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Brandon Teena

transgender statunitense assassinato

Brandon Teena (Lincoln, 12 dicembre 1972Humboldt, 31 dicembre 1993) è stato un ragazzo transgender statunitense.

La sua storia ha ispirato il documentario, The Brandon Teena Story, del 1998, ed il film Boys Don't Cry (1999), per il quale Hilary Swank ha ricevuto nel 2000, il Premio Oscar per la miglior attrice.

BiografiaModifica

Nacque a Lincoln (Nebraska) con il nome di Teena Renae Brandon nel 1972 . Suo padre Patrick muore nello stesso anno per cui Teena verrà cresciuto, prima dalla nonna, e, all'età di tre anni, dalla madre JoAnn insieme alla sorella Tammy. Teena visse in un ambiente profondamente degradato in quanto, sia Tammy che Teena per anni vennero violentate da un loro zio. La giovane Teena non fatica a stringere amicizie, sua madre però non accetta che sia transgender, e per tale motivo continua a riferirsi a lui come "mia figlia", nonostante lui si vesta da uomo e si faccia chiamare Brandon Teena.

Nel 1993, dopo alcuni problemi con la legge, Teena si trasferisce a Falls City, nella contea di Richardson, dove stringe amicizia con alcuni abitanti del luogo in cui si identifica pubblicamente come uomo. Infine va ad abitare a casa di Lisa Lambert, dove conoscerà Devine, amico di vecchia data di Lana Tisdel, oltre a due ex galeotti, John Lotter e "Tom" Nissen e stringendo amicizia anche con loro. Nissen è sposato e ha due figli, mentre Lana Tisdel e John Lotter sono amici sin dall'infanzia; in passato erano stati fidanzati. Intanto un altro uomo, Filippo, diventa amico di Teena.

Il 15 dicembre 1993 Brandon venne arrestato per contraffazione. Lana Tisdel paga la sua cauzione, e, andata in carcere, con sorpresa vede che è stato assegnato al reparto femminile. Scopre così che Brandon Teena è in realtà Teena Brandon, biologicamente e anatomicamente, una donna. Dinanzi a una richiesta di spiegazioni, Brandon dice che intende sottoporsi ad un intervento per cambiare sesso.

Durante la festa di Natale del 1993, Nissen e Lotter afferrano Brandon e lo costringono a togliersi i pantaloni, mostrando a Lana che Teena è anatomicamente una femmina in tutta evidenza. La festa degenera, per cui Lotter e Nissen dopo una colluttazione con Brandon lo costringono a salire su un'auto, dove lo violentano. Infine lo riporteranno di nuovo a casa di Nissen.

Brandon, fuggito dalla casa di Nissen, riuscirà, arrampicandosi dalla finestra a rifugiarsi a casa di Tisdel. Denuncia l'accaduto alla polizia, la quale però non riesce a incastrare e arrestare i due stupratori. Tom Nissen e John Lotter si recano così, il 31 dicembre 1993, a casa di Lisa Lambert in cerca di Brandon e, trovatolo, lo uccidono assieme a Devine e Lisa Lambert.

Nissen in seguito testimonierà contro Lotter, ottenendo così l'ergastolo. Lotter, invece, viene condannato alla pena di morte, anche se attualmente il suo caso è oggetto di revisione.

Impatto culturaleModifica

La vicenda di Brandon ha ispirato il documentario The Brandon Teena Story, diretto da Susan Muska e Gréta Olafsdóttir, e distribuito nel 1998. Nel 1999 è stato realizzato Boys Don't Cry, film diretto da Kimberly Peirce con Hilary Swank nel ruolo di Brandon e con Chloë Sevigny (Lana Tisdel), Peter Sarsgaard (John Lotter) e Brendan Sexton III (Tom Nissen). Per la sua interpretazione Hilary Swank ha ricevuto il Premio Oscar alla miglior attrice nel 2000.

Voci correlateModifica

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