Angel investor

L'angel investor, noto anche come seed investor, angel funder, business angel e private investor (in italiano: investitore informale), è un soggetto privato che apporta fondi a un'impresa nascente/startup in cambio di capitale di rischio della stessa, diventandone socio (se l'investimento avviene una sola volta, si parla di "one-time investment"). Oltre all'apporto di capitale finanziario, il business angel apporta anche il suo know-how e la sua rete di relazioni.

L'attività di finanziamento dell'angel investor viene detta angel investing. Laddove gli angel investor sono organizzati in una rete, si parla di angel investor network.

L'angel investor non va confuso con il venture capitalist.

Caratteristiche degli angel investor e dell'angel investingModifica

Essi sono ex-titolari di impresa, manager in pensione o in attività, liberi professionisti che desiderano poter acquisire parte di una società che operi in un business, spesso innovativo, solitamente rischioso ma ad alto rendimento atteso. Sono quindi degli "uomini di impresa", dotati di un buon patrimonio personale (high-net-worth individual HNWI), di conoscenze professionali e in grado di fornire all'impresa, sia in fase emergente, sia in fase di sviluppo, preziosi consigli gestionali e conoscenze tecnico-operative e una consolidata rete di relazioni nel mondo degli affari. L'angel investor, per la precisione, si dice "investitore accreditato/qualificato" (accredited investor) se rispetta alcuni parametri. Per esempio, secondo quelli della Securities and Exchange Commission statunitense (Rule 501 nel Regulation D o "Reg D"), deve essere una persona che ha un patrimonio netto (net worth) di un milione di dollari statunitensi o più, escluso il valore delle residenze personali e a prescindere che sia sposata o meno. In alternativa, è una persona che ha guadagnato 200.000$ di reddito nei due anni precedenti e l'aspettativa di guadagnare la stessa cifra o di più nell'anno corrente. Come terza casistica, se è una persona sposata, deve essere il membro di una coppia che ha un reddito pari a 300.000$. Comunque, un angel investor può non essere un investitore accreditato perché guadagna di meno e i due termini non sono sinonimi. La differenza tra un investitore accreditato e non, nell'ordinamento statunitense, non si limita a quanto guadagna o a quanta ricchezza possiede sommando tutti gli asset: gli investitori accreditati hanno il permesso di commerciare anche security (azioni e obbligazioni) non registrate presso le autorità finanziarie; le security non registrate sono più rischiose perché, in quanto non registrate presso le autorità finanziarie, non sono soggette a un regime rigoroso di information disclosure. Un investitore accreditato può essere un individuo che agisce come broker/intermediario, una banca, una compagnia assicurativa, un trust e una società privata che si occupa di business development avente più di 5 milioni di dollari in asset.

Siccome il contesto è di rischio perché l'impresa è una startup e/o perché il progetto potrebbe essere un fallimento di mercato parziale o totale (flop), questo tipo di investimenti costituisce una parte molto modesta del portafoglio di investimenti (investment portfolio) dell'angel investor a causa della necessità di diversificare gli investimenti in base alla tipologia e al livello di rischio (per esempio, un investitore può investire in case in affitto e in azioni; nel contesto delle azioni, può acquistare azioni da imprese ben stabili e con una vasta capitalizzazione di mercato/market cap, dette "blue chip" o "large-cap/big-cap" e in aziende più piccole). A causa del rischio, l'angel investor non solo diversifica il portafoglio di company in cui investe ma, quando sceglie la startup in cui investire, architetta una exit strategy nel momento in cui decide di ritirare l'investimento (withdrawal of investment). Di solito, siccome il target dell'angel investor è una startup, queste aziende hanno una modesta capitalizzazione di mercato, tale per cui sono classificate come "nano-cap" e "micro-cap". Le loro azioni, se valgono meno di 5$ l'una, vengono dette "penny stock", sono spesso scambiate over the counter OTC e sono rischiose, ma in base all'alto rischio possono offrire alti rendimenti. Il rischio aumenta se i report finanziari non sono controllati da un'agenzia di audit/revisione e se i gestori della startup sono dei truffatori.

L'aggettivo "informale" contrappone tale figura agli investitori nel capitale di rischio di tipo "formale", ossia coloro che adottano un approccio di analisi formale agli investimenti nell'equity, quali i fondi d'investimento chiusi, più propriamente i fondi di venture capital e private equity. Il rapporto che si viene a creare tra l'investitore informale e l'imprenditore è squisitamente spontaneo e basato sulla fiducia: da qui il ruolo “informale” di questa forma di investimento/finanziamento.

Diverse sono le motivazioni che spingono tali soggetti ad investire nelle nascenti imprese. Uno degli obiettivi dietro al finanziamento, che solitamente è rivolto a una startup (ovvero un'azienda nata da poco), è realizzare nel medio termine e lungo termine (e.g. 5-7 anni) delle plusvalenze dalla vendita parziale o totale della partecipazione iniziale, oltre che a dei profitti in forma di dividendi. Pertanto, in primis desiderano conseguire un elevato ritorno sull'investimento effettuato (return on investment). A questo motivo, si possono aggiungere l'interesse verso particolari tecnologie, lo status sociale, contribuire allo sviluppo economico della propria comunità e delle nuove generazioni di imprenditori, il senso della sfida e il mero piacere di sentirsi attivi. L'affinità personale con l'imprenditore e una visione comune delle prospettive di crescita del business sono una delle variabili principali per cui investono perché la motivazione principale è sempre e comunque fare impresa e in più il canale è informale.

La messa in contatto con le startup può avvenire in modo diretto o attraverso le piattaforme online di raccolta fondi/crowfunding, in cui i progetti e il capitale necessario sono elencati.

Qualora una start up già finanziata da un investitore informale abbia esigenze di crescere velocemente, l'aumento di capitale per il singolo investitore può essere problematico. La soluzione sta allora nella rete di investitori informali, cioè la angel investor network, tale per cui dunque i singoli angel investor possono coalizzarsi e coordinarsi. In alternativa, l'azienda che ha bisogno di altro capitale deve usare il debito (e.g. prestiti in banca e emissione di obbligazioni) o deve emettere azioni a un pubblico vasto over the counter (siccome si parte dal presupposto che non si è quotata in borsa, altrimenti avviene anche con una IPO), tale per cui non usa il debt financing ma l'equity financing.

Settori d'attivitàModifica

I business angel investono in tutti i settori, anche se l'esigenza di finanziamento tramite equity e non tramite il finanziamento bancario la si avverte soprattutto per le imprese innovative, per le startup che possiedono come asset dei marchi, brevetti e know-how, quelli definiti come gli asset intangibili/immateriali e che difficilmente possono essere dati a garanzia per un finanziamento bancario. Ecco allora che l'angel investing risulta la forma di finanziamento adatta per le startup innovative o spin-off accademici, come ad esempio accaduto negli USA con Apple, Google, ecc.

In Italia, i business angel spesso preferiscono investire in settori manifatturieri, perché la cultura d'impresa italiana maggiormente diffusa è legata a questo settore. Infatti, il comportamento del business angel è solitamente teso ad investire nei settori in cui ha già operato e di cui conosce caratteristiche e opportunità. L'investimento in startup innovative in Italia è quindi spesso legato direttamente o indirettamente al settore manifatturiero, come il software, l'automazione industriale, l'elettronica, le nanotecnologie, le clean-tech e le energie rinnovabili, ecc. Tuttavia, esistono anche in Italia casi di finanziamento da parte di angel investor in settori spesso riservati a fondi specializzati come le ICT (Internet and Communication Technology) e, in generale, il settore del digitale sta sempre più interessando gli investitori informali.

Storia degli angel investorModifica

Gli investitori informali sono nati negli USA di fine '800 quando alcuni personaggi, particolarmente propensi al rischio, finanziavano gli spettacoli di Broadway. In seguito estesero il loro ambito di intervento ad altre tipologie di attività imprenditoriali, tanto da essere considerati, nel 1933 “investitori accreditati”, secondo la definizione che di tale categoria viene fornita già dal Securities Act. Per agevolare la diffusione del fenomeno, venne poi creata una rete telematica, denominata Ace-Net, gestita da enti universitari e di ricerca, che fungeva e funge tuttora da punto di contatto tra finanziatori e finanziati imprenditori. È una sorta di piazza di incontro, creata in Internet dal SBA (Small Business Administration), il Ministero americano della piccola media impresa.

Esperienze successive a quella statunitense si sono sviluppate in Europa, e precisamente nel Regno Unito dove la cultura d'impresa è più simile a quella USA e nei Paesi Bassi, dove esiste una rete sviluppata di investitori informali.

Nel 1996, la Comunità Economica Europea ha organizzato la prima Conferenza della rete europea dei Business Angels dando impulso allo sviluppo di realtà analoghe in altri paesi europei tra cui Germania, Francia, Belgio, Italia. Nel 1999 si è costituita EBAN (European Business Angels Network), alla quale ha aderito, dalla sua costituzione, anche l'IBAN[1](Italian Business Angel Network). Questa associazione si occupa di organizzare reti locali chiamati BAN (Business Angels Network), strutture permanenti territoriali che consentono agli investitori informali di incontrare gli imprenditori alla ricerca di capitale di rischio. Le prime reti locali furono quelli Milano e Venezia: il primo ad opera del BIC La Fucina ed il secondo, il Ban Nordest, ad opera di Veneto Innovazione Spa, l'agenzia regionale per la diffusione dell'innovazione e gestito dal Dr. Massimo Meneghini. Successivamente altri BAN aprirono in Italia e la rete si evolse.

Anche se dal 1999 in Italia si è costituita la prima associazione di investitori informali, IBAN, le operazioni d'investimento informale c'erano già prima di quella data. La finanza informale in Italia è probabilmente sempre esistita, soprattutto in settori tradizionali dell'economia, anche se, essendo informale, è sfuggita alle definizioni accademiche.

Il fenomeno in Italia poi è cresciuto e si è diffusa la cultura dell'angel investing. Nel 2007 nacque Italian Angels for Growth, una rete ubicata a Milano ed inizialmente associata a IBAN che successivamente diventò indipendente, e arriverà ad unire nel 2012 oltre 100 investitori informali. Nel 2009 nacque invece a Torino il Club degli Investitori[2], associazione che al 2021 vede oltre 190 business angel associati che hanno investito oltre 21 milioni di euro in un portafoglio di 39 startup e PMI innovative.

Differenza tra l'angel investor, il private equity fund e l'hedge fundModifica

  • L'angel investor, o business angel, è un singolo individuo ad alto patrimonio netto HNWI (a prescindere che sia un investitore accreditato o meno) che, da solo o tramite una rete informale/network, investe parte della sua ricchezza nelle azioni (tipicamente penny stock) di startup innovative e ad alto potenziale per farle crescere tramite del capitale "iniziale", il seed capital. Dopo che cresce, l'angel investor può trarre profitto sotto forma di dividendi dal loro sviluppo; le startup invece crescono e possono ricevere altri investimenti/finanziamenti ancora una volta che diventano profittevoli e attraenti (first round of investment, dopo il seed capital), tale per cui la loro capitalizzazione azionaria aumenta (e.g. da nano-cap diventano micro-cap).
  • Il fondo di private equity (e.g. venture capital) invece è un fondo strutturato come limited partnership (LP) e simili, è basato su un gruppo/pool di investitori e ha l'obiettivo/oggetto sociale di investire solitamente in aziende già avviate (sporadicamente in startup) per ricavare profitti e aiutarle a crescere (se in più si stabiliscono le relazioni di livello C (cioè con lo Chief Executive Officer e lo Chief Financial Officer), si può attuare la strategia di Investing in Upside tramite l'affiancamento attivo dei manager del fondo). Il profitto nel medio termine (4-7 anni) risiede nella raccolta di dividendi o nella vendita della partecipazione azionaria a una grande corporation. Possono sbarrare l'accesso tramite una soglia molto alta di contribuzione (entry strategy) o possono raccogliere il capitale di investimento del fondo tramite la compravendita libera di azioni (possono anche quotarsi in borsa). Alcuni fondi LP possono specializzarsi, e.g. real estate partnership se si investe nel real estate. Una LP non è una persona giuridica.
  • L'hedge fund è in molti punti analogo a un fondo qualunque di private equity: è tipicamente strutturato come una limited partnership (LP) e, come entry strategy, possono sbarrare l'accesso tramite una soglia molto alta di contribuzione, e.g. 100.000$ o 250.000$ o anche dei milioni di dollari, tale per cui bisogna essere un individuo ad alto patrimonio netto (è raro che siano aperti a tutti). Anche gli hedge fund partecipano alle aziende comprandosi le loro azioni per ricavarne profitti, ma come prima differenza possono agire nella sfera sia della private equity che della public equity siccome le comprano e vendono sia over the counter OTC che in borsa. Il secondo è il fatto che comprano anche i bond, tale per cui non si limitano a praticare il public equity financing e il private equity financing, ma anche il debt financing (vedasi corporate finance). La terza, da cui si intuisce come il loro campo di azione sia vastissimo, deriva dal fatto che gli hedge fund investono in tutte le security, cioè in azioni, obbligazioni ma anche nei derivati come le commodity futures (i derivati sono i forwards, futures, option e SWAP, ognuno con i suoi sottotipi esattamente come per le azioni e le obbligazioni) tramite canali pubblici (borsa) e privati (OTC). Ultimo ma non ultimo, gli hedge fund sono altamente speculativi siccome hanno l'obiettivo di guadagnare il più possibile nel minor tempo possibile e in qualunque modo possibile. In più, siccome sono composti da investitori accreditati, negli Stati Uniti hanno bisogno di meno regolamentazione in base agli stardard della Securities and Exchange Commission (SEC). Gli hedge fund hanno una minima protezione da liquidazione siccome, se non ne avessero, i soci potrebbero ritirare il loro investimento in qualunque momento (il fondo dovrebbe rimborsarli): dopo l'acquisto della partecipazione, i soci non possono ritirare il loro investimento per tipicamente da 3 a 7 anni (medio termine). Questo blocco viene chiamato "lock-up period" e ricorda molto l'IPO Lock-Up nella IPO, che però dura solitamente da tre a sei mesi e riguarda solo coloro che sono già azionisti della società che si quota in borsa. Infine, gli hedge fund sono degli open-end fund siccome possono in teoria emettere un numero infinito di azioni e raccogliere denaro all'infinito, mentre altri fondi possono essere open-end fund oppure closed-end fund, tale per cui non possono emettere azioni e alimentare il fondo con finanziamenti potenzialmente in modo illimitato.

Esistono comunque altri tipi di fondo, come i fondi pensione, i mutual fund e gli exchange-traded fund ETF. Tutti e tre possono essere sia open-end fund che closed-end fund.

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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