Il Cabanon (dal francese, capanno) è una costruzione progettata da Le Corbusier nel 1951 e ubicata a Roccabruna, in Francia.

Cabanon
Cabanon Le Corbusier.jpg
L'involucro esterno del Cabanon
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneProvenza-Alpi-Costa Azzurra
LocalitàRoccabruna
Indirizzopromenade Le-Corbusier
Coordinate43°45′35.7″N 7°27′48″E / 43.759917°N 7.463333°E43.759917; 7.463333
Informazioni generali
CondizioniOttime
Costruzione1951
Stilemoderno
Realizzazione
ArchitettoLe Corbusier

DescrizioneModifica

Di seguito si riporta una citazione dello stesso Le Corbusier, autore del Cabanon, riferita proprio alla genesi del suo gesto progettuale:

«Il 30 dicembre del 1951, sull’angolo di un tavolo di una piccola trattoria della Costa Azzurra ho disegnato come un regalo per il compleanno di mia moglie, un progetto per una capanna che ho costruito l’anno successivo su una roccia battuta dalle onde. Questo progetto è stato realizzato in tre quarti d’ora. È definitivo; nulla è stato modificato; grazie al Modulor (il sistema di proporzioni che univa il metodo geometrico della sezione aurea con le misure e con i movimenti di un uomo alto m. 1,83, che è ora disegnato in una parete di lato del “Cabanon”), la sicurezza del procedimento progettuale è stata totale»

(Le Corbusier[1])
 
Veduta del litorale di Roquebrune-Cap-Martin, con la villa E-1027 e il Cabanon

Le Corbusier, dunque, progetta il Cabanon come regalo di compleanno per la moglie Yvonne e decide di collocarlo a Roquebrune-Cap-Martin, in Costa Azzurra, dove già abitava all'interno della casa E 1027, realizzata da Eileen Gray e Jean Badovici nel 1927: la peculiarità di tale proposta progettuale era costituita dalle sue dimensioni ridottissime. Trattasi invero di un capanno - traduzione dal francese del termine stesso «Cabanon» - dalle dimensioni in pianta di 3,66x3,66 m e dall'altezza di 2,26 m: queste dimensioni, studiate con estrema precisione secondo i dettami aurei e antropocentrici del Modulor, sono frutto anche della consapevolezza che a un «uomo nudo» in vacanza «non serve molto più di un letto, servizi, un tetto e la vista del sole che risplende sul mare».[2]

Il Cabanon, in effetti, si costituisce come un minimum architettonico irriducibile, insemplificabile, indepauperabile, grande appena quattordici metri quadrati (come la cabina di un treno), dove ogni elemento è ridotto al massimo dell'essenzialità. Per ottenere una simile elementarità nell'organizzazione spaziale di questa machine à habiter ciascun arredo spesso svolge una duplice funzione: il letto occulta i cassetti dell'armadio, il supporto del lavandino funge da elemento di separazione, uno sgabello è anche scala per il ripostiglio superiore, e così via. Una simile semplificazione coinvolge anche la distribuzione di questo microspazio, il quale si contrae in un corridoio d'entrata, un servizio e un vuoto unico centrale, suo fulcro distributivo, intorno al quale si dispongono in maniera centripeta le diverse zone funzionali (soggiorno, area pasti, servizi igienici ...) di quest'«umile baracca». Persino gli infissi sono minimalizzati, con la presenza di sole due finestre, rivolte verso un'emergenza rocciosa e verso i litorali monacensi, e di due fessurazioni funzionali per un'aerazione ottimale degli interni. Il soffitto è infine realizzato con pannelli di quercia bianchi, rossi, verdi, gialli e blu.[3]

Malgrado la manifesta semplicità, dunque, gli interni del Cabanon sono studiati con rigorosa diligenza, e rimandano nel loro complesso a un ideale di calore, accoglienza, introversione ed essenzialità. Interessante è anche l'involucro esterno, composto da doghe di scorza di pino, il quale per la sua rustica selvaticità sarebbe quasi assimilabile a uno chalet montano, se non fosse armoniosamente connaturato nella rigogliosa vegetazione mediterranea circostante.

NoteModifica

  1. ^ IL ‘CABANON’ 15 METRI QUADRI DI PROPORZIONI PERFETTE A PICCO SUL MARE, su blog.mad051.it, 16 febbraio 2015.
  2. ^ Luca Montuori, Existenz Minimum? Existenz Maximum!, su promolegno.com, 2018. URL consultato il 3 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2018).
  3. ^ Barbara Casavecchia, Il Cabanon di Le Corbusier Una casa d'amore per Yvonne, su ricerca.repubblica.it, La Repubblica, 18 aprile 2006.

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