Banda Melis
Descrizione generale
Attivoottobre 1943-gennaio 1944
NazioneItalia Italia
RuoloBanda irregolare di patrioti
Dimensione100 uomini
Comandanti
Comandante in capoCapitano del Regio Esercito Ernesto Melis
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La Banda Melis è stata una banda di patrioti italiani attiva in Valnerina e nello spoletino tra il settembre ed il gennaio del 1943.

Prende il nome dal comandante, Capitano Ernesto Melis che, insieme ad altri ufficiali del Regio Esercito, costituisce la formazione nei pressi della Forca di Cerro, tra Spoleto e la Valnerina il 19 settembre 1943. Diversamente da altre formazioni partigiane umbre, la Banda Melis si caratterizza per la sua natura apolitica e per il rispetto, da parte dei membri, dei codici e dei regolamenti del Regio Esercito Italiano, nonché facente capo al Fronte Militare Clandestino del Colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo. Una banda irregolare, dunque, che si ispira ad analoghe esperienze in A.O.I. (cfr. Amedeo Guillet) dopo la conquista britannica delle colonie italiane[1].

La banda arriverà a contare un centinaio di elementi ai quali si aggiunge una componente slava, formata da ex prigionieri di guerra evasi dal carcere di Spoleto grazie anche all'aiuto del Direttore, padre dello stesso Melis[2]. Il comando della banda ha sede in località Gavelli, paese della Valnerina sul Monte Coscerno.

I primi scontri contro squadre tedesche sono alla fine di settembre, e le azioni del Capitano Melis assumono grande risonanza popolare. La banda aiuta anche prigionieri Alleati a tagliare le linee. Poi, in ottobre i primi contatti con realtà minori della resistenza locale ad esempio i comunisti ternani di Alfredo Filipponi, le prime divergenze sulla conduzione della guerra e la completa rottura con il gruppo di slavi capeggiato da Svetozar Lakovic (Toso) che, insofferente alla disciplina militare e non convinto della fedeltà di Melis allo Stato italiano[3][4], abbandona Gavelli.

Le ultime attività della "Melis" si concentrano fra novembre e dicembre '43. A metà di novembre, infatti, Melis è costretto a sciogliere la formazione a causa della cattura dei suoi familiari da parte delle autorità fasciste repubblicane del Prefetto Armando Rocchi[5]. I militari del gruppo continuano però a battersi, chi in gruppo autonomi chi confluendo in nuove realtà quali, ad esempio, la Brigata "Gramsci" (che entra in piena operatività da marzo 1944) e nella 4ª Brigata Garibaldi di Foligno.

Tra i membri della Banda Melis figura anche una medaglia d'oro al valor militare: il patriota Paolo Schiavetti Arcangeli.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'Oro al Valor Militare a Paolo Schiavetti Arcangeli, partigiano combattente.
«Studente di ingegneria subiva giovanissimo, per la sua nota fede antifascista, il carcere. Accolto nelle file partigiane della Brigata « Melis » si distingueva in numerosi fatti d’arme, mostrando sempre eccezionali doti di coraggio. Accerchiato in Castelluccio di Norcia da preponderanti forze nemiche, rimaneva ferito in combattimento nell’impari lotta. Dolorante a terra, nell’impossibilità di muoversi per la grave ferita riportata, gli veniva promessa la vita se avesse svelati i segreti della banda. Il silenzio eroicamente ostinato malgrado le vessazioni di ogni genere, provocò lo sfogo bestiale del nemico che lo finiva a colpi di fucile alla testa. Forte della fede, sicuro dell’avvenire, affrontò il martirio con sereno coraggio invocando il nome santo della Patria. Castelluccio di Norcia, 25 aprile 1944[6]
— 1944 La data del Decreto è in corso di verifica

NoteModifica

  1. ^ Del Boca A., Gli Italiani in Africa Orientale-3, La caduta dell'Impero, Mondadori 2014
  2. ^ Marcellini M., La Banda del Capitano Melis, Mursia 2013
  3. ^ Svetozar Lakovic "Toso", Rossi T. (introduzione a cura di), Memorie di un comandante partigiano montenegrino, Isuc, Perugia, Editoriale Umbra, Foligno 2010
  4. ^ Filipponi A., Gubitosi G. (a cura di), Il diario di Alfredo Filipponi comandante partigiano, Isuc, Perugia, Editoriale Umbra, Foligno 1991
  5. ^ Marcellini M., in op. cit.
  6. ^ Fonte

BibliografiaModifica

  • AAVV, L'Umbria dalla guerra alla Resistenza, Selci Lama 1998, Isuc Editoriale Umbra
  • Sergio Bovini, L'Umbria nella Resistenza, 1972, Editori Riuniti
  • Marcello Marcellini, La banda del capitano Melis, 2013, Mursia

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica