Auspicio di Toul

vescovo e poeta
Sant'Auspicio di Toul

Vescovo

 
Morte490 circa
Venerato daTutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza8 luglio

Auspicio (in latino: Auspicius Tullensis; ... – 490 circa) è stato il quinto vescovo di Toul.

Auspicio ci è noto da una lettera di Sidonio Apollinare scritta verso il 474 al conte Arbogaste per esortarlo a guardarsi dall'avarizia. In questa lettera Auspicio è ricordato come grande amico del conte, celebre per la scienza, l'eloquenza, la fede, le virtù.

BiografiaModifica

Auspicio faceva parte dell'aristocrazia gallo-romana. Fu eletto vescovo di Toul, succedendo a Gelsimo, nel 478. Fu dunque tra i primi vescovi di Toul che obbedivano ai Franchi, i nuovi padroni dopo la caduta dell'Impero romano. È stato amico del poeta Sidonio Apollinare, vescovo di Clermont, e del conte Arbogaste, governatore di Treviri al tempo di Childerico I. Tutti e tre avevano stabilito un rapporto epistolare: Arbogaste scrisse a Sidonio chiedendogli di informarlo delle sue funzioni e per dare qualche spiegazione dei libri sacri, ma Sidonio si scusò e consigliò di consultare preferibilmente Lupo, vescovo di Troyes o Auspicio, vescovo di Toul, entrambi, scriveva, illustri per la loro profonda conoscenza e l'alto rango che occupano tra i pontefici della Gallia.

Il conte dunque chiese lumi ad Auspicio, che gli scrisse una lettera strutturata come un poemetto di 41 strofe in dimetri giambici. Auspicio si congratulava con la città di Treviri per essere governata da un uomo di così grande merito, confrontava il suo valore con Arbogaste, generale romano, uno dei suoi antenati, ma lo poneva al di sopra di quello a causa della religione cristiana. Lo esortava, infine, ad evitare l'avarizia, che la Scrittura chiama la radice di tutti i mali, di essere caritatevole, di onorare e amare il vescovo di Treviri, Giamblico che era il primo tra quelli della provincia. L'Epistola ad Arbogastem Comitem Trevirorum, è pubblicata nella Patrologia latina del Migne.

Auspicio fu il primo poeta occidentale cristiano che ha adottato il ritmo giambico, derivato dal verso saturnio, la misura preferita della poesia metrica popolare profana dei Romani.

È probabile che Auspicio sia scomparso pochi anni dopo la morte di Sidonio Apollinare (m. 488), quindi verso il 490. Il suo successore fu il vescovo Orso. Fu sepolto nel cimitero di San Mansuy, un sobborgo di Toul, dove il suo corpo fu ritrovato nel 1070 sotto l'episcopato di Pibon. I suoi resti furono poi racchiusi in una ricca cassa nel 1401.

CultoModifica

La Chiesa cattolica lo considera santo e lo ricorda il giorno 8 luglio. Prima della riforma conciliare, questo santo era identificato con un omonimo, ma spurio vescovo di Treviri.

Dal Martirologio Romano: "A Tulle (sic)[1] nella Gallia Belgica, ora in Francia, sant'Auspicio, vescovo".

NoteModifica

  1. ^ Il martirologio, edizione del 2004, riporta erroneamente la città di Tulle invece di quella di Toul.

BibliografiaModifica

  • Wilhelm Brandes, Des Auspicius von Toul Rhythmische Epistel an Arbogast von Trier, Wolfenbüttel 1905 in formato pdf
  • Martin Schanz - Carl Hosius, Geschichte der römischen Literatur bis zum Gesetzgebungswerk des Kaisers Justinian. 4,2, Die römische Literatur von Constantin bis zum Gesetzgebungswerk Justinians; Bd. 2. Die Literatur des fünften und sechsten Jahrhunderts, München 1920, pp. 379 e ss.
  • Matthias Becher, Chlodwig I.: Der Aufstieg der Merowinger und das Ende der antiken Welt, München 2011, p. 122.

Collegamenti esterniModifica

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