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Angelo Bioletto

fumettista italiano
Angelo Bioletto

Angelo Bioletto (Torino, 30 settembre 1906Milano, 26 dicembre 1987) è stato un fumettista italiano.

BiografiaModifica

Quando ha circa venti anni trova lavora in uno studio grafico; dopo qualche anno venne assunto come disegnatore umoristico dal quotidiano di Torino, La Stampa, per il quale realizza vignette e rubriche come "Bioletto ha visto", "Bioletto in città", "Taccuino di Bioletto";[1][2] nel 1938 disegna le figurine del concorso Perugina, ispirato al programma radiofonico di Nizza e Morbelli I quattro moschettieri e, nel 1939, illustra il Don Chisciotte a fumetti per la rivista L'Audace della Mondadori.[1][2]

Nel 1940 viene coinvolto nella lavorazione del lungometraggio La rosa di Bagdad, secondo film d'animazione europeo[3] nonché il primo film italiano a colori.[1][2] Con il mercato della pubblicità bloccato dall'ingresso dell'Italia in guerra, il produttore e regista Anton Gino Domeneghini scrittura alcuni disegnatori per creare una squadra di animatori; il film verrà completato solo nel dopoguerra, nel 1949, quando venne anche presentato alla 10ª Mostra d'arte cinematografica di Venezia.[4] Successivamente iniziò a collaborare per breve tempo con l'editore Carroccio, riprendendo poi l'attività con diverse testate giornalistiche.[1]

Tra il 1948 e il 1950 disegnò tre storie a fumetti per la Mondadori da pubblicare su Topolino[2], scritte da Guido Martina: Topolino e il cobra bianco, Topolino e i grilli atomici e L'inferno di Topolino (1949), quest'ultima capostipite del genere parodistico della Disney in Italia e pubblicata in sei episodi nei numeri da 7 a 12 di Topolino; successivamente si disinteressa dei fumetti per dedicarsi all'illustrazione di libri per ragazzi che ritiene meno faticosa e più remunerativa.[1]

Morì nel 1987 all'età di 81 anni.[5]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e FFF - Angelo BIOLETTO, su www.lfb.it. URL consultato il 27 maggio 2019.
  2. ^ a b c d (EN) Angelo Bioletto, su lambiek.net. URL consultato il 27 maggio 2019.
  3. ^ Sebbene a volte venga citato come primo film d'animazione europeo, in realtà è stato preceduto da Le avventure del principe Achmed di Lotte Reiniger.
  4. ^ Emiliano Fasano, La rosa di Bagdad[collegamento interrotto], Associazione italiana film d'animazione, 18 giugno 2009. URL consultato l'11 agosto 2011.
  5. ^ È morto Angelo Bioletto, il "padre"di Saladino Archiviolastampa.it

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN90280387 · ISNI (EN0000 0004 1962 9458 · SBN IT\ICCU\RAVV\017563 · WorldCat Identities (EN90280387