Assemblea nazionale di Weimar

Assemblea nazionale di Weimar
Weimarer Nationalversammlung
Germania Germania
Elezioni19 gennaio 1919
Inizio6 febbraio 1919
Fine6 giugno 1920
Assemblea costituente
PresidenteConstantin Fehrenbach
Bundesarchiv Bild 183-15436-0010, Weimar, Nationaltheater, Denkmal Goethe-Schiller.jpg
Eletti: 423

L’Assemblea nazionale di Weimar (in lingua tedesca Nationalversammlung von Weimar) fu la convenzione costituzionale e il parlamento de facto della Germania dal 6 febbraio 1919 al 6 giugno 1920. L'assemblea elaborò la nuova costituzione che rimase in vigore dal 1919 al 1933, rimanendo tecnicamente in vigore fino alla fine del dominio nazista nel 1945. Si riunì a Weimar, in Turingia, ed è questo il motivo per cui questo periodo della storia tedesca divenne noto come Repubblica di Weimar.

AntefattoModifica

Con la fine della prima guerra mondiale e l'inizio della rivoluzione di novembre, il cancelliere Massimiliano di Baden annunciò l'abdicazione dell'imperatore tedesco Guglielmo II, il 9 novembre 1918, e nominò Friedrich Ebert come suo successore nella qualità di Cancelliere. Il Consiglio dei Commissari del Popolo, un governo provvisorio composto da tre delegati del Partito socialdemocratico (SPD) e tre dal Partito socialdemocratico indipendente (USPD), assunse il potere esecutivo il giorno seguente e chiese che, da 16 al 21 dicembre, si riunisse a Berlino un Congresso Nazionale di Consigli. Questo Reichsrätekongress stabilì le elezioni di un'assemblea nazionale per il 19 gennaio 1919.

ElezioniModifica

 
Composizione dell'Assemblea nazionale

Le elezioni per l'Assemblea nazionale del 19 gennaio 1919 furono le prime elezioni in Germania dopo l'introduzione del suffragio femminile. Inoltre, l'età legale per il voto era stata ridotta da 25 a 20 anni. Queste due modifiche fecero aumentare il numero degli elettori di circa 20 milioni. Il tasso di affluenza alle urne fu dell'83%,[1] un valore leggermente inferiore rispetto alle ultime elezioni del Reichstag del 1912, ma un'affluenza assoluta molto maggiore a causa del suffragio allargato. Tra le donne l'affluenza fu del 90%.[2]

La Bavarian Peasants League (BB), il Partito tedesco di Hannover (DHP), lo Schleswig-Holsteinische Bauern- und Landarbeiterdemokratie (SHBLD) e il Brunswick Election-Union (BLWV) ottennero ciascuno meno dell'uno percento dei voti. Il Partito Comunista, fondato nel dicembre 1918, boicottò le elezioni. Sebbene SPD e USPD erano stati strumentali all'introduzione del suffragio femminile, la maggior parte delle donne votò per il DDP e il DNVP (nelle zone protestanti del paese) o per il centro o BVP (nelle zone cattoliche).[2] Ai partiti venne assegnato un numero di seggi proporzionale al numero di voti ricevuti. Su un totale di 416 parlamentari, solo 37 erano donne. La cosiddetta "coalizione di Weimar" di SPD, Partiti di centro e DDP ottenne la maggioranza assoluta dei seggi.

IstituzioneModifica

 
Copertina della Costituzione di Weimar

L'Assemblea nazionale si riunì a Weimar per diversi motivi: i politici volevano evitare le continue lotte nella capitale Berlino, e il leader dell'SPD Friedrich Ebert voleva ricordare agli alleati vittoriosi della prima guerra mondiale, che all'epoca stavano deliberando un trattato di pace, il classicismo di Weimar, che includeva artisti del calibro di Goethe e Schiller.[2]

Eventi e decisioni importantiModifica

  • 6 febbraio 1919 - Friedrich Ebert, in qualità di presidente del Consiglio dei deputati popolari, aprì la prima sessione del Nationalversammlung
  • 10 febbraio 1919 - Con i voti contrari dell'USPD l'assemblea approvò il Gesetz über die vorläufige Reichsgewalt (legge sul potere temporaneo nel Reich). Indicava l'assemblea stessa come legislativa e istituiva la funzione di Reichspräsident (Presidente della Repubblica), che doveva essere responsabile degli "affari del governo del Reich". Venne creata un'assemblea dei singoli stati (Staatenausschuss)
  • 11 febbraio 1919 - Friedrich Ebert venne eletto Reichspräsident provvisorio e chiese a Philipp Scheidemann di formare un governo e di assumere l'incarico di Reichsministerpräsident
  • 13 febbraio 1919 - la coalizione di Weimar formò un governo (Kabinett Scheidemann) basato sulla coalizione di Weimar
  • 14 febbraio 1919 - Constantin Fehrenbach (Partito di Centro) venne eletto presidente dell'Assemblea nazionale
  • 18 febbraio 1919 - lo Staatenausschuß decise che i colori nero-rosso-oro sarebbero stati i colori nazionali
  • 27 febbraio 1919 - l'assemblea approvò il Gesetz über die Bildung einer Vorläufigen Reichswehr che istituì un esercito provvisorio in conformità con i termini dell'armistizio. Nel 1921, le forze armate dovevano essere trasformate in un esercito di professionisti senza coscritti. Il numero delle truppe di terra doveva essere ridotto da 800.000 a 100.000
  • 4 marzo 1919 - l'assemblea approvò l'Übergangsgesetz che chiarì la posizione giuridica delle leggi imperiali e di quelle approvate dal Consiglio dei deputati popolari
  • 12 maggio 1919 - l'Assemblea nazionale si riunì per una manifestazione di protesta contro il Trattato di Versailles, che Scheidemann definì "inaccettabile"
  • 20/21 giugno 1919 - il governo di Scheidemann si dimise, il giorno dopo Gustav Bauer (SPD) formò un nuovo governo
  • 22 giugno 1919 - con l'approvazione dell'assemblea, il nuovo governo si dichiarò pronto ad accettare il Trattato qualora venisse meno l'ammissione dell'unica responsabilità tedesca per la guerra
  • 3 luglio 1919 - l'assemblea accettò i nuovi colori nazionali
  • 7 luglio 1919 - Il ministro delle finanze Matthias Erzberger (Partito di centro) presentò le sue riforme fiscali tra cui l'introduzione della prima imposta tedesca sul reddito e la condivisione degli oneri fiscali
  • 9 luglio 1919 - l'assemblea ratificò il trattato di Versailles e gli statuti normativi sull'Occupazione della Renania militare della Renania
  • 31 luglio 1919 - l'assemblea approvò la Costituzione di Weimar sulla base di un progetto del delegato del DDP Hugo Preuß con 262 delegati che votavano a favore e 75 (USPD, DNVP e DVP) contro
  • 11 agosto 1919 - il Reichspräsident Ebert firmò la costituzione che entrò in vigore il 14 agosto 1919. Questa fu la riunione finale dell'assemblea a Weimar.
  • 30 settembre 1919 - prima riunione dell'assemblea a Berlino dopo che la legge e l'ordine erano stati considerati restaurati nella capitale
  • 17 dicembre 1919 - l'assemblea approvò il Reichsnotopfergesetz che chiedeva una tassa patrimoniale una tantum per pagare il debito nazionale
  • 18 gennaio 1920 - l'assemblea approvò la legge sui consigli dei lavoratori (Betriebsrätegesetz)
  • 13 marzo 1920 - l'assemblea lasciò Berlino a seguito del Putsch di Kapp e tornò da Stoccarda sette giorni dopo
  • 25/26 marzo 1920 - il governo del cancelliere Gustav Bauer si dimise, il giorno successivo il presidente Ebert chiese a Hermann Müller (SPD) di formare un nuovo governo
  • 8 maggio 1920 - entrò in vigore la Gesetz zur Befriedung der Gebäude des Reichstags und der Landtage, che istituiva una zona di sicurezza attorno agli edifici parlamentari in cui non erano ammesse manifestazioni
  • 12 maggio 1920 - entrò in vigore il Reichslichtspielgesetz, che costituiva la base per la censura cinematografica
  • 20 maggio 1920 - sostenuta dall'SPD la maggior parte dell'assemblea invitò il governo a porre fine allo stato di emergenza in tutta la Germania, ma il governo rifiutò.[1][3][4][5]

ScioglimentoModifica

Il 21 maggio 1920 l'Assemblea nazionale venne sciolta.[3] Dopo le prime elezioni basate sulla nuova costituzione, avvenute il 6 giugno 1920, il Reichstag assunse il ruolo di Assemblea nazionale.

Presidenti dell'Assemblea nazionale di WeimarModifica

Nome Partito Inizio mandato Fine mandato
Eduard David SPD 7 febbraio 1919 13 febbraio 1919
Conrad Haussmann 13 febbraio 1919 14 febbraio 1919
Konstantin Fehrenbach Partito di Centro Tedesco 14 febbraio 1919 21 giugno 1920

NoteModifica

  1. ^ a b dhm.de, Deutsches Historisches Museum. URL consultato il 23 luglio 2013.
  2. ^ a b c Reinhard Sturm, Weimarer Republik, Informationen zur politischen Bildung, Nr. 261, Bundeszentrale für politische Bildung, 2011, ISSN 0046-9408 (WC · ACNP). URL consultato il 17 June 2013.
  3. ^ a b dhm.de2, Deutsches Historisches Museum. URL consultato il 23 luglio 2013.
  4. ^ fes.de, Friedrich Ebert Stiftung. URL consultato il 23 luglio 2013.
  5. ^ bundesarchiv.de, Bundesarchiv. URL consultato il 23 luglio 2013.

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàGND (DE16301069-9