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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la frazione di Camerino in provincia di Macerata, vedi Canepina (Camerino).
Canepina
comune
Canepina – Stemma Canepina – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaStemma ufficiale provincia di viterbo.png Viterbo
Amministrazione
SindacoAldo Maria Moneta (Democratici per Canepina) dal 27/05/2019
Territorio
Coordinate42°22′59″N 12°13′58″E / 42.383056°N 12.232778°E42.383056; 12.232778 (Canepina)Coordinate: 42°22′59″N 12°13′58″E / 42.383056°N 12.232778°E42.383056; 12.232778 (Canepina)
Altitudine501 m s.l.m.
Superficie20,85 km²
Abitanti3 019[1] (01-01-2019)
Densità144,8 ab./km²
Comuni confinantiCaprarola, Soriano nel Cimino, Vallerano, Viterbo
Altre informazioni
Cod. postale01030
Prefisso0761
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT056011
Cod. catastaleB597
TargaVT
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 309 GG[2]
Nome abitanticanepinesi
Patronosanta Corona
Giorno festivo14 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Canepina
Canepina
Canepina – Mappa
Posizione del comune di Canepina nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Canepina è un comune italiano di 3 019 abitanti della provincia di Viterbo nel Lazio. Dista dal capoluogo circa 13 km.

Il nome Canepina deriva dalla parola canapa: non a caso, ancora nel XVII secolo, il paese era soltanto una vasta piantagione di canapa. Da qui nacque il nome Canapina poi divenuto nel secolo successivo Canepina[3].

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Canepina si trova sul lato meridionale del Monte Cimino, la vetta più alta dei Cimini.

Il territorio è caratterizzato da un andamento collinare-montuoso. Il suolo è prevalentemente ricoperto da coltivazioni di castagno da frutto, anche se non mancano le coltivazioni di nocciole e di olivi. Altra caratteristica del territorio è la presenza di molti corsi d'acqua, tra cui si ricorda il fosso Ripa, che attraversa tutto il paese passando sotto le strade comunali.

Gran parte delle vie della città è pavimentata con lastre di rocce basaltiche.

ClimaModifica

StoriaModifica

Intorno alla metà dell'XI secolo, la potente famiglia dei Prefetti di Vico, fa costruire nella zona un castello su un'altura, un dirupo allora inaccessibile, per vigilare, specialmente con la sua torre d'oriente, sulla piana del Tevere, da dove si temevano attacchi offensivi. Intorno, isolati, vivevano accampati ai margini della intricata Selva Cimina, pastori e contadini. Nel 1154 il castello viene acquistato, da Adriano IV divenendo così patrimonio di S. Pietro. Il terreno ricco di acque, che scorrevano in ruscelli e si diramavano anche in una moltitudine di rivoli, favoriva la coltivazione della canapa. Dal 1174 Canepina e il suo castello passarono sotto il dominio di Viterbo, che li donó nel 1332 alla Santa Sede. Nel 1544 il castello entró a far parte del nuovo stato, che Paolo III aveva creato sette anni prima e vi rimase fino al 1649. Il 5 giugno 1944 Canepina subì un bombardamento aereo dalle forze alleate intente a bloccare i tedeschi in ritirata, ma gli americani sbagliarono bersaglio e colpirono il centro abitato invece che un ponte; morirono 115 persone.

CuriositàModifica

Vecchi racconti tramandati e qualche testimonianza di scrittori come Luigi Pirandello abitante del confinante paese Soriano nel Cimino, attestano il passaggio di Dante Alighieri sul territorio di Canepina, più precisamente in località Selva Luce, dove la leggenda vuole che si sia ispirato per la scrittura del Canto Primo della Divina Commedia e soprattutto per la descrizione della "Selva Oscura", luogo che somiglia molto a questa parte all'estremità del paese di Canepina.

OnorificenzeModifica

  Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Piccolo centro superiore a tremila abitanti, nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, subiva un violento bombardamento che causava la morte di centoquindici concittadini, in maggioranza donne e bambini, numerosi feriti e la distruzione di gran parte del patrimonio abitativo. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— 5 giugno 1944 - Canepina (VT)[4]

Aree archeologicheModifica

Nella valle del Rio Francina, nei pressi del fiume Arcella, è presente un antico Santuario delle Acque, risalente al I-II sec. d.C., costituito da tre grossi massi di roccia vulcanica, dedicato alla Bona Dea.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 

Lingue e dialettiModifica

Il dialetto parlato nel territorio del comune è il canepinese, dialetto piuttosto particolare, dal quale è nato nel 2014 il Vocabolario del dialetto canepinese.

CulturaModifica

Prodotti tipiciModifica

Castagne, nocciole, olive

CucinaModifica

Le specialità culinarie tipiche della zona sono i "maccheroni canepinesi" e i ceciliani. Negli anni '90 invalse l'usanza di denominare i maccheroni come "fieno", ma tale appellativo è da ritenersi moderno e contaminante la denominazione originaria.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture militariModifica

Architetture religioseModifica

  • Chiesa collegiata di Santa Maria Assunta: chiesa principale del paese, costruita nel medioevo ma rimaneggiata nel XV-XVI secolo;
  • Chiesa di San Michele Arcangelo: adiacente al museo;
  • Chiesa di Santa Corona: chiesa dedicata alla patrona del paese; attesta dal 1200[6]
  • Chiesa della Madonna delle Grazie: piccola chiesetta risalente al periodo rinascimentale addossata a uno scosceso pendio;
  • Chiesa di San Giuseppe;
  • Museo delle tradizioni popolari: situato nei locali dell’ex convento dei Carmelitani ospita numerosi oggetti dell’antica tradizione;
  • Palazzo Farnese: eretto nel XVI secolo e attualmente sede degli uffici comunali, in piazza Garibaldi.

FestivitàModifica

  • 17 gennaio: festa di Sant'Antonio Abate;
  • 14 maggio: festa di Santa Corona, patrona del paese;
  • sagra del maccarone canepinese in estate;
  • ultime tre domeniche del mese di ottobre: le giornate della Castagna.
 
Giornate della castagna

EconomiaModifica

ArtigianatoModifica

Tra le attività economiche più tradizionali vi sono quelle artigianali, come l'arte del legno, finalizzata al settore dell'arredamento, e in particolar modo alla produzione di sedie con caratteristiche campagnole.[7]

Infrastrutture e trasportiModifica

FerrovieModifica

Canepina ha una stazione ferroviaria propria (Vallerano-Canepina) sulla ferrovia in concessione Roma-Civita Castellana-Viterbo. La stazione si trova ai piedi del paese di Vallerano, quindi a una distanza dal centro abitato di 3 chilometri in linea d'aria. Inoltre il paese è collegato alle zone limitrofe con bus regionali.

StradeModifica

Canepina è collegata tramite la strada provinciale 25 Canepinese, a Vallerano e Vignanello e attraverso la strada provinciale 1 "Cimina" a Viterbo.

AmministrazioneModifica

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Canepina passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

GemellaggiModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

Canepina fa parte della Comunità Montana Cimini.

SportModifica

CalcioModifica

La squadra di calcio del paese è l'A.S.D. Canepinese che milita nel girone A di Prima Categoria laziale.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Le prove della storia del toponimo sono anche ravvisabili nelle mappe affrescate sia a Viterbo nel Palazzo dei Priori sia nel Palazzo Farnese a Caprarola.
  4. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=165162
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ "Costruita sul monte più vicino al paese, esisteva già alla fine del 1200, quando Onorio IV la concesse al Monastero di S. Silvestro in Capite di Roma, con alcuni territori confinanti" in Pagina sul sito della Proloco
  7. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 20.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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