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Le bevande nervine sono un gruppo di bevande analcoliche caratterizzate da una specifica attività sul sistema nervoso centrale. Fanno parte di questo gruppo il caffè, il , la cioccolata, la camomilla e gli infusi assimilabili come quelli del guaranà o dell'erba Mate, che sono accomunati dall'avere un effetto stimolante ed energizzante sull'organismo.

Tale effetto è dovuto alla presenza degli alcaloidi naturali caffeina (detta anche teina), teofillina e teobromina; per questa ragione alcuni ritengono di dover aggiungere alle bevande nervine quelle bibite analcoliche che contengono rilevanti quantità di queste xantine, come la cola o i più recenti Energy Drink[1].

La pericolosità dell'abuso di queste bevande è testimoniata dalla presenza di effetti collaterali tra cui insonnia, ansia ed agitazione, e dallo sviluppo di fenomeni di tolleranza con progressiva riduzione della risposta dell'organismo alla somministrazione, e di dipendenza con emicrania, incapacità di concentrazione e depressione alla cessazione.

Secondo la classificazione ad uso degli esercenti, alle bevande nervine andrebbero aggiunti altri infusi ad effetto differente sul sistema nervoso centrale, come la camomilla[2]. La pericolosità di questi infusi è differente caso per caso, data la grande variabilità dei princìpi attivi contenuti.

NoteModifica

  1. ^ Paolo Cabras, Aldo Martelli, Chimica degli alimenti: nutrienti, alimenti di origine vegetale, alimenti di origine animale, integratori alimentari, bevande, sostanze indesiderabili, Piccin, 2004, ISBN 88-299-1696-X.
  2. ^ Istituto Nazionale della Distribuzione, Il commercio dei prodotti alimentari. Guida per la preparazione alla 2 parte dell'esame di idoneità per l'iscrizione al registro esercenti, Franco Angeli, 1992, ISBN 88-204-6477-2.

Voci correlateModifica

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