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Arturo Scattini

generale italiano

BiografiaModifica

Promosso generale di brigata dal 1º gennaio 1942, divenne, dal 1º giugno successivo, prima vice poi comandante dalla 80ª Divisione aviotrasportabile La Spezia in Tunisia. Fu quindi catturato dagli inglesi nel maggio 1943 ed internato. Rientra in Italia nel 1944. Fu Comandante del Gruppo di Combattimento "Friuli" del ricostituendo esercito italiano, l'8 febbraio 1945 inizia le operazioni per la sostituzione sulla Linea Gotica della 5ª Divisione Polacca "Kresowa", nel settore di Brisighella. Tenendo il fronte sul fiume Senio, fu protagonista della ripresa dell'offensiva alleata e l'11 aprile liberò Riolo dei Bagni. Scattini ordinò di limitare l'azione distruttiva dell'abitato di Riolo da parte dell'artiglieria e degli aerei alleati.
Il giorno seguente proseguì, lungo la via Emilia, verso Castel Bolognese e Imola insieme alla divisione Carpatica polacca, comandata dal generale di divisione Władysław Anders.
Dopo dura battaglia contro i tedeschi a Casalecchio dei Conti, la mattina del 21 aprile entrò per primo[senza fonte], con il suo intero 87º Reggimento Fanteria, in Bologna, da poco abbandonata dai tedeschi. Inizialmente la popolazione diffidava dei soldati italiani perché vestiti con divise inglesi ma, sentendo le parlate italiane, si rovesciarono per strada per festeggiare la liberazione della città.

Terminati i combattimenti divenne padre del regista Luigi Scattini e nonno dell'attrice Monica e di Lucilla.

OnorificenzeModifica

  Cavaliere Ordine militare di Savoia
«Capo dell'Ufficio Informazioni del Comando Superiore FF.AA. Albania durante sei mesi di aspra guerra, in parte su due fronti, con diuturna infaticabile energia, provvide, pure in mezzo a gravissime difficoltà di ambiente, ad organizzare e dirigere il complesso lavoro informativo sugli eserciti nemici fornendo al Comandante un quadro chiaro e tempestivo della situazione e degli intendimenti avversari. Fronte Albano-Greco-Jugoslavo, 28 ottobre 1940-23 aprile 1941.»
— 1º agosto 1941[1]
  Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri»
— 30 dicembre 1952[2]

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica