Charlemagne Palestine

compositore, artista e scultore statunitense
Charlemagne Palestine
Charlemagne Palestine at De Appel 1 feb 2014.JPG
Charlemagne Palestine nel 2014
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
GenereMusica minimalista
Drone music
Sito ufficiale

Charlemagne Palestine, nome d'arte di Martin Charles (Brooklyn, 1945[1]), è un compositore, artista e scultore statunitense.

BiografiaModifica

Frequentò il Mannes College fra il 1967 e il 1971, studiando successivamente musica elettronica con Morton Subotnick a New York e in California.[2][3] Successivamente, nel 1971 studiò la musica dei gamelan a Giava e Bali (Indonesia).[3] Il suo album Four Manifestations on Six Elements del 1974 viene considerato il trentaquattresimo album ambient migliore di sempre secondo Pitchfork.[4]

Il suo stile musicale, che si rifà a quello di La Monte Young, John Cage, alla musica classica indiana, è caratterizzato dalla marcata presenza dei bordoni, (ispirati probabilmente ai suoni delle campane), e da un'insolita tecnica compositiva applicata al pianoforte. Le sue composizioni, occasionalmente accompagnate da esibizioni vocali e gestuali, sono generalmente realizzate senza la presenza di altri musicisti.[2][5]

Discografia parzialeModifica

Album solistiModifica

  • Four Manifestations on Six Elements (1974)
  • Strumming Music (1977)
  • Three Compositions for Machines (1997)
  • Schlingen-Blängen (1999)
  • Schlongo!!!daLUVdrone (2000)
  • Alloy (2000)
  • Continuous Sound Forms (2000)
  • Charlemagne at Sonnabend (2001)
  • Music for Big Ears (2001)
  • In Mid-Air (2003)
  • Old Souls Wearing New Clothes (2003)
  • A Sweet Quasimodo between Black Vampire Butterflies: For Maybeck (2007)
  • The Apocalypse Will Blossom (2008)
  • Voice Studies (2008)
  • From Etudes to Cataclysms (2008)
  • Strumming Music for Piano, Harpsichord and String Ensemble (2010)
  • Relationship Studies (2010)
  • Two Electronic Sonorities (2012)

CollaborazioniModifica

NoteModifica

  1. ^ AllMusic - Charlemagne Palestine, su allmusic.com. URL consultato il 16 maggio 2014.
  2. ^ a b Michael Randel, The Harvard Biographical Dictionary of Music, Harvard University Press, 1996, p. 665.
  3. ^ a b Alberto Basso, Dizionario della musica e dei musicisti - le biografie, V Volume, UTET, 1988, p. 524.
  4. ^ (EN) The 50 Best Ambient Albums of All Time, su pitchfork.com. URL consultato il 24 luglio 2018.
  5. ^ Antonino Antonucci Ferrara, Top Music '77, Arcana Editrice, 1977, p. 186.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN53452464 · ISNI (EN0000 0003 6938 2441 · Europeana agent/base/68743 · ULAN (EN500093507 · LCCN (ENn97867395 · GND (DE129789313 · BNF (FRcb150397148 (data) · CONOR.SI (SL34227043 · WorldCat Identities (ENlccn-n97867395