubblicate ben tre saghe a fumetti: La Spada di Ghiaccio di Massimo De Vita e due famose parodie di Guido Martina, Il Milione di Marco Polo e Paperino e il Vento del Sud disegnate rispettivamente da Romano Scarpa e Giovan Battista Carpi ispirate a uno sceneggiato televisivo RAI del tempo e al film Via col vento rispettivamente. Ci fu poi l'abbinamento al programma televisivo Topolino show di Rete 4 (all'epoca di proprietà della Mondadori) in cui ogni settimana veniva proposto un personaggio da indovinare ritratto in una caricatura di Scarpa[43]. Il traguardo del numero 1500 (che in realtà è il 1498-esimo) si raggiunge nel 1984 e viene allegata una targa metallica riproducente la copertina.

Nel 1988 la Walt Disney Company Italia diventa l'unico editore della rivista alla Mondadori e il n. 1701 è l'ultimo pubblicato in collaborazione con la Mondadori[44], in copertina sulla costa gialla il cambio viene evidenziato con un volto stilizzato di Topolino che prende il posto del logo dell'editore milanese. Nello stesso anno per le storie di produzione italiana (riconoscibili da sempre dal codice I-xxxx, che sta per il numero di Topolino) sono indicati per la prima volta gli autori dei testi e dei disegni, inizialmente solo per cognome poi anche per nome. Dallo stesso anno iniziano a uscire annualmente i primi gadget estivi come un orologio biodegradabile e la macchina fotografica con cui il settimanale supera le 700 000 copie vendute.

Anni novantaModifica

Dal numero 1989 del 1994 vengono pubblicate (tranne sporadiche eccezioni) solo storie italiane, e nello stesso anno esce il n. 2000 (in realtà il 1998-esimo) con 385 pagine e in allegato una cornice riproducente una versione in tre dimensioni della copertina di Giorgio Cavazzano.

Dal 1993 al 1996 dalla testata spariscono gradualmente alcune rubriche storiche come Qui Paperino Quack, in cui Elisa Penna, spacciandosi per Paperino, rispondeva alle lettere dei lettori, Saranno famosi, raccolta di foto dei lettori, Cambi e scambi in cui i lettori pubblicavano annunci, e il calendario, un'agenda presente sotto vari nomi e aspetti grafici sin dagli anni '80 in cui venivano inserite curiosità, eventi, notizie, compleanni di personaggi famosi che dopo un ridimensionamento nel 1995 sparirà nel 1998. Con il n. 1936 del 3 gennaio 1993 cambia formato passando da 13 cm a 14 cm di larghezza, e con il n. 2115 dell'11 giugno 1996, oltre a un restyling della testata, la costa è semplificata, spariscono i contorni rossi delle scritte ed il simbolo di Topolino da nero e piatto diviene rosso e tridimensionale. In tale numero debutta anche una delle storie più lunghe per numero di episodi: Il papero del mistero di Silvia Ziche.

Dal 1997 compare il codice a barre e l'indirizzo del sito internet della Disney. A dicembre 1998 cambia la struttura stessa della testata: dal blocco storie-rubriche-storie, si passa a un'alternanza tra storie e rubriche già usata in passato. Il n. 2243 è interamente dedicato al 70º compleanno del personaggio. Dopo Gaudenzio Capelli, che lascia la direzione nel 1994 arriva Paolo Cavaglione dal 1994 al 1999, e Gianni Bono dal 1999 al 2000.

Anni duemilaModifica

 
La copertina del numero 3042

Dal 2000 si hanno altre modifiche della sola veste grafica. La direzione poi è affidata dapprima a Claretta Muci (2000 - 2007) e poi Valentina De Poli (2007 - 2018). Arrivano nuovi autori usciti anche dall'Accademia Disney e continua la tradizione di realizzare parodie ispirate stavolta anche a prodotti televisivi come Paperino e il Grande Zio (2000) e Zio Paperone e l'isola dei granosi (2004) che parodiano i reality show, e Paperina di Rivondosa (2005) ispirata a uno sceneggiato televisivo. Dal n. 2430 del 2 luglio 2002 in copertina viene tolta la scritta Walt dalla scritta Walt Disney, analogamente a quanto accade sulle altre testate Disney[45][46]. Vi è un ulteriore avvicinamento al pubblico più giovane anche se sotto la nuova direzione si cerca di rendere la lettura interessante anche per un pubblico più maturo. I temi più trattati nelle rubriche sono l'ambiente, lo sport e lo spettacolo ma non mancano rubriche a carattere scientifico e geografico[13]. Dal 2007 con il n. 2717 cambia completamente la veste grafica e le copertine tendono sempre più a essere ispirate alla storia principale[47].

Anni duemilaedieciModifica

Il n. 2902 del 6 luglio 2011 è il primo numero disponibile anche in digitale in occasione del restyling del settimanale[48].

Il 22 maggio 2013 esce in edicola Topolino n. 3000 (in realtà il 2997º) in edizione speciale con un formato doppio rispetto al normale, quindi di 324 pagine. Dal 2 ottobre dello stesso anno, per la pubblicazione dei nuovi numeri della rivista, la Disney collabora con la Panini Comics, con tanto di copertina celebrativa di Giorgio Cavazzano, in cui Topolino imita la celebre rovesciata dell'album dei Calciatori Panini[19].

Ad aprile 2018 viene effettuato un importante restyling di tutta la rivista.

Il 1º ottobre 2018 Valentina De Poli lascia l'incarico di direttrice[49].

Nello stesso giorno le subentrano Alex Bertani come direttore editoriale (cioè direttore che si occupa della "gestione" del giornale) e Marco Marcello Lupoi come direttore responsabile (cioè responsabile legalmente della rivista). Il primo numero diretto dai nuovi direttori è il 3280, uscito il 3 ottobre.

Sul numero 3281 (secondo della direzione Bertani-Lupoi) è presente l'ultimo editoriale, quello di addio, della ormai ex direttrice Valentina De Poli.

Il numero 3286 celebra i 90 anni del personaggio di Topolino.

Il direttore Bertani fin da subito inizia una serie di cambiamenti sulla rivista: per esempio dopo soli 9 mesi dal precedente, avviene un nuovo restyling dell'indice e dell'editoriale di apertura. Viene dedicata una pagina intera all'anteprima del numero successivo e viene reinserita la pagina della Posta.

Dopo pochi mesi, assume il ruolo di direttore responsabile, subentrando a Lupoi, Fabrizio Melegari.

I numeri 3306 e 3307 celebrano i 70 anni della rivista, con il primo che omaggia la copertina anonima del 1949 rivisitata da Cavazzano.

Nell'aprile 2019 viene annunciato che il disegnatore Andrea Freccero si occuperà della consulenza artistica per la rivista.

Maggio segna l'addio di due dei maggiori disegnatori italiani Disney. Luciano Gatto, dopo 61 anni di carriera, annuncia di lasciare dalla redazione, insieme ad altri autori (dopo il grande numero di persone coinvolte nella realizzazione del periodico nei due anni precedenti); inoltre il disegnatore veneziano comunica anche che Massimo De Vita andrà in pensione.

Anni duemilaventiModifica

Con l'inizio del nuovo decennio vengono introdotte nuove storie e novità dalla direzione, tra le caratteristiche principali vi è l'inizio del lavoro da parte di Marco Nucci, giovane autore esordiente scelto direttamente dal direttore.

La pandemia di Covid-19 non ha influito sulla riuscita della rivista, sia per quanto concerne la realizzazione che la vendita; saltano, però, tutte le fiere in loco dell'anno.

In un'intervista nell'autunno del 2020, il direttore Bertani ha annunciato che, così come Andrea Freccero è il supervisore per i disegni, lui stesso è, invece, il supervisore per le sceneggiature.

Scuola italianaModifica

«Il successo di Topolino spinge il direttore a creare un nucleo di disegnatori e sceneggiatori, i futuri Disney italiani.»

(Luca Boschi, Topolino Story volume 1)

La testata, diversamente dalla sua precedente incarnazione a giornale, presenta solo storie con personaggi della Disney realizzati da autori americani come Gottfredson e Barks ma anche altre realizzate da autori italiani. Inizialmente vengono realizzate da autori italiani solo le copertine (Ambrogio Vergani, Michele Rubino e lo stesso Mario Gentilini, direttore della testata) ma già dal n. 7 compare la prima storia realizzata in Italia scritta da Guido Martina e disegnata da Angelo Bioletto: L'inferno di Topolino, parodia interpretata dai personaggi Disney dell'Inferno dantesco[50]. A questi autori se ne affiancheranno molti altri quali Ennio Missaglia, Abramo Barosso, Luciano Bottaro, Romano Scarpa e che porterà l'Italia a realizzare, secondo INDUCKS, la maggior parte della produzione mondiale di fumetti Disney[51].

Nella lunga vita editoriale della testata si trovano diverse cifre stilistiche: da quella iniziale di Martina, seguito da Missaglia, Barosso, Dalmasso con atmosfere noir, a quella di Chendi che partendo dallo stile di Martina concepisce un'opera più approfondita simile al lavoro di Barks inserendo più frequentemente situazioni comiche e leggere nelle sue storie[52]. Più recentemente si è avuta una svolta tendente al comico anche se le epiche avventure delle origini sono spesso riprese da artisti come Rudy Salvagnini, Giorgio Pezzin, Carlo Panaro, Attilio Martellone e Fabio Michelini (capace di fondere la scuola italiana di Martina con gli elementi classici delle storie di Barks)[53], cui si aggiunge Rodolfo Cimino che ha interpretato in maniera originale e personale le grandi epopee avventurose barksiane[52]. Fra i disegnatori i principali sono Giovan Battista Carpi che ha influenzato una gran numero di giovani artisti[54], Luciano Bottaro che ha fuso nel stile gli insegnamenti di Gottfredson e Barks, Angelo Bioletto, Romano Scarpa nel doppio ruolo di scrittore e disegnatore, per arrivare a Giorgio Cavazzano e Massimo De Vita, figlio del celebre Pier Lorenzo che alcuni decenni prima aveva disegnato il Tuffolino del periodo bellico[55].

Fasi della rivistaModifica

Data la lunga vita editoriale della testata è possibile suddividerla in periodi in funzione dell'editore, della periodicità e dalla veste grafica[6][56][57].

Numeri progressivi Numeri pubblicati Data Periodicità Dorso Editore
1-39 39 aprile 1949 - marzo 1952 mensile Mondadori
40-235 196 10 aprile 1952 - 25 maggio 1960 quindicinale Mondadori
236-604 369 5 giugno 1960 - 25 giugno 1967 settimanale dorso a quadretti Mondadori
605-1701 1097 2 luglio 1967 - 3 luglio 1988 settimanale dorso giallo Mondadori
1702-3018 1317 10 luglio 1988 - 1º ottobre 2013 settimanale dorso giallo Walt Disney Company Italia
dal 3019 In corso 8 ottobre 2013 - In corso settimanale dorso giallo Panini Comics

Dati di venditaModifica

 
Topolino, diffusione media (1976 - 2014). Dati ADS.

«Topolino formato libretto è una vera rivoluzione destinata a influenzare per decenni i costumi degli italiani»

(Luca Boschi, da Topolino Story volume 1)

Per molto tempo è stato il fumetto più venduto in Italia. Inizialmente le vendite si attestavano sulle 400 000 copie per poi incrementarsi e avvicinarsi al milione. Nella seconda metà degli anni '70 le vendite calarono a 150 000. Nel 1980 erano 250 000. Si risollevarono ulteriormente nel corso degli anni '80 ritornando a toccare e a superare, nei primi anni 90, un milione di copie vendute[58]. Dagli anni novanta in poi si ha un nuovo calo, ritornando tuttavia per un breve periodo ai livelli di vendita precedenti. Nel 2007 i dati dell'Accertamenti Diffusione Stampa, riferiti all'anno mobile Ads marzo 2006 – febbraio 2007, indicano circa 260 000 copie vendute settimanalmente, in calo dell'11% rispetto all'anno precedente[59]. È il secondo fumetto venduto in Italia dopo Tex, che però è mensile, mentre Topolino esce ogni settimana[60]. In seguito le vendite subiscono un nuovo drastico calo (a marzo 2013 si assestano a 56 000 copie settimanali)[61] e si fa strada l'ipotesi di una vendita della pubblicazione alla Panini Comics[62] avvenuta effettivamente ad ottobre 2013[63].

PrezzoModifica

Prezzo Dal numero Anno
₤ 60 (€ 0,03) 1 aprile 1949
₤ 70 (€ 0,04) 22 dicembre 1950
₤ 80 (€ 0,04) 36 dicembre 1951
₤ 100 (€ 0,05) 148 10 ottobre 1956
₤ 80 (€ 0,04) 236 5 giugno 1960
₤ 100 (€ 0,05) 289 11 giugno 1961
₤ 120 (€ 0,06) 410 6 ottobre 1963
₤ 150 (€ 0,08) 605 2 luglio 1967
₤ 200 (€ 0,10) 906 8 aprile 1973
₤ 250 (€ 0,13) 975 4 agosto 1974
₤ 300 (€ 0,15) 1021 22 giugno 1975
₤ 400 (€ 0,21) 1119 8 maggio 1977
₤ 500 (€ 0,26) 1245 7 ottobre 1979
₤ 600 (€ 0,31) 1329 17 maggio 1981
₤ 700 (€ 0,36) 1378 25 aprile 1982
₤ 800 (€ 0,41) 1413 26 dicembre 1982
₤ 1000 (€ 0,52) 1464 18 dicembre 1983
₤ 1200 (€ 0,62) 1524 10 febbraio 1985
₤ 1300 (€ 0,67) 1596 29 giugno 1986
₤ 1400 (€ 0,72) 1649 5 luglio 1987
₤ 1500 (€ 0,77) 1678 24 gennaio 1988
₤ 1700 (€ 0,88) 1710 4 settembre 1988
₤ 2000 (€ 1,03) 1754 9 luglio 1989
₤ 2300 (€ 1,19) 1859 14 luglio 1991
₤ 2500 (€ 1,29) 1963 11 luglio 1993
₤ 2800 (€ 1,45) 2059 16 maggio 1995
₤ 3000 (€ 1,55) 2119 9 luglio 1996
₤ 3200 (€ 1,65) 2223 7 luglio 1998
₤ 3300 (€ 1,70) 2328 11 luglio 2000
₤ 3400 (€ 1,76) 2380 10 luglio 2001
€ 1,80 2432 9 luglio 2002
€ 1,90 2536 6 luglio 2004
€ 2,00 2606 8 novembre 2005
€ 2,10 2641 11 luglio 2006
€ 2,20 2745 8 luglio 2008
€ 2,30 2850 13 luglio 2010
€ 2,40 2954 10 luglio 2012
€ 2,50 3058 2 luglio 2014
€ 2,70 3255 11 aprile 2018
€ 3,00 3306 3 aprile 2019
€ 3,20 3456 16 febbraio 2022

DirettoriModifica

Nel corso degli oltre settant'anni di storia di Topolino libretto si sono succeduti sette direttori[13], qui di seguito elencati:

Versioni VariantModifica

A partire dal 2013, da quando Topolino è passato alla Panini Comics vengono pubblicate per particolari eventi o ricorrenze delle versioni variant del fumetto con copertine diverse rispetto alla copia pubblicata in edicola. Tali versioni vengono vendute solo online, presso fumetterie o fiere come Cartoomics (Milano), Comicon (Napoli), Etna Comics (Catania), Romics (Roma) e Lucca Comics (Lucca). Solitamente, oltre alla copia commercializzata in edicola, viene distribuita una sola variant ma, in casi eccezionali, sono state proposte anche due versioni variant per uno stesso numero (contraddistinte nell'elenco sottostante dalle lettere A e B), per un totale di tre copertine differenti ed esclusive per ciascun numero.

  • Anno 2013: 3019 - 3023
  • Anno 2014: 3071
  • Anno 2015: 3094 - 3127
  • Anno 2016: 3146 - 3179
  • Anno 2017: 3197 - 3206 - 3210 - 3232 - 3233
  • Anno 2018: 3245 (versione variant effetto specchio esclusiva ricevuta in regalo solo da chi aveva sottoscritto l'abbonamento) - 3250A - 3250B[64] - 3257 - 3258 - 3262 - 3269 - 3284[65]
  • Anno 2019: 3302 - 3309[66] - 3315 - 3336[67] - 3337[67]
  • Anno 2020: 3355 - 3359 - 3380A (fumetteria) - 3380B (shop online Panini)[68] - 3388[69] - 3396
  • Anno 2021: 3407A (fumetteria) - 3407B (shop online Panini)[70] - 3416[71][72] - 3441
  • Anno 2022: 3465[73][74] - 3471[75] - 3489[76] - 3492[77][78][79] - 3493[77][78][79]

I box Topolino - Lo scrigno dei 500 e Topolino - Lo scrigno dei 1000 contengono le ristampe di alcuni fumetti in una versione variant con copertina dorata: 500 - 1000 - 1500 - 2000 - 2500 - 3000.

In edicola sono state inoltre commercializzate copie di Topolino con 2 copertine diverse:

  • Anno 2000: 2301A - 2301B
  • Anno 2007: 2717A - 2717B copia da regalare ad un amico
  • Anno 2015: 3102A - 3102B[80] - 3110A - 3110B - 3111A - 3111B - 3112A - 3112B - 3113A - 3113B[81]
  • Anno 2022: 3476A - 3476B[82][83]

Versioni particolariModifica

Nel 2022 sono state distribuite normalmente in edicola delle copertine realizzate in un'unica versione, contraddistinte da pregevoli e ricercate rifiniture, sia nelle grafiche che nei materiali, quindi speciali, definite da collezione: 3464 – 3465 – 3466[84][85].

I gadgetModifica

Nel corso degli anni vari gadget sono stati allegati alla testata, quali figurine, monete, banconote fac-simile, cartoline, francobolli sia cartacei che metallici, medaglie celebrative e scudetti commemorativi, spille, tappi, modellini di veicoli e di edifici, statuette dei personaggi, targhe metalliche, mazzi di carte e giochi di società, oltre a manuali, fascicoli ed opuscoli.

I primi sono stati delle figurine già nel 1951 (Topolino n. 29); in seguito il giornale ha allegato occhiali 3D (Topolino n. 75, 25 settembre 1953), poi francobolli, numerose monete, modellini, giochi e vari articoli di uso quotidiano con impressa l'effige dei personaggi Disney.

Con Topolino n. 500 del 27 giugno 1965 venne inserita una lettera di Walt Disney rivolta all'allora direttore Mario Gentilini con i complimenti per il traguardo raggiunto; inoltre venne allegata una vera farfalla, essiccata ed adagiata su una foglia attaccata ad un cartoncino da conservare tra le pagine del libretto; di essa ce ne erano di varie specie, da quelle chiare, più comuni, fino a quella nera, considerata più rara, dato che di quest’ultima ne furono distribuiti meno esemplari[86].

La prima iniziativa dedicata alle monete fu "Operazione dollaro" lanciata nel giugno 1969 con sei monete o "medaglie", realizzate con i disegni di Giuseppe Perego, allegate al settimanale Topolino dal n. 708 al n. 713, dal 22 giugno al 27 luglio 1969. A questa seguì la ben più imponente e ambiziosa iniziativa pubblicizzata come "Operazione miliardo" nel corso della quale vennero allegate al settimanale otto monete, coniate con le raffigurazioni di Giovan Battista Carpi, collegate ad una lunga storia in otto puntate, "Storia e gloria della dinastia dei paperi"[87][88], pubblicata su Topolino dal n. 749 al n. 756, dal 5 aprile al 24 maggio 1970. Successivamente vennero allegate al settimanale le “medaglie olimpiche” commemorative dei Giochi della XX Olimpiade di Monaco del 1972. In seguito ancora nella primavera del 1973 fu varata "Operazione Quack", nella quale vennero allegati i francobolli "tintinnanti", dato che erano in metallo, raffiguranti le illustrazioni di Marco Rota, legati alla storia a puntate "Il segreto del totem decapitato", proposta su Topolino dal n. 906 al n. 916, dall'8 aprile al 17 giugno 1973[89].

Con il n. 1000 uscito il 26 gennaio 1975 invece non vi fu nessun gadget, anche se, in seguito venne poi distribuito a parte, fuori mercato, un cofanetto rosso con cornice, nel quale inserire il libretto, oltre ad un sottile albo rosso commemorativo[86]. Con il n. 1500 del 26 agosto 1984 venne allegata una placca o targa metallica smaltata con bordo in plastica raffigurante il soggetto della medesima copertina[86].

Dal 1989 venne inaugurata una nuova fase allegando in omaggio ogni estate un gadget distribuito in più parti da montare insieme una volta completata la raccolta, preceduto talora da un mazzo di carte francesi a tema prodotto da Modiano (nel 1995 fu edito da Dal Negro).

Tra i vari gadget estivi distribuiti tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, degni di menzione per il fortissimo impatto mediatico e per il notevole successo che riscontrarono, oltre che per la particolare e innovativa tipologia di plastica con i quali erano stati realizzati, il Mater-Bi, una bioplastica degradabile ottenuta dall'amido di mais estratto dal granturco, sono stati l'“Orologio ecologico”, l'orologio da polso con testa di Topolino o di Minnie e cinturino in sughero, abbinato ai numeri 1754-1757 del luglio 1989, la “Topoclick”, la macchina fotografica gialla con le orecchie nere del topo (o a scelta col fiocco della sua fidanzata), da assemblare in quattro parti allegate ai numeri 1807-1810 del luglio 1990, il “Topobinocolo”, il curioso e pratico binocolo multiuso dotato di lenti e bussola, da montare in quattro uscite sui numeri 1859-1862 del luglio e agosto del 1991, poi lo zainetto "Topojolly" nell'estate 1992 e, infine, il “Topowalkie”, il walkie-talkie allegato con i numeri 1963-1966 in edicola tra luglio e agosto del 1993, uno dei gadget di maggiore successo in assoluto, grazie al quale, proprio per il fatto che per poterne avere due per giocare era necessario acquistarne due copie, il settimanale Topolino superò nuovamente il milione di copie vendute[89][90].

Con il n. 2000 del 27 marzo 1994, un volume di spessore doppio rispetto al normale, venne allegato un semplice acetato trasparente, con riproduzione dello stesso soggetto raffigurato sulla copertina, da appoggiare ad un cartoncino colorato a fare da sfondo[86].

Con il n. 2710 del 6 Novembre 2007, per festeggiare i 60 anni del personaggio di Paperon de' Paperoni, venne offerta in allegato ai lettori la riproduzione in metallo dorato della moneta Numero Uno, realizzata da Giovan Battista Carpi, recante sul verso il profilo di Zio Paperone e sul retro la dicitura “Banca di Paperopoli”, il valore di “1 cent” e l'anno “2007”[91]. Di essa ne vennero coniati anche alcuni esemplari in oro, cosa che ebbe pure un certo impatto mediatico, dato che di una di esse ne fu omaggiato addirittura un personaggio dello spettacolo[92].

Nel luglio 2015 in sostituzione del gadget estivo viene proposta l'iniziativa "Topolino4you"[81], composta dai numeri del fumetto con doppia copertina dai colori fluo e a costo 1€. A Settembre 2015, dal n. 3120 al n. 3123, viene lanciata l'iniziativa "Paperi che valgono oro": 4 monete da collezione ispirate a Zio Paperone, Rockerduck, Gastone e Paperino e disegnate da Giorgio Cavazzano.

Nel 2016, anno olimpico, il gadget estivo è sostituito dall'iniziativa "I Grandi Campioni di Topolino": 12 medaglie da collezione ispirate ai personaggi del mondo Disney e a vari sport olimpici, tutte disegnate da Alessandro Perina, di cui cinque allegate sui numeri dal n. 3166 al n. 3170 e le restanti su altri periodici Panini Comics.

Dal 2018 il gadget primaverile o estivo gratuito viene nuovamente sostituito da altre iniziative, proposte anche in periodo autunnale, come un portachiavi a forma di guanto di Topolino nel 2018, o svariati modellini da montare in più uscite, quali il modello della 313 di Paperino nel maggio 2019 e l'action figure snodabile dell'Astrotopo[93][94] (per commemorare i 50 anni del primo sbarco dell'uomo sulla Luna) nel Luglio 2019, il sottomarino di Pippo "Capitano Nemo"[95] nel Marzo 2020 e il diorama delle Giovani Marmotte[96] nel Maggio 2020, il Deposito di Zio Paperone (apribile a ventaglio su più piani)[97] nel Marzo 2021 e il PK Robot[98][99][100] nell'Ottobre 2021, fino alla casa di Paperino (anch'essa apribile)[101] nel marzo 2022, tutti con sovrapprezzo ai numeri del fumetto.

Per celebrare i settant'anni dalla prima pubblicazione di Topolino libretto avvenuta il 7 aprile 1949, a partire dall'aprile 2019 è stata lanciata la raccolta “70 anni di Topolino pocket”. Per questa importante ricorrenza, al numero 3306 uscito in edicola il 3 Aprile 2019, con copertina rivisitata ispirata a quella del numero 1, è stato allegato un volume intitolato “70 anni di Topolino”, nel quale vengono ripercorsi tutti i momenti salienti del giornale, dalle origini fino ai tempi attuali[102][103][104][105]. Inoltre a partire dal successivo numero 3307 del 10 Aprile 2019, ogni settimana sono state distribuite trenta targhe metalliche (definite in inglese “metal plates”), poi portate a quaranta, che andavano a riprodurre le copertine storiche più iconiche e rappresentative entrate nell'immaginario collettivo del settimanale, tutte corredate da fascicoli esplicativi[102][103][104][105][106]. L'iniziativa ha avuto successo a tal punto da riproporre ancora per i lettori le targhe metalliche con le riproduzioni delle copertine dei canonici numeri 1000, 2000 e 3000, e 500, 1500 e 2500, in due uscite successive nel mese di Giugno 2022[107].

A seguito di un'iniziativa del direttore Alex Bertani, a partire dal 2019 vengono nuovamente distribuite come gadget estivo delle carte da gioco, via via illustrate da differenti autori disneyani e, dette per questo "Carte d'Autore", uscite in due mazzi allegati a due numeri consecutivi, anch'esse tutte con sovrapprezzo rispetto ai numeri del fumetto. Una prima edizione di carte disegnate da Paolo Mottura è uscita nel luglio 2019[108]; l'iniziativa è poi continuata con le carte di Marco Rota uscite nell'agosto 2020[109] e poi con le carte di Fabio Celoni presentate nell'agosto 2021[110][111]; inoltre nel Novembre 2021 sono state pubblicate per la prima volta in assoluto delle carte Disney napoletane, illustrate dall'autore partenopeo Blasco Pisapia[112]; infine le carte disegnate da Silvia Ziche sono uscite nell'agosto 2022[113].

Negli anni duemilaventi tornano di moda le banconote e le monete con le effigi dei personaggi Disney allegate al settimanale o ad altri periodici da raccogliere e da conservare in appositi raccoglitori. Con “Operazione Paperdollari”, riecheggiante nel nome le già citate e famose iniziative degli anni sessanta e settanta, nel gennaio e nel febbraio 2020, dieci banconote raffiguranti i volti dei personaggi dei paperi, disegnate da Stefano Zanchi e corredate da raccoglitore, vengono allegate ai numeri 3346 e 3347 di Topolino e ad altri periodici Panini Disney[114]. In seguito, nel gennaio e nel febbraio 2021, con l’iniziativa “Un pieno di Paperdollari”, dieci monete dorate, incise con i volti dei paperi, questa volta disegnati da Marco Rota, assieme ad un esclusivo raccoglitore, vengono allegate ai numeri 3399 e 3400 del settimanale, oltre ad altri periodici secondari[115]. Una seconda serie di Paperdollari viene poi distribuita in modo frammentario nella seconda metà del 2021, con un ulteriore raccoglitore e tre banconote disegnate da Andrea Freccero e altre sei da Emmanuele Baccinelli, raffiguranti altri personaggi del mondo dei paperi, tutte inserite in allegato a periodici secondari[116][117]. Sulla scia del successo dei Paperdollari nel febbraio e nel marzo 2022 vengono immessi i “Topodollari”, iniziativa cominciata con una prima serie di dieci banconote, questa volta raffiguranti i volti dei personaggi dei topi, tutte disegnate da Luca Usai, con raccoglitore, allegate ai numeri 3455, 3456 e 3457 di Topolino oltre a vari periodici minori Panini Disney[118], e poi continuata con una seconda serie di ulteriori dieci banconote, raffiguranti ancora altri personaggi dei topi, sempre disegnate da Luca Usai, distribuite in ottobre e novembre 2022, tutte su testate minori[119].

Ulteriori prodotti di successo degli ultimi anni sono stati i sempre apprezzati giochi da tavolo con i personaggi Disney, da completare in uscite successive del settimanale sempre a prezzo maggiorato. Tra questi si citano il gioco di ruolo “Donald Quest”, abbinato ai numeri 3351-3352 dal 12 al 19 Febbraio 2020 e ispirato all'omonima saga fantastico-favolistica[120][121][122], poi il gioco di percorso (simile ad un gioco dell'oca ma con casistiche più accomunabili ad uno di ruolo) “La 24 ore di Paperopoli”, associato all'omonima storia in quattro parti e completabile con le uscite successive dai numeri 3416-3418 oltre ad altri due periodici Panini Disney nel Maggio 2021[71][72][123], poi “Gli Scacchi di Topolino”, proposti per la prima volta in quattro uscite sui numeri 3487-3490 distribuiti da Settembre a Ottobre 2022, nei quali viene pubblicata la storia in quattro puntate “Scacco matto a Topolino”[124][125], poi ancora, il "Grande Puzzle di Natale", un puzzle da 500 pezzi realizzato in collaborazione con Clementoni e allegato al numero 3494 del 9 Novembre 2022[126][127], e infine, il gioco simulativo di strategia “Calisota Football Cup”, uscito in concomitanza con il Campionato mondiale di calcio 2022 in Qatar, che ha anche ispirato la storia ad episodi “Fridonia World Cup 2022”, componibile in cinque uscite successive con i numeri 3496-3498 di Topolino oltre ad altri due periodici, distribuiti dal 23 novembre al 7 dicembre 2022[128][129][130][131].

NoteModifica

  1. ^ Topolino Story 1949, pagina 180
  2. ^ a b c Dati ADS
  3. ^ Dato ottenuto sommando alle copie digitali mediamente vendute nel periodo (357) il numero medio nel periodo di abbonati (56 351), che ricevono sia la copia cartacea che quella digitale
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