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Antonino Liberi (Spoltore, 18 febbraio 1855Roma, 3 dicembre 1933) è stato un architetto e ingegnere italiano.

Biografia e opereModifica

 
Planimetria del complesso Kursaal Pomilio, progettato da Antonino Liberi, prima dei lavori di ristrutturazione e ampliamento di Giovanni Michelucci. Pescara 26 settembre 1938.

Nato dai panettieri Pasquale Liberi e Fiorangela Conti[1], studiò al ginnasio di Chieti e si laureò in ingegneria. Eletto ingegnere comunale a Pescara, lavorò per il piano urbanistico di ampliamento e progettò vari edifici pubblici e privati: Palazzo Perenich (1884), Casa Conti (1884), Casa Bucco (1892), il Palazzo della Banca di Pescara (1892); il Grand Hotel (1910), il Teatro Michetti (Politeama Aternino, sempre del 1910) e il villino Clerico (1924). Per Pescara immaginava una realtà nuova che nascesse dalla Pineta Dannunziana: una “Città Giardino” coronata da ville liberty e immersa nel verde. Per questo progettò il Kursaal presso la pineta, che verrà poi trasformato in liquorificio Aurum con il successivo intervento di Giovanni Michelucci. Sposò la sorella di Gabriele D'Annunzio, Ernesta. Altre sue opere sono presenti a Francavilla al Mare (Palazzo Sirena), e a Roma (con alcuni villini in stile floreale). Inoltre D'Annunzio gli affidò il progetto di ristrutturazione della sua casa natale, ma in seguito decise di revocargli il progetto, per affidarlo a Giancarlo Maroni[2]; il particolare motivo dell'insoddisfazione del poeta è legato alla scelta dell'architetto di Spoltore di eliminare i tre gradini davanti alla porta della camera dei genitori di D'Annunzio, ai quali egli attribuiva un significato di sacralità, paragonandoli ai gradini che precedono un altare[3].

 
L'ex liquirificio dell'Aurum; la facciata a colonne è il Kursaal.

NoteModifica

  1. ^ Atto di nascita di Antonino Liberi, su antenati.san.beniculturali.it.
  2. ^ Antonino Liberi - Casa D'Annunzio, su casadannunzio.beniculturali.it, aprile 2016.
  3. ^ Casa D'Annunzio, la storia, su casadannunzio.beniculturali.it, aprile 2016.

Voci correlateModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN102752625 · ISNI (EN0000 0000 7331 6242 · LCCN (ENno2009193343 · BNF (FRcb16562677t (data) · WorldCat Identities (ENno2009-193343