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Carica eroica

film del 1952 diretto da Francesco De Robertis

TramaModifica

Unione Sovietica. Durante la seconda guerra mondiale il terzo Savoia Cavalleria giunge in un villaggio che sembra deserto, ma una pattuglia in ricognizione è accolta da una scarica di mitraglia. Dopo un'iniziale opposizione i militari italiani instaurano un buon rapporto con la popolazione locale.

All'improvviso giunge l'ordine di partenza verso le linee avanzate, minacciate dal nemico. I tedeschi non credono che l'intervento della cavalleria italiana possa essere efficace, ma i cavalleggeri smentiscono i timori dei loro alleati, dando luogo all'ultima carica a cavallo della storia militare italiana, passata alla storia come carica di Isbuscenskij.

ProduzioneModifica

La produzione è realizzata per la prima volta dalla Lux Film. De Robertis si affida ancora per la fotografia a Carlo Bellero, che firma, in tutto, otto suoi film. Operatore alla macchina Dino Reni (Bernardo Procacci).

Nel film fa la comparsa Domenico Modugno, il quale interpreta il ruolo di un soldato siciliano che addormenta un bambino: si accompagna con la chitarra e canta in dialetto una canzone popolare del suo paese (San Pietro Vernotico), Ninna nanna, meglio conosciuta come Ulìe ci tene ulìe. Franco Migliacci fa la comparsa o partecipa a piccole parti in molte pellicole: la prima è proprio Carica eroica. Nel cast appare la finlandese Tania Weber, attrice e reginetta di concorsi di bellezza. L'attore Nino Milano appare per la terza volta in un film di De Robertis.

Il film è uscito anche in versione DVD: Medusa Home Entertainment - Mondo Home Entertainment. In locandina un militare a cavallo, su sfondo arancione.

CuriositàModifica

Il carro armato "tedesco" che rimane impantanato, in realtà è il carro leggero M24 Chaffee, all'epoca in dotazione all' E.I.

CriticaModifica

Nel dopoguerra alcune sue produzioni spettacolari anticipano il "neorealismo": in particolare il film Carica eroica, sulla Campagna italiana di Russia.[1]
Il regista Francesco De Robertis segue i moduli del cinema spettacolare americano, ma utilizza volti anonimi e attori non professionisti per conferire maggiore verosimiglianza e un tono documentario alle vicende narrate. Francesco De Robertis “Merita un posto d'onore tra i predecessori del cinema neorealistico per la sobrietà del suo approccio semidocumentaristico, la rinuncia alla retorica militare, l'uso espressivo del montaggio, cui probabilmente non fu estranea la lezione del cinema sovietico muto e del documentarismo britannico degli anni '30.”[2]

Premi e riconoscimentiModifica

La pellicola ha ottenuto di recente un ambito riconoscimento, in quanto è stata proiettata tra i quattro film che hanno aperto la rassegna di film bellici, curata da Maurizio Cabona, per le celebrazioni per la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate il 5 novembre 2008 al cinema Trevi di Roma. Ignazio La Russa ha inaugurato la rassegna, realizzata in collaborazione con Ministero della difesa ed il Centro sperimentale di cinematografia (Cineteca Nazionale).

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica