Bandiera bianca

La bandiera bianca è una bandiera di colore bianco. In un contesto bellico può significare una resa incondizionata, una soluzione parlamentale, il cessate il fuoco o la fine delle ostilità.

Bandiera bianca esposta al vento.
Soldati italiani si arrendono durante lo sbarco in Sicilia

StoriaModifica

Venne utilizzata come simbolo per la capitolazione durante la Dinastia Han (220 d.C.). Durante l'Impero romano, lo storico Publio Cornelio Tacito menzionò l'utilizzo della bandiera bianca in segno di resa dei legionari, nel 109 d.C.; prima di allora i romani indicavano la resa mettendo gli scudi sopra la loro testa.[1] Il suo utilizzo fu diverso nei vari continenti. Ad esempio l'esploratore portoghese Gaspar Correia sostenne che nel 1502 (e scrisse nel 1550) il principe indiano Zamorin di Kozhikode inviò alcuni negoziatori muniti di un panno bianco legato ad un bastone, come segno di pace al suo nemico Vasco da Gama.[2] Nel 1625, il giurista Ugo Grozio nel De iure belli ac pacis ("Le leggi della guerra e della pace"), uno dei testi fondamentali di diritto internazionale, ha riconosciuto la bandiera bianca come un "segno, per cui l'uso ha dato un significato," era "un segno tacito di chiedere al parlamento, e sarà come obbligatorio, come se espresso dalle parole."[3]

Con l'età moderna e la nascita degli Stati nazionali il simbolo divenne una consuetudine di diritto internazionale. Un primo riconoscimento internazionale avvenne successivamente con le convenzione dell'Aia del 1899.

Altri significatiModifica

Bandiera bianca è anche una famosa canzone di Franco Battiato contenuta nell'album La voce del padrone.

NoteModifica

  1. ^ Koerner, Brendan I. Why Do Surrendering Soldiers Wave White Flags? su Slate.com
  2. ^ (FR) Gaspar Correia, Lendas da Índia (scritto c.1550, pub. 1858), p.300 "mandou hum seu Bramane em huma almadia com hum pano branco atado e um páu per sinal de paz"
  3. ^ Qui il testo
  4. ^ (EN) Sito ufficiale Formula 1
  5. ^ (EN) Flags of the World Archiviato il 25 marzo 2014 in Internet Archive., visitato il 19 febbraio 2009

Voci correlateModifica

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