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DescrizioneModifica

Questi animali erano simili a lucertole dal corpo piuttosto tozzo, e le loro dimensioni variavano da pochi decimetri a oltre due metri di lunghezza. Il cranio dei captorinidi era più robusto di quello dei loro stretti parenti, e contemporanei, protorotirididi. I denti erano adatti a triturare foglie e piante, ed erano solitamente meno appuntiti e più smussati e robusti di quelli dei protorotirididi. Lo scheletro postcranico era molto simili a quello degli "anfibi" rettiliomorfi, come i seymouriamorfi e i diadectomorfi. I captorinidi erano dotati di larghi crani robusti, generalmente di forma triangolare se visti dall'alto. Le premascelle erano caratteristiche, a causa di una curiosa conformazione all'ingiù. Le forme più antiche e arcaiche possedevano una singola fila di denti, mentre le forme successive e più derivate, come il grande Moradisaurus (lungo anche due metri), erano dotati di molteplici file di denti.

ClassificazioneModifica

TassonomiaModifica

La tassonomia seguente è basata sugli studi di Reisz e colleghi (2011) e di Sumida e colleghi (2010):

FilogenesiModifica

Il cladogramma seguente è tratto dallo studio di Sumida e colleghi (2010):

 Captorhinidae 
 

Thuringothyris


 
 

Concordia


 
 

Romeria


 
 

Protocaptorhinus


 
 

Reiszorhinus


 
 

Rhiodenticulatus


 
 

Saurorictus


 
 

Captorhinus


 
 

Labidosaurus


 

Labidosaurikos











Il seguente cladogramma è invece tratto dall'analisi di Reisz e colleghi (2011):

 
 

Paleothyris


 Captorhinidae 
 

Thuringothyris


 
 

Concordia


 
 

Rhiodenticulatus


 
 

Romeria


 
 

Protocaptorhinus


 
 

Saurorictus


 
 Captorhinus 
 

C. laticeps


 
 

C. aguti


 

C. magnus




 
 

Captorhinikos


 
 

Labidosaurus


 Moradisaurinae 
 

Labidosaurikos


 
 

Moradisaurus


 
 

Rothianiscus


 

Gansurhinus















NoteModifica

  1. ^ Captorhinidae, in Fossilworks. URL consultato il 24 aprile 2014.

BibliografiaModifica

  • Goodrich, E.S. (1916). "On the classification of the Reptilia". Proceedings of the Royal Society of London 89B: 261–276. doi:10.1098/rspb.1916.0012.
  • Nor-Eddine Jalil and Jean-Michel Dutuit (1996). "Permian captorhinid reptiles from the Argana formation, Morocco". Palaeontology 39 (4): 907–918.
  • W. J. May and Richard L. Cifelli (1998). "Baeotherates fortsillensis, A New Captorhinid Reptile from the Fort Sill Fissures, Lower Permian of Oklahoma". Oklahoma Geology Notes 58: 128–137.
  • Muller, J. and Reisz, R.R. (2006). "The phylogeny of early eureptiles: Comparing parsimony and Bayesian approaches in the investigation of a basal fossil clade." Systematic Biology, 55(3):503-511. doi:10.1080/10635150600755396
  • Sumida, S.S.; Dodick, J,. Metcalf, A,. and Albright, G. (2010). "Reiszorhinus olsoni, a new single-tooth-rowed captorhinid reptile of the Lower Permian of Texas". Journal of Vertebrate Paleontology 30 (3): 704–714.
  • Robert R. Reisz, Jun Liu, Jin-Ling Li and Johannes Müller (2011). "A new captorhinid reptile, Gansurhinus qingtoushanensis, gen. et sp. nov., from the Permian of China". Naturwissenschaften 98 (5): 435–441. doi:10.1007/s00114-011-0793-0. PMID 21484260.

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