Benedetto da Maiano

architetto e scultore italiano
Ritratto ne Le Vite
Madonna dell'Olivo (1480 circa), Cattedrale di Prato
Benedetto da Maiano (bottega) Madonna col Bambino e San Giovannino

Benedetto da Maiano (Maiano, 1442Firenze, 27 maggio 1497) è stato un architetto e scultore italiano.

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BiografiaModifica

La sua formazione artistica si compì all'interno della sua famiglia, grazie alla guida del padre intagliatore Leonardo d'Antonio ed al contatto con i due fratelli Giuliano da Maiano e Giovanni.[1]

Iniziò l'attività artistica come scultore, soprattutto di legno intagliato, e con questa tecnica divenne presto famoso, tanto da decorare i soffiti di Palazzo Vecchio a Firenze. Nella scultura su pietra, le sue prime opere risentono dell'influsso di Bernardo Rossellino e dei modelli classici, come evidenziato dall'arca di San Savino presente nel duomo di Faenza.

Fra le testimonianze più famose della sua arte l'altare di Santa Fina nella collegiata di San Gimignano, e il pulpito di Santa Croce a Firenze. Quest'ultimo è a base pentagonale, addossato a un pilastro e con quattro lastre scolpite che narrano la vita di san Francesco, scandite da colonnine sulle quali si trovano dei dadi brunelleschiani e un fregio di ispirazione classica; sulle mensole più in basso si trovano le Virtù, di grande plasticità.

Negli anni settanta del Quattrocento fu uno degli scultori più richiesti a Firenze, grazie al suo stile morbido e armonico, dove convivevano in giusta misura il naturalismo, l'idealizzazione e il virtuosismo tecnico. Ricevette importanti commissioni, soprattutto di busti per l'aristocrazia cittadina, tra cui spiccano il busto di Pietro Mellini (1474) e quello di Filippo Strozzi (1476). La Madonna dolente busto in terracotta policroma dell'ultimo decennio del XV secolo, è conservato al Museo civico Amedeo Lia a La Spezia.

Dal 1485 al 1489 si trasferì a Napoli per realizzare il monumento di Maria d'Aragona nella Cappella Piccolomini e una pregevole Annunciazione nella Cappella Correale in Sant'Anna dei Lombardi.

È una sua opera architettonica anche il porticato della chiesa di Santa Maria delle Grazie ad Arezzo.

Lavorò spesso con il fratello maggiore Giuliano da Maiano.

Fu famoso anche per le sue tarsie, tanto che il Vasari, che pone il momento più importante di quest'arte nella Firenze del Quattrocento, scrive nelle sue Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architetti: "Le migliori cose che in questa spezie già si facessero furono in Firenze nei tempi di Filippo di ser Brunellesco e poi di Benedetto da Maiano"[2].

Opere scelte[3]Modifica

NoteModifica

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol. IV, pag.59
  2. ^ Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, Ed. Milanesi, Firenze, Sansoni, 1906, I, cap. XVII, p. 203.
  3. ^ Raccolte dall'opera di Carl, Benedetto da Maiano. Ein Florentiner Bildhauer an der Schwelle zur Hochrenaissance (Ratisbona 2005).
  4. ^ Bettina Erche: Eine Kanzel für den Bankier Mellini. In: Frankfurter Allgemeine Zeitung, 20 novembro 2006; sito web consoltato il 5 gennaio 2014.

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