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Augusto De Gasperi
18 aprile 1893 – 13 dicembre 1966
Nato aCivezzano
Morto aMilano
Luogo di sepolturaCimitero di Predazzo
ReligioneCristiana cattolica
Dati militari
Paese servitoAustria-Ungheria Austria-Ungheria
Flag of Italian Committee of National Liberation.svg Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia
Forza armataEsercito austro-ungarico
Unità3º Reggimento Kaiserjäger
Anni di servizio1914 - 1918
1943 - 1945
GuerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
CampagneFronte orientale (1914-1918)
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Augusto Emanuele De Gasperi, o Degasperi (Civezzano, 18 aprile 1893Milano, 13 dicembre 1966), è stato un dirigente d'azienda italiano.

Fu figlio terzogenito di Amedeo, originario di Sardagna e maresciallo maggiore della gendarmeria locale, e di Maria Morandini, di Predazzo. Il fratello maggiore di dodici anni era Alcide De Gasperi, il secondo era Mario, seminarista, morto nel 1906, e una sorella.[1]

Nato in Trentino quando ancora faceva parte dell'Impero austro-ungarico, da studente universitario a Vienna, fu inviato sul fronte orientale, come il geografo Luigi Visintin, di cui era amico e compagno di studi, e combatté in Galizia nella prima guerra mondiale con il Terzo Reggimento dei Kaiserjäger, i “cacciatori imperiali” austro-ungarici.[2][3].

Insieme al Visintin e al glottologo Carlo Battisti fu per un certo periodo prigioniero a Kirsanov.[4]

Il 25 febbraio 1919 fu eletto vicepresidente del SAIT (Sindacato Agricolo e Industriale Trentino), un consorzio delle cooperative di consumo trentine creato nel 1899 da Emanuele Lanzerotti, e vi rimase fino al 6 novembre 1926, quando le squadre fasciste ne distrussero la sede. Nel 1940 gli fu offerto un lavoro alla Bizerba e si trasferì a Milano con la famiglia.

Nel 1943 iniziò la sua attività clandestina; rimase a Milano con la famiglia sotto falsi nomi e fece parte del CLNAI (Comitato Liberazione Nazionale Alta Italia). Il 26 aprile 1945 fu uno dei firmatari del proclama della Liberazione insieme a Achille Marazza, Ferruccio Parri, Leo Valiani, Luigi Longo, Emilio Sereni, Giustino Arpesani, Filippo Jacini, Rodolfo Morandi e Sandro Pertini.

Nel 1945 fu eletto presidente dell'EICA, un consorzio di cooperative bianche con sede a Milano. Dal 1950 al 1963 fu presidente: della società Finanziaria Trentina; della Banca di Trento e Bolzano e delle Società Mobiliare e Immobiliare Agraria Trentina.

Dal 1944 al 1966 fu azionista, amministratore delegato e presidente della Editoriale San Marco, editrice de il Gazzettino [5].

È sepolto nella tomba di famiglia di Predazzo.

Diari di guerraModifica

Nel 2015 l'Associazione storico culturale Valsugana Orientale e Tesino ha pubblicato i diari (quaderno n. 8) con il titolo "Kaiserjaeger nei Carpazi. Diario di guerra 1914-1915 del cadetto Augusto De Gasperi", la pubblicazione è stata possibile per il lavoro di cura e trascrizione degli originali (due minuscoli libretti) svolto dai figli Marco e Gabriella De Gasperi.

NoteModifica

  1. ^ Piero Craveri (1988)
  2. ^ - Marco Respinti 30-07-2014
  3. ^ cfr. anche Paolo Rumiz, Come cavalli che dormono in piedi, Feltrinelli pag. 160
  4. ^ Cfr. foto del luglio 1916 in cui appare con un gruppo di ufficiali giuliani e trentini, penultimo della seconda fila. La foto è riportata a pag. 21 del libro dedicato a Luigi Visintin dal Comune di Cormons, con contributi di Giorgio Valussi e Giuseppe Motta
  5. ^ -Isever -Istituto Storico Veneziano della Resistenza e dell'Età contemporanea - autore il prof. Giovanni Sbordone

BibliografiaModifica

  • Antonio Zanetel – Dizionario biografico di uomini del Trentino sud-orientale – Alcione - Trento, 1978