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Anthony Muroni (Perth, 6 agosto 1972) è un giornalista e scrittore italiano.

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BiografiaModifica

Nato in Australia da una famiglia originaria di Sassari, inizia a collaborare con le pagine sportive del quotidiano La Nuova Sardegna all'età di 18 anni. Nel 1993 inizia a occuparsi di cronaca per lo stesso giornale, diventando corrispondente dal Montiferru. Dal 1997, per tre anni, coordina la redazione giornalistica di Radio Planargia, emittente della diocesi di Alghero-Bosa. Nel gennaio 2000 viene assunto dal quotidiano L'Unione Sarda e assegnato alla redazione di Oristano, dove si occupa di cronaca nera a giudiziaria, oltre che del coordinamento della pagina del Marghine-Planargia. Nel 2003 è trasferito alla redazione di Macomer, dove resta sino alla chiusura, nel 2006. Dal 2006, per tre anni, si trasferisce nella redazione di Nuoro del quotidiano cagliaritano, dove si occupa di cronaca nera e sindacale. Nel dicembre 2008 è trasferito nella redazione centrale di Cagliari, dove si occupa di politica comunale nel capoluogo. Dall'aprile 2011 è alla guida del reparto Politica e, contemporaneamente, assume la conduzione della trasmissione televisiva "Dentro la notizia", in onda su Videolina. L'8 giugno 2013 diventa direttore del quotidiano L'Unione Sarda[1], carica da cui si dimette il 9 settembre 2016[2]. Contestualmente lascia anche le direzioni di Radiolina e Unionesarda.it, che aveva rispettivamente assunto il 1º gennaio 2014 e il 2 marzo 2015.

A gennaio del 2016 Muroni è stato condannato per diffamazione dal giudice monocratico Sandra Lepore, al termine di un processo cominciato nel luglio del 2014. A portare in tribunale Muroni è stata Claudia Lombardo, l’ex presidente del Consiglio regionale sardo in carica quando il 27 luglio 2011 L’Unione Sarda pubblicò l’articolo scritto da Muroni. Nel pezzo si dava notizia di un’indagine aperta contro la famiglia dall’allora presidente relativamente al parco eolico Enel a Portoscuso, nel Sulcis. Nel pezzo si parlava di “maggiori oneri”, per un importo di 400mila euro, che i Fenu, indicati da Muroni come il ramo materno della famiglia Lombardo, avrebbero dovuto ricevere per la cessione del diritto di superficie su alcuni terreni. In particolare, si faceva riferimento a Giuseppe e Maria Luisa, citati nell’articolo come lo zio e la madre dell’allora presidente del Consiglio. La circostanza si è poi rivelata falsa: i Fenu oggetto di quel procedimento giudiziario non erano parenti della Lombardo che, quello stesso 27 aprile 2011, per smentire il contenuto dell’articolo mandò in redazione una richiesta di rettifica. L’Unione Sarda, però, pubblicò solo poche righe della lettera. Da ciò la decisione della Lombardo di presentare querela per diffamazione. Poi il rinvio a giudizio di Muroni e Figus e infine la condanna. Il giudice Lepore ha anche stabilito che Muroni e Figus, in solido, dovranno risarcire le parti civili. (fonti Sardiniapost, L'UnioneSarda)

OpereModifica

Nel 2004, per la collana "I banditi" de L'Unione Sarda ha pubblicato il libro "Peppino Pes, l'inedita confessione del prete-bandito". Nel 2012, per la casa editrice Ethos edizioni ha firmato il saggio "Francesco Cossiga dalla A alla Z, il sardo che viveva per la politica". Nello stesso anno, per la medesima casa editrice, ha pubblicato il romanzo "Il sangue della festa, mortu in die nodida". Il 2013 è stato l'anno dei saggi sul mondo Vaticano. Prima "Benedetto XVI", instant book scritto nei giorni successivi alle dimissioni di Joseph Ratzinger. Poi "Il volto di Francesco", reportage sull'esperienza da inviato in Vaticano, pubblicato 12 giorni dopo l'elezione di Bergoglio. A settembre 2013, in occasione della visita del Papa a Cagliari, è uscito "La rivoluzione di Francesco", sui primi sei mesi del pontificato. Nel maggio 2013 ha pubblicato l'instant book "Andreotti e la Sardegna". Il libro "Francesco Cossiga dalla A alla Z" è stato finalista al premio Fiuggi storia e al premio letterario Alziator. Il libro "Il sangue della festa" ha ottenuto la menzione speciale nei premi Alziator e Fernando Pilia. Nel 2013 ha partecipato, assieme ad altri 11 scrittori sardi, alla raccolta antologica "La cella di Gaudi", un'iniziativa benefica realizzata in collaborazione con l'amministrazione penitenziaria e i detenuti della colonia penale di Isili. Nel 2016, per la collana "Le firme de L'Unione Sarda", ha scritto il racconto "La Casa dei Sardi", ispirato alle degenerazioni e alle commistioni nel mondo politico-imprenditoriale dell'Isola. Nel 2017 pubblica "Venticinque anni", edito da La Zattera. Una sorta di memoriale che raccoglie aneddoti e racconti di fatti e personaggi incontrati nel corso della carriera da Francesco Cossiga a Matteo Renzi, da Papa Francesco a Silvio Berlusconi.

PoliticaModifica

In occasione delle politiche del 2018 aderisce al partito indipendentista Autodeterminatzione[3]di cui diventa portavoce[4]e si candida per il Senato[5], ma non viene eletto.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Peppino Pes: l'inedita confessione del prete bandito, L'Unione Sarda, 2004.
  • Il sangue della festa. Mortu in die nodida, Ethos Edizioni, 2012 ISBN 8895226283.
  • Francesco Cossiga dalla A alla Z. Il vocabolario del sardo che viveva per la politica, Ethos Edizioni, 2012 ISBN 8895226240.
  • Venticinque anni. Fatti, personaggi, interviste. Appunti sparsi di un cronista, Edizioni La Zattera, 2017 ISBN 8885586066.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN250829614 · ISNI (EN0000 0003 7127 7835 · LCCN (ENno2012083634