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Antonio Campostano

fotografo italiano

Antonio Campostano (Genova, 1877Genova, 1965) è stato un fotografo italiano.

BiografiaModifica

Nato da famiglia agiata, poté dedicarsi alla fotografia per puro diletto. La sua prima fotografia, scattata nel 1901, immortalava il porticciolo di Nervi.[1]

Dal 1904, su proposta della contessa Dillon, auspice la duchessa di Uzés Mortemart, divenne membro del prestigioso Photo-Club de Paris, di cui fu corrispondente per l'Italia.[1]

Nel 1930 entrò nell'Associazione Fotografica Ligure,[2] di cui fu eletto presidente onorario l'anno seguente.[1] Nel 1932 tenne la sua prima mostra fotografica personale.[1]

Sempre negli anni trenta collaborò con il Gabinetto Fotografico Comunale. Dopo aver sposato Carmela "Lily" Matarazzo, figlia dell'imprenditore italo-brasiliano Francesco Matarazzo, soggiornò in Brasile dal 1935 al 1937.[1]

Ritornato in patria, nel 1938 tenne la sua seconda mostra personale a Genova,[1] a cui ne seguì, nel 1942, una presso il ridotto del teatro Carlo Felice con altri autori.[2] Nel 1943 collaborò con il Comando dell'Esercito Italiano.

Dopo aver realizzato, fra il 1954 e 1955, un'ampia documentazione fotografica della cattedrale di San Lorenzo di Genova,[1] nel 1959 gli viene edito il volume La cattedrale di Genova nelle fotografie d'arte di Antonio Campostano, sua prima pubblicazione, con introduzione del cardinale Giuseppe Siri.[2]

Fu membro del Club Alpino Italiano e attivo nelle scalate sino a tarda età.[2] Le sue fotografie e le sue attrezzature sono conservate presso l'archivio della Fondazione Ansaldo.[1]

Nell'autunno 2013 gli sono dedicate nella sua città natale contemporaneamente tre mostre presso Palazzo Rosso, Palazzo Ducale e il museo di storia naturale Giacomo Doria.[2]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h Laboratorio Fotografico Campostano, su fondazioneansaldo.it. URL consultato l'8 novembre 2013.
  2. ^ a b c d e Antonio Campostano, fotografo amatore d'inizio Novecento, su museidigenova.it. URL consultato l'8 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2013).

Collegamenti esterniModifica