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Bartolomeo Beverini (Lucca, 3 maggio 1629Lucca, 24 ottobre 1686) è stato un poeta e storico italiano.

Traduttore dell'Eneide, fu inoltre autore delle Rime (1654) e degli Annales lucienses (postumi, 1830).

Indice

Note biograficheModifica

Nato a Lucca da una famiglia originaria di Beverino, in val di Vara nello spezzino, fu studente presso la locale scuola dei Chierici regolari della Madre di Dio in Santa Maria Corteorlandini e dal 1645 a Roma, a S. Maria in Portico, dove fece il noviziato e prese i voti nel 1647 entrando nella medesima congregazione. Insegnò teologia a Roma nelle case della sua congregazione. In seguito, a partire dal 1653, ritornò a Lucca come lettore di retorica presso la scuola di Santa Maria Corteorlandini. Nel 1665 il Beverini fu richiamato a Roma come lettore di teologia, ma nel 1666 il Senato della Repubblica di Lucca lo nominò pubblico lettore di eloquenza (vedi Università di Lucca). Tenne questa cattedra a Lucca per ben venti anni, fino alla morte che lo colse nel 1686.

OpereModifica

La sua prima opera conosciuta è un idillio in onore della Madonna della Neve (Roma, 1650). A Lucca diede alle stampe nel 1654 una raccolta di rime religiose in forma di madrigale. Ancora a Roma (1666) pubblicò una raccolta di poesie dedicate a Cristina di Svezia. Di nuovo a Lucca il Beverini fece uscire i Carminum libri septem, dedicandoli a Fabio Guinigi. Il letterato divenne famoso con la pubblicazione del volgarizzamento in ottava rima dell'Eneide di Virgilio (Lucca 1680), accolta con entusiasmo e più volte ristampata. Dal 1671 iniziò a lavorare agli Annales Lucienses che narrano la storia di Lucca dalle origini al 1600. Gli Annales, finché durò la Repubblica di Lucca non vennero mai pubblicati. Nel XIX secolo Carlo Lodovico di Borbone, duca di Lucca, su suggerimento di Lazzaro Papi, Pietro Giordani e Cesare Lucchesini, dispose che l'opera fosse data alle stampe in quattro volumi. Postumo fu anche pubblicato, sempre a Lucca nel 1711 il Syntagma de ponderibus et mensuris, in quo veterum nummorum pretium, ac mensurarum quantitas demonstratur, con aggiuntovi un trattatello De Romanorum Comitiis. L'opera fu ristampata a Lipsia nel 1714 e a Napoli nel 1714.

Fu anche autore di poesie per musica, tra cui i «concerti musicali» (cantate dialogiche) composti per la cerimonia delle Tasche (elezioni degli Anziani e del Gonfaloniere della repubblica) a Lucca: Il porto della libertà (1654); La pace (1657); Bruto costante (1660); Scipione affricano (1663); Fabio indugiatore (1669); La prudenza vittoriosa (1669) e Gli avantaggi della concordia (1672), e per la festa dell'Annunciazione celebrata nel collegio di S. Maria Corteorlandini della stessa città: La giustitia placata (1658) e Il giuditio delle stagioni (1663). Nelle sue Poesie (Roma F. Di Falco, 1666) pubblicò altri componimenti per musica (arie, cantate), di carattere sacro e spirituale, tra cui gli oratori Il discoprimento di Giuseppe e Il martirio di s. Caterina vergine.

Numerosi suoi testi manoscritti si conservano nella Biblioteca Statale di Lucca.

Il fratello, Francesco Beverini, si distinse come autore di libretti di opere rappresentate nei teatri di Venezia, Roma e Palermo: L'amante inimica (1668); Il Demofoonte (1669); La Flavia imperatrice (1669); Dario in Babilonia (1671).

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