Apri il menu principale

Antonino Di Vita

archeologo italiano

Biografia e carrieraModifica

Allievo di Guido Libertini all'Università di Catania, vi si laurea in Archeologia e Storia dell'arte greca e romana con dignità di stampa il 1º luglio 1947. Nel 1951 ottiene il diploma di Perfezionamento presso la Scuola Nazionale di Archeologia dell'Università di Roma, dopo un anno passato ad Atene (1950) grazie a una borsa di studio. Entra nel ruolo delle Soprintendenze alle Antichità e Belle Arti, ispettore e poi direttore, in varie Soprintendenze, e insegna presso le Università di Palermo, Perugia, e Macerata della cui Facoltà di Lettere è prima preside poi Rettore dal 1974 al 1977. Ha diretto la Scuola Archeologica Italiana di Atene dal 1977 al 2000.

È stato consigliere del governo libico per le antichità della Tripolitania tra il 1962 e il 1965, e poi direttore di numerose Missioni archeologiche italiane in Algeria, Libia e Tunisia. Oltre alle attività di scavo nazionali e internazionali, si è occupato anche dello studio dei terremoti nell'antichità[1].

Ha tenuto lezioni e conferenze in molti centri universitari italiani ed europei, ma anche all'Università di Sidney, e in quelle giapponesi di Tokyo e Kyoto. È autore di circa 380 fra studi e articoli scientifici riguardanti i campi dell'archeologia e della storia dell'arte greca e romana e anche l'archeologia fenicio-punica (vedi bibliografia). È anche autore di varie monografie l'ultima delle quali dedicata a Gortina di Creta. È stato cofondatore e direttore per vari anni della rivista Libya Antiqua e direttore dell'Annuario della Scuola Archeologica Italiana di Atene e delle Monografie relative dal 1977 al 2000.

È morto a Roma, a 85 anni.

RiconoscimentiModifica

  • (2011) Intitolazione ufficiale del Museo Civico di Licodia Eubea (CT)- [Delibera Cons. 30.11.11];
  • (2011) Ordine di S. Paolo e S. Tito dalla Chiesa ortodossa di Creta[2], patriarcato di Costantinopoli;
  • (2002) Socio Nazionale dell'Accademia dei Lincei[3] (socio corrispondente dal 1993[1]);
  • (2002) Inaugurazione del Museo Civico, a lui intitolato, di Licodia Eubea (Catania)[4];
  • (2001) Correspondant étranger de la Societé des Antiquaires de France[5];
  • (1998) Cittadino onorario di Haghioi Deka (Creta), dove gli hanno intitolato una via nel 2001;
  • (1994) Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana;
  • (1987) Intitolazione del Museo Etnografico di Licodia Eubea (CT)- [Delibera Cons. 57];
  • (1987) Medaglia d'Oro al merito per i Beni Culturali;
  • (1977) Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana;

Opere principaliModifica

  • Ricerche archeologiche in territorio di Chiaramonte Gulfi (Acrillae), Catania 1954, pp. 1–98.
  • La villa della "gara delle nereidi" presso Tagiura: un contributo alla storia del mosaico romano, e altri recenti scavi e scoperte in Tripolitania(Suppl. LibAnt, II), Tripoli 1966, pp. 1–129
  • Per l'architettura e l'urbanistica greca d'età arcaica: la stoà nel temenos nel Tempio C e lo sviluppo programmato di Selinunte, Roma 1967, pp. 1–61.
  • (curatori con N. Bonacasa), Alessandria e il mondo ellenistico-romano: studi in onere di Achille Adriani, 3 voll. (1983-84)
  • Vetro romano con scena di caccia da Chiaramonte Gulfi, Chiaramonte Gulfi 1991, pp. 1–37.
  • Scavi e ricerche in Grecia e a Cipro della Scuola Archeologica Italiana di Atene, (1977-1987), Roma 1994, pp. 1–343.
  • (in collaborazione) Gortina, I-II (1988-1997)
  • Da Siracusa a Mozia: scritti di archeologia siciliana, Padova 1998, pp. 1–536.
  • Gortina di Creta. Archeologia e storia di una città antica, Atene 2000 (traduzioni anche in inglese e in greco), pp. 1–15
  • Gortina di Creta. Quindici secoli di vita urbana, Roma 2010, pp. IX-XVIII, 1-405

Scritti in onoreModifica

  • Un ponte fra l'Italia e la Grecia: atti del simposio in onore di Antonino Di Vita, Ragusa, 13-15 febbraio 1998, Padova, Bottega d'Erasmo, 2000

MostreModifica

  • 1981: Prima Italia al museo del Pireo (collaboratore)[1]
  • 1993: "La presenza italiana nel Dodecaneso tra il 1912 e il 1948. La ricerca archeologica. La conservazione. Le scelte progettuali" (a cura di Monica Livadiotti e Giorgio Rocco). Organizzazione della Scuola Archeologica Italiana di Atene (nella sede di Roma insieme alla Soprintendenza Archeologica di Roma). Rodi, Palazzo del Gran Maestro ottobre 1993-ottobre 1994; Roma, Terme di Diocleziano 1996; Atene 1997
  • 1994: "Creta Antica. Cento anni di archeologia italiana (1884-1984)" Organizzazione e coordinamento scientifico di Antonino Di Vita, Vincenzo La Rosa, M. Antonietta Rizzo. Iraklion, Basilica di S. Marco luglio-agosto 1984; Roma, Curia del Senato al Foro Romano gennaio-febbraio 1985; Atene, Museo Nazionale aprile 1985
  • 1995: Alessandro Magno. Storia e mito di Roma (coordinatore)[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c d Antonino Di Vita, Enciclopedia Italiana
  2. ^ (EL) Sito ufficiale della chiesa greco-ortodossa di Creta
  3. ^ Antonino di Vita Archiviato il 13 maggio 2016 in Internet Archive., scheda accademico dal sito dell'Accademia Nazionale dei Lincei
  4. ^ spacespa.it Archiviato il 12 febbraio 2011 in Internet Archive.
  5. ^ (FR) Académiciens depuis 1663, su aibl.fr.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN29549516 · ISNI (EN0000 0000 7972 5821 · LCCN (ENn85206013 · GND (DE1050936647 · BNF (FRcb12032806t (data) · BAV ADV11814874 · WorldCat Identities (ENn85-206013