Castello di Bruzolo

Castello di Bruzolo
Castello di Bruzolo visto da sud-est.jpg
Il castello visto da sud-est
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegionePiemonte
CittàBruzolo
Coordinate45°08′24.72″N 7°11′47.4″E / 45.1402°N 7.1965°E45.1402; 7.1965Coordinate: 45°08′24.72″N 7°11′47.4″E / 45.1402°N 7.1965°E45.1402; 7.1965
Informazioni generali
Tipocastello medievale
Inizio costruzioneXIII secolo
Condizione attualenon visitabile, visibili gli esterni
Informazioni militari
NoteAcquisito al Demanio dello Stato, affidato alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino
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Il castello di Bruzolo è fra i più interessanti castelli in Valle di Susa[1]. Fu sede nel 1610 della firma del Trattato di Bruzolo, un'importante alleanza matrimoniale e militare tra Regno di Francia e Ducato di Savoia[2]. Nel suo nucleo più antico risale almeno al feudo dei Bertrandi, istituito da Tommaso I di Savoia nel 1227[3]. Ancora circondato in parte da prati e vigneti, è situato a metà del pendio alluvionale del paese. Nel 2015 l'edificio principale, appartenuto in ultimo alla famiglia Marconcini, è stato acquisito dallo Stato per il suo interesse storico-artistico[4] e affidato alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Torino[5].

Struttura architettonicaModifica

 
La “Porta Granda”, accesso della cinta esterna, che racchiude la “Cort Granda” e il castello centrale

Abitato ancora oggi, se uno sguardo superficiale può essere ingannato dal parziale interramento dovuto alle alluvioni, in realtà la sua struttura è piuttosto ampia. Venne definito nell'800 considerevole per vastità e per una particolare foggia di costruzione[6]. Non essendo costruito su un punto elevato, nel Medioevo adottò appositi accorgimenti difensivi come un vallo una doppia cinta muraria: quella esterna racchiude il cortile dell'antico ricetto. Quella interna, ancora visibile dalla corte, ricomprende la struttura principale (il maniero vero e proprio).

Il castello centraleModifica

Nella parte nord-ovest del ricetto, l'edificio principale si sviluppa a ferro di cavallo intorno a un cortile quadrato di circa 400 m2 detto Cort Nobla, cui si accede tramite la Porta Nobla, portale barocco in marmo di Chianocco o Foresto di Susa (XVIII secolo), che ha forse sostituito un ingresso antico a levante. Le due ali Ovest (che ingloba il mastio) e Nord, constano di tre piani fuori terra, risalenti nei muri perimetrali al medioevo (XIII secolo), con ammezzati lignei[7] a travi e travetti identici a quella della Salle Basse del castello di Issogne (e lì datata al finire del '400)[8]. Delle quattro torri cilindriche angolari del corpo principale, forse un rafforzamento quattrocentesco, ne rimangono due superstiti a ponente; le due a levante vennero abbattute nel '700 e di quella a Nord rimangono tracce evidenti negli intonaci. Testimonianze di primo '900 attestavano l'esistenza di ulteriori spazi ipogei sottostanti i sotterranei (infernotti?), oggi non più visibili essendo stato colmato l'accesso.

La cinta esterna e il ricettoModifica

 
Colombaia sullo spigolo Nord-Est
 
Colombaia vista da est

La medioevale Porta Granda, con caditoia, dà accesso alla piazza del ricetto, la Cort Granda, racchiuso da una cinta fortificata del (XIII-XIV secolo) con torrette angolari sugli spigoli a meridione e una colombaia a Nord-Est. Fino agli anni '60 la porta era sormontata da un campaniletto; la soglia è oggi a un livello più basso del piano stradale esterno a causa di forti depositi alluvionali che hanno innalzato il piano di campagna circostante. La basse-cour, ampia circa 3.000 m2, racchiudeva un vallo intorno al castello centrale, ad ulteriore fortificazione[9]; forse colmato nel 1700, ne permane una parte sull'angolo Sud-Ovest.

La Cappella del CastelloModifica

Una cappella settecentesca (mancano attestazioni medievali) è posta di fronte alla Porta Granda, in un giardino chiuso da antiche mura e circondato dai Toppioni. Dedicata al culto di San Michele Arcangelo, sino al 2013 è stata officiata in occasione della festa patronale il 29 settembre, quando si teneva anche un tradizionale falò.

I caratteristici ToppioniModifica

«Brusolo de' figliuoli di Cesare Grosso, ove una pergola di viti così lunga sopra una colonna di pietra appoggiata si vede, che più di cento brente di vino in ciascun anno rende al suo padrone.»

(Agostino dalla Chiesa, Relazione dello stato presente del Piemonte, 1635)

Nelle vie circostanti sono ancora visibili i resti dei grandi toppioni, pilastri alti circa 4-5 metri di sostegno ai pergolati per coltivare la vite al di sopra della strada, un elemento peculiare e a suo modo monumentale ed identitario del paesaggio agricolo locale. Oltre che intorno alla cappella e allo sbocco di Via Marconcini di fronte alla Porta del Castello, particolarmente suggestivo, una lunga fila di sostegni (alcune centinaia di metri) ancora oggi si conserva nella campagna a Est lungo via del Toppione e uno singolo a Ovest in direzione di Prato Barale, presso l'intersezione tra le attuali vie Marconcini e Susa. Già attestati nel 1610 da una lettera del Duca di Savoia Carlo Emanuele I[10], i toppioni sono quasi identici per forma e uso a quelli di Settimo Vittone[8]. Secondo Luca Patria, potrebbero essere un elemento mutuato dalla campagna intorno a Lione, dove i Grosso possedevano importanti proprietà.

I dintorniModifica

Parti di edifici medievali con pietrame "a spina di pesce" sono visibili nei muri sul lato sud della vicina Via dei Mille. È attestato un insediamento di antica data nella locale zona detta della Maffiodenza.

Attestazioni storicheModifica

 
La “Porta Nobla” del complesso principale del castello di Bruzolo

La presenza di un feudo è attestata nel 1227, anno in cui il conte Tommaso I di Savoia lo concede a Bertrandino dei Bertrandi di Montmélian[11], presumibile iniziatore del primo nucleo castrale, forse intorno a un mastio che alcuni indizi costruttivi lascerebbero ipotizzare più antico.

Diverse famiglie si sono poi succedute nel feudo; ultima e di più lunga durata quella dei Conti Grosso di Bruzolo, i quali trasformarono l'austero fortilizio in maniero residenziale. Nel 1797 l'ultima discendente, Maria Faustina Nicola Dorotea, vendette l'intero complesso per 170.000 lire, con terra per 100 giornate piemontesi di estensione e altre proprietà, a Giuseppe Olivero[12].

Il Trattato e i Grosso di BruzoloModifica

Forse proprio la funzione di residenza nobiliare dei conti Grosso, non lontano dal confine col Delfinato, nel 1610 favorì la scelta di questo maniero per ospitare le trattative del Trattato di Bruzolo, firmato fra gli emissari di Enrico IV di Francia, Claude de Bullion e François de Bonne de Lesdiguières, e il Duca di Savoia Carlo Emanuele I. Secondo le più recenti analisi storiche svolte da Luca Patria su fondi archivistici conservati da famiglie nobiliari torinesi e da archivi francesi, i Grosso, che avevano interessi economici tra Riva presso Chieri, la Valle di Susa e Lione, ebbero tra la fine del '500 e l'inizio del '600 un ruolo di canale diplomatico riservato tra la corte francese e quella sabauda, culminato con la firma del Trattato nella loro dimora valsusina[13]. Il 29 settembre 2018 in occasione della festa patronale del Castello, il Comune, il Centro Ricerche Cultura Alpina e Segusium hanno organizzato un convegno dal titolo "Migranti di lusso. I Grosso di Riva di Chieri tra Lyon e Bruzolo" nel quale Luca Patria ha illustrato le ricerche in corso sulla famiglia, mettendone in luce il ruolo di primo piano tra '500 e '600 nella finanza a cavallo tra Alpi occidentali e area alpino-rodaniana[14].

Patrimonio del feudoModifica

Del patrimonio del feudo insieme al castello facevano anche parte terre, boschi, pascoli, mulini e la Fucina di Bruzolo, risalente al XIII secolo e ancora conservata, oggi di proprietà comunale.

Acquisto e restauri da parte dello StatoModifica

AcquistoModifica

«L'insieme del castello è così interessante ed importante per l'arte e per la storia, da far desiderare vivamente che il Governo provveda in qualche modo per la sua conservazione ed il suo restauro, oltre all'averlo dichiarato edifizio monumentale»

(E. Barraja, Bruzolo in val di Susa e il trattato del 1610 - Torino 1911)

Nel 1911 Edoardo Barraja chiudeva con questo auspicio il suo testo dedicato a Bruzolo, riferendosi anche all'inserimento del "Castello dei Grossi" nel primo "Elenco degli edifizi monumentali in Italia" pubblicato nel 1902 dal Ministero della Pubblica Istruzione, allora competente in materia[15].

In seguito alla scomparsa di Raffaella Marconcini, a gennaio 2015 il monumento è stato oggetto di rinuncia motivata di eredità da parte del FAI - Fondo Ambiente Italiano, il quale ha tuttavia dato disponibilità alla collaborazione con gli enti pubblici per una sua successiva valorizzazione.

Nell'autunno 2015 il maniero è stato acquisito al patrimonio dello Stato esercitando il diritto di prelazione[16] per il suo interesse storico-artistico; infatti, dal Medioevo fu residenza di famiglie nobiliari con relazioni in Savoia (i Bertrandi di Bruzolo vescovi della Tarantasia, i Rivoire signori di feudi oltralpe, i Grosso attivi nei commerci nell'area del Rodano), poi luogo della firma del Trattato che prefigurava già nel 1610 la nuova strategia diplomatica di Casa Savoia (consolidamento nella penisola italiana e alleanza con la Francia), infine fu residenza del senatore Federico Marconcini, docente all'Università Cattolica dagli esordi, fra i fondatori del Partito Popolare e nel novero dei primi esponenti nel Consiglio d'Europa. Il 25 novembre 2017 il Ministero dei Beni Culturali tracciando un bilancio delle 151 opere acquisite a livello nazionale dallo Stato nel 2016-2017 comunica l'acquisto in via di prelazione proposto dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Torino per l'anno 2016 di tre quadri già appartenenti agli arredi del Castello. Si tratta de L'annunciazione attribuita a Guglielmo Caccia, il San Michele Arcangelo un tempo nella Cappella del Castello, attribuito a Stefano Maria Legnani e il Vittorio Amedeo I di Savoia di pittore piemontese ignoto. Significativo che per le opere acquisite venga identificata la futura collocazione museale, indicando per i tre quadri in oggetto BRUZOLO (TO)- Castello di Bruzolo[17].

RestauriModifica

Il 4 agosto 2016 l'edificio principale è stato inserito (insieme alla Basilica di Superga) tra i 75 beni italiani destinatari di fondi ministeriali per il restauro dal decreto "Cantieri della cultura" a valere sul quadriennio 2016-2019, per un importo di 2 milioni di euro[18]. Il 6 novembre 2017 è stata conclusa la procedura di gara per la progettazione con la pubblicazione del decreto di aggiudicazione al raggruppamento temporaneo formato da ICIS Srl - Isola Architetti Srl - Onleco Srl - Rinetti Barbara Srl - Arch. Marta Colombo[19]. In data 7 novembre 2017 è stato registrato il Decreto di programmazione del 29 Settembre 2017 che destina al maniero 2,5 milioni di euro di fondi ministeriali per l'annualità 2019, nell'ambito del programma "Grandi Progetti Beni Culturali"[20]. In data 19 febbraio 2018 il D.M. 106 ha previsto tra i diversi interventi il finanziamento di 300.000 euro annui per il 2018 e 2019 per restauro delle coperture e consolidamenti strutturali.[21]. Il 13 settembre 2018 i giornali locali riportano la notizia data dal sindaco del paese dopo recenti incontri con la Soprintendenza di Torino, responsabile del bene, circa l'inizio dei lavori di restauro delle copertura nella primavera 2019, con destinazione d'uso ipotizzata per finalità culturali e ricettività[22]. Un primo intervento finanziato dalla Compagnia di San Paolo ha permesso il restauro degli apparati lapidei della Porta Nobla e del muro di cinta della Cort Nobla.

NoteModifica

  1. ^ Maria Zanone, Peregrinando in Val di Susa, Società editrice internazionale, Torino 1962, pag. 132
  2. ^ Federico Marconcini, Bruzolo e i suoi Trattati, in Numero speciale su Bruzolo e i trattati del 1610, Segusium, anno II - n. 2, Torino dicembre 1965 - pp 176
  3. ^ Lo studio circa le prime attestazioni di una struttura feudale è in Luca Patria: Caseforti e casetorri tra Savoia, Piemonte e Delfinato: considerazioni sul patrimonio fortificato delle Alpi Cozie in AAVV, in Caseforti, torri e motte in Piemonte: (secoli 12.-16.) : omaggio a Lorenzo Bertano nel centenario della morte (1904-2004) : atti del convegno di Cherasco, 25 settembre 2004. - Cuneo: Società per gli studi storici, archeologici ed artistici della provincia di Cuneo, 2005
  4. ^ Francesco Falcone, Il demanio si prende il Castello di Bruzolo: "Sarà ristrutturato", quotidiano La Stampa, 5 novembre 2015, pag. 50
  5. ^ Scheda Art Bonus| Copia archiviata, su artbonus.gov.it. URL consultato il 14 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 novembre 2016). Scheda di intervento nella Banca Dati Art Bonus
  6. ^ Torino antica : Curiosità sull'inquisizione di Torino e racconti di storia patria per cura di due studiosi, pag. 129, Torino 1880
  7. ^ Micaela Viglino Davico Micaela, Andrea Bruno jr, Enrico Lusso, Gian Giorgio Massara, Francesco Novelli, Atlante Castellano. Strutture fortificate della Provincia di Torino, Istituto Italiano dei Castelli Sezione Piemonte Valle d'Aosta, Ed. Celid, Torino 2007
  8. ^ a b Carlo Nigra, Castelli della Valle d'Aosta, Tipo-offset Musumeci, Aosta 1974
  9. ^ Franco Carminati, Il castello di Bruzolo, in Numero speciale su Bruzolo e i trattati del 1610, Segusium, anno II - n. 2, Torino dicembre 1965 - pp 176
  10. ^ AAVV, Bruzolo, storia di un paese e della sua gente, 1493-1993, Tipolito Melli, 1993 Borgone Susa
  11. ^ Luca Patria, Caseforti e casetorri tra Savoia, Piemonte e Delfinato: considerazioni sul patrimonio fortificato delle Alpi Cozie in AAVV, Caseforti, torri e motte in Piemonte: (secoli 12.-16.) : omaggio a Lorenzo Bertano nel centenario della morte (1904-2004) : atti del convegno di Cherasco, 25 settembre 2004. - Cuneo: Società per gli studi storici, archeologici ed artistici della provincia di Cuneo, 2005
  12. ^ Barraja E., Bruzolo in val di Susa e il trattato del 1610 - Torino : Tip. della Gazzetta del Popolo, 1911, pagg. 30 e 38
  13. ^ Si vedano l'articolo "La famiglia Grosso e il Trattato di Bruzolo. La località valsusina al centro delle vicende politiche del '500", pubblicato sul settimanale La Valsusa del 7 settembre 2017 e il testo Ex libris. Migrazioni a caratteri mobili pubblicato nel testo “Le migrazioni dalle valli in età moderna. Dai conflitti alla convivenza” a cura di da R. Genre e P. Pazé
  14. ^ Si vedano gli articoli "La storia della famiglia Grosso in Valsusa" sul giornale online http://www.valsusaoggi.it/la-storia-della-famiglia-grosso-in-valsusa/e l'articolo sul settimanale La Valsusa "I Grosso al di qua e al di là delle Alpi", pubblicato il 4 ottobre 2018
  15. ^ Elenco degli edifizi Monumentali in Italia, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1902. URL consultato il 27 maggio 2016.
  16. ^ "Il castello di Bruzolo, nelle mani dello Stato" da "I luoghi del cuore - news"| http://iluoghidelcuore.it/news/il-castello-di-bruzolo-nelle-mani-dello-stato/234
  17. ^ Comunicato Stampa e elenco delle opere sul sito del Mibact| http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/visualizza_asset.html_1111104754.html
  18. ^ Elenco pubblicato sul sito del Ministero dei Beni Culturali|http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_456850808.html
  19. ^ Pagina del Portale Trasparenza con la procedura de OO.PP. Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria | http://trasparenza.mit.gov.it/archivio11_bandi-di-gara_0_201405_787_1.html
  20. ^ Decreto del Mibact 428 del 29 Settembre 2017 | http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1510229746412_D.M._29_SETTEMBRE_2017_REP._428_REGISTRATO.pdf e Relazione annuale 2017 alle Camere concernente interventi già realizzati e progetti avviati nell'anno precedente, giugno 2018 |http://www.camera.it/temiap/2018/08/02/OCD177-3674.pdf
  21. ^ Decreto del Mibact 106 del 19 Febbraio 2018 |http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/feed/pdf/D.M.%2019%20FEBBRAIO%202018%20REP.%20106-imported-77608.pdf
  22. ^ Valsusa, due milioni per il castello di Bruzolo", La Valsusa on line, 13 settembre 2018|https://www.lavalsusa.it/24850-2/%7C e "Il Castello di Bruzolo tornerà all’antico splendore? Per ora lavori sul tetto. La Sovrintendenza di Torino dovrebbe intervenire per un ripristino totale", L'Agenda News|http://www.lagendanews.com/il-castello-di-bruzolo-tornera-allantico-splendore-per-ora-lavori-sul-tetto/

BibliografiaModifica

  • AAVV, Bruzolo, Storia di un paese e della sua gente, 1493-1993, Tipolito Melli, 1993 Borgone Susa
  • AAVV, Caseforti, torri e motte in Piemonte: (secoli 12.-16.) : omaggio a Lorenzo Bertano nel centenario della morte (1904-2004) : atti del convegno di Cherasco, 25 settembre 2004. - Cuneo: Società per gli studi storici, archeologici ed artistici della provincia di Cuneo, 2005
  • Barraja E., Bruzolo in val di Susa e il trattato del 1610 - Torino : Tip. della Gazzetta del Popolo, 1911, - 95 p., con illustrazioni e disegni
  • Federico Marconcini, Bruzolo e i suoi Trattati, in Numero speciale su Bruzolo e i trattati del 1610, Segusium, anno II - n. 2, Torino dicembre 1965 - pp 176
  • Franco Carminati, Il castello di Bruzolo, in Numero speciale su Bruzolo e i trattati del 1610, Segusium, anno II - n. 2, Torino dicembre 1965 - pp 176
  • Carlo Nigra, Castelli della Valle d'Aosta, Tipo-offset Musumeci, Aosta 1974
  • Luca Patria, Caseforti e casetorri tra Savoia, Piemonte e Delfinato: considerazioni sul patrimonio fortificato delle Alpi Cozie in AAVV, Caseforti, torri e motte in Piemonte: (secoli 12.-16.) : omaggio a Lorenzo Bertano nel centenario della morte (1904-2004) : atti del convegno di Cherasco, 25 settembre 2004. - Cuneo: Società per gli studi storici, archeologici ed artistici della provincia di Cuneo, 2005
  • Luca Patria, Ex libris, migrazioni a caratteri mobili, pp 17–66 in Le migrazioni dalle valli in età moderna. Dai conflitti alla convivenza, vol. XI della Collana di Studi Storici Convegni del Laux, a cura di Raimondo Genre e Piercarlo Pazé
  • Luca Patria, La razza dei Grosso: il profilo franco-italiano di un moderno lignaggio valsusino (sec. XVI), pp 43–92 in Segusium, ISSN 2532-5205 (WC · ACNP), vol. 56 Anno LV, 2018
  • Saverio Provana di Collegno in Notizie d'alcune certose del Piemonte, all'interno di Miscellanea di Storia Italiana, terza serie, Tomo VI, numero XXXVII della raccolta, Fratelli Bocca Librai di S.M., Torino 1901.
  • Michele Ruggiero, Storia della Valle di Susa, Alzani editore, Pinerolo 1996
  • Micaela Viglino Davico, Andrea Bruno jr, Enrico Lusso, Gian Giorgio Massara, Francesco Novelli, Atlante Castellano. Strutture fortificate della Provincia di Torino, Istituto Italiano dei Castelli Sezione Piemonte Valle d'Aosta, Ed. Celid, Torino 2007
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di arte religiosa alpina, Valle di Susa, Borgone Susa 2009
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di Cultura e Natura alpina Valle di Susa, Borgone Susa 2010

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica