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Falsario

colui che conia monete o banconote senza permesso o che comunque copia materiale che per legge non si può copiare
Stampi del II e del III secolo utilizzati per creare monete false.
Avviso della Repubblica Cisalpina su false monete (columnarios e scudi veneti) circolanti nella repubblica.

Il falsario è colui che conia monete o banconote senza permesso o che comunque copia materiale che per legge non si può copiare.

Si definisce falsario anche chi copia opere d'arte (o realizza delle opere con lo stile di un artista), spacciandole per autentiche.

Specialmente in passato i falsari erano coloro che producevano monete con una quantità di materiale pregiato (oro, argento ecc.) minore di quella prestabilita dalle autorità.

Famosi falsariModifica

Famosi falsari di banconoteModifica

Un falsario idealista di banconote dell'Ottocento fu Paolo Ciulla, che rivive in un'opera letteraria di Dario Fo e Piero Sciotto [1]

CuriositàModifica

Nel 2019 esce il libro Falsari illustri di Harry Bellet che cerca di fare il punto sulla storia del falso attraverso le vicende di alcuni dei falsari più famosi. L’autore ha raccolto alcuni dei casi di Falsari illustri più noti dell’antichità, come il greco Pasistele che truffava collezionisti romani o alcuni esempi giovanili di Michelangelo stesso, fino alle moderne storie di indagine poliziesca che coinvolgono personaggi come l’olandese Han van Meegeren, accusato di aver venduto un autentico Vermeer al gerarca nazista Hermann Göring, poi rivelatosi un falso realizzato da lui stesso, o l’inglese Eric Hebborn, che era in grado di imitare la mano di diversi artisti rinascimentali nel disegno. [2]

NoteModifica

  1. ^ Dario Fo e Piero Sciotto, Ciulla, il grande malfattore, Guanda, 2014
  2. ^ Falsari Illustri di Harry Ballet: alla scoperta dei falsi nella storia dell’arte

BibliografiaModifica

  • Cesare Gamberini di Scarfea, Le imitazioni e le contraffazioni monetarie nel mondo, La Grafica Emiliana, Bologna, 1956

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