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Case Gazzoli
frazione
Case Gazzoli – Veduta
Uno scorcio della frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
ComunePianello Val Tidone-Stemma.png Pianello Val Tidone
Territorio
Coordinate44°55′25.61″N 9°24′38.95″E / 44.92378°N 9.41082°E44.92378; 9.41082 (Case Gazzoli)Coordinate: 44°55′25.61″N 9°24′38.95″E / 44.92378°N 9.41082°E44.92378; 9.41082 (Case Gazzoli)
Abitanti27
Altre informazioni
Cod. postale29010
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
PatronoMadonna Addolorata
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Case Gazzoli
Case Gazzoli

Case Gazzoli è una frazione del comune italiano di Pianello Val Tidone in provincia di Piacenza. La frazione si trova in val Chiarone, in zona collinare, a circa 3 Km dal capoluogo del comune di appartenenza, sulla riva sinistra del torrente Chiarone, affluente del torrente Tidone.

Il territorio della val Chiarone è prevalentemente agricolo o lasciato a bosco ed è divenuto meta di turismo da parte di cittadini provenienti soprattutto dalle vicine provincie di Pavia e Milano.

Case Gazzoli mantiene vocazione prettamente agricola ed è costituita da un gruppo di case e da un complesso, anticamente denominato Case degli Orsi di Gazzoli[1], separati tra loro dal Rio Gazzoli, piccolo torrente affluente del Chiarone.

Il toponimo Gazzoli (come Gazzo, Gazzolo, Gaccio, ecc.) viene fatto derivare dal longobardo gahagi, latinizzato in Gagium o Gazium, che significa terreno o bosco recintato e riservato[2].

Le abitazioni tradizionali del luogo avevano struttura in muratura di pietra calcarea intonacata e solai con travi lignee e pianelle di cotto. Alcuni edifici hanno subito severe modifiche nel corso degli anni, ma è tuttora riconoscibile l'antica struttura del borgo.

L'abitato non risulta legato ad eventi storici di rilievo[3], ma le sue origine sono certamente precedenti al XVIII secolo, come attestano alcune mappe del feudo del conte Giramonte dal Verme[4].

Indice

StoriaModifica

Il complesso è situato lungo la riva sinistra del torrente Chiarone. Non è presente una datazione certa, ma alcune sue caratteristiche (corte chiusa, torre, cinta muraria) fanno pensare ad un centro fortificato, originariamente di architettura non spontanea.

I principali documenti che permettono di ottenere alcune informazioni storiche sono le visite pastorali relative all'Oratorio[5], le mappe già citate e il catasto napoleonico[6].

Il nome "Case delli Orsi di Gazzuoli", presente nelle mappe settecentesche[4], deriva dal nome della famiglia che vi abitava. Il cognome Orsi era già presente negli Estimi Rurali Farnesiani[7] relativi ai comuni di Pianello Val Tidone, Fravica e Gabbiano (antichi comuni confinanti, Case Gazzoli era situata nel comune di Gabbiano, al confine quello di Pianello).

 
Il complesso di Case degli Orsi con l'oratorio

Un documento del 1647[8] riporta che Ranuccio II Farnese aveva concesso la carica di "Assistente Sergente maggiore dele mlizie da piedi della Valtidone" a un certo Girolamo Orsi, in seguito ai suoi servigi resi durante una battaglia a Sabbioneta. Non si è però certi del legame tra gli Orsi di Case Gazzoli e Girolamo Orsi. La planimetria del catasto napoleonico mostra una corte interna chiusa[9], attualmente aperta su un lato.

Verso la metà dell'Ottocento la proprietà degli Orsi venne dapprima divisa tra gli eredi e poi venduta[10]. In questo modo i possedimenti originariamente appartenuti agli Orsi (case, terre, ecc.) furono divisi tra le famiglie Gatti e Schiappacassi. Tuttavia con il matrimonio tra gli eredi la proprietà venne riunita.

Nel 1921 il proprietario Francesco Gatti vendette la proprietà a Ernesto Capelli. Testimonianze tramandate oralmente riportano che Francesco Gatti avrebbe venduto i possedimenti a Case Gazzoli in seguito ai misteriosi suicidi di due sue serve. Dopo diverse vicissitudini, vendite, divisioni tra gli eredi, il complesso edificato di case degli Orsi è divenuto proprietà della famiglia di una nipote di Ernesto Capelli.

Negli anni il complesso ha subito numerose trasformazioni e "rimodernamenti", tra cui l'abbassamento della torre colombara, che originariamente aveva una copertura a quattro spioventi, oggi sostituita da un tetto a due spioventi.

L'architettura è quella tipica delle costruzioni tradizionali locali: muratura di pietra calcarea di spessore variabile tra 50 e 70 cm, con inserti di mattoni laterizi, solai originariamente costituiti da travi lignee e pianelle di cotto, oggi in molti casi sostituiti da solai in putrelle. Le coperture hanno travi lignee; le pianelle di cotto su cui poggiavano i coppi sono in molti casi state sostituite con lastre portacoppo di fibrocemento, tavelle o assito di legno.

 
L'oratorio di Case Gazzoli

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

L'Oratorio della Madonna AddolorataModifica

La costruzione dell'oratorio di Case Gazzoli risale alla fine del XVIII secolo. Le prime notizie risalgono infatti al 1794, anno in cui il sacerdote Dionisio Orsi e il fratello Giovanni, proprietario del complesso di Case degli Orsi di Gazzoli, inviarono una supplica al vescovo di Piacenza per sollecitare la realizzazione dell'edificio, mettendo a disposizione venti pertiche di terra come indennizzo[3]. Prima di allora, per andare a messa gli abitanti di Case Gazzoli dovevano recarsi a piedi fino alla chiesa di Gabbiano (anch'essa frazione del comune di Pianello Val Tidone). La visita pastorale del 1821 riporta che l'oratorio risale a ventisette anni prima[11].

Come gli edifici che gli stanno attorno, anche l'oratorio subì trasformazioni nel corso degli anni.

L'oratorio è ad aula unica e d è coperto da volta a botte. La struttura è in muratura di pietra intonacata. La facciata principale presenta le tracce di un dipinto murale raffigurante la Madonna, forse realizzato nel 1921, anno in cui l'oratorio fu dedicato alla Madonna Addolorata.

Le vicende dell'oratorio sono sempre state legate a quelle del complesso di Case degli Orsi. Quando Ernesto Capelli acquistò la proprietà, l'oratorio verteva in stato di severo degrado, ridotto a deposito[11]. Ernesto Capelli, devoto alla Madonna, fece ristrutturare l'edificio, facendolo dedicare alla Madonna Addolorata e istituendo la festa dell'oratorio nel giorno dedicato alla sua ricorrenza, il 15 settembre.

Non si conosce la dedicazione originaria dell'oratorio, forse la stessa della parrocchia di afferimento, ovvero S. Giacomo di Gabbiano. Testimonianze orali tramandano che nel 1921, all'acquisto delle case appartenute prima agli Orsi e poi ai Gatti-Schiappacassi da parte di Ernesto Capelli, nell'oratorio era ancora presente una statua di legno di un santo maschile non identificato, molto rovinata e ritenuta sgradevole. La statua fu distrutta e al suo posto, sull'altare, vi è una statua della Madonna Addolorata acquistata da Ernesto Capelli, la maggior parte degli arredi originari è stata persa.

L'altare era costituito da una lastra di pietra sorretta da due appoggi a voluta, tuttavia, dopo la riforma del rito della messa in seguiro al concilio Vaticano II, la lastra e i suoi appoggi furono tolti e sostituiti da un tavolo, per poter permettere al parroco di svolgere la messa frontale.

La festa dell'oratorio di Case Gazzoli si svolge tutti gli anni nel fine settimana successivo al giorno dedicato alla Madonna Addolorata.

NoteModifica

  1. ^ Cinieri Valentina, Un’abitazione a Case Gazzoli (PC), In Id. Patrimonio edificato diffuso. Un approccio sostenibile alla conservazione e alla gestione, CLU, Pavia, 2014, pp. 209-246.
  2. ^ Berruti G, Villaggi, fortezze, boschi in alta Valtrompia e in alta Valcamonica tra il VI e X secolo, s.n., s.l., 2010.
  3. ^ a b Calegari Anita, Case Gazzoli. Storia di una località, non pubblicato, 1995.
  4. ^ a b Archivio di Stato di Parma Ufficio dei confini, busta 271, disegno n. 1026 e Raccolta mappe e disegni, vol. 24 n.21.
  5. ^ Archivio di Stato di Piacenza Visite pastoriali della Diocesi Piacenza-Bobbio, B.03-06.
  6. ^ Archivio di Stato di Piacenza Cessato catasto, sez. A, f.2.
  7. ^ Archivio di Stato di Piacenza.
  8. ^ Archivio di Stato di Parma Patenti, vol. 37 n. 190.
  9. ^ Archivio di Stato di Piacenza Cessato catasto, sez. A, f. 2.
  10. ^ Calegari Anita, Case Gazzoli. Storia di una località, non pubblicato, 1995.
  11. ^ a b Archivio di Stato di Piacenza, Curia vescovile di Piacenza Visite pastorali della Diocesi di Piacenza-Bobbio, B.03-06.