Charles Krauss

attore teatrale, attore e regista francese

Charles Krauss (Parigi, 1871Roma, 1926) è stato un attore-regista francese del teatro e del cinema muto.

BiografiaModifica

Fratello minore dell'attore-regista Henry Krauss, da giovane frequentò l'Accademia di belle arti, dove si specializzò nell'incisione.

Notato da un impresario belga, costui gli offrì un'apparizione sul palco. Alla fine dell'Ottocento, Krauss debuttò sulle scene al Teatro Alhambra di Bruxelles. In teatro interpretò ruoli importanti in varie rappresentazioni di importanti classici, come l'Amleto di Shakespeare. Successivamente passò nella compagnia di Sarah Bernhardt, dove militò per ben dieci anni, sia nella tournée americana sia a Parigi[1].

Nel 1909 si avvicinò al cinema e venne scritturato dalla Société Française des Films Éclair. Nella casa di produzione parigina, Krauss divenne uno degli attori più attivi, alternando ruoli principali in film come Beethoven, Eugénie Grandet, César Birotteau, La Légende du juif errant e Cavalleria rusticana.

Nel 1913 dopo essere comparso in almeno una cinquantina di pellicole, decise di passare dietro la macchina da presa, dirigendo film come Corso rouge, Chéri-Bibi ou la Drogue maudite, gran parte dei quali ebbe come protagonista l'attrice Maryse Dauvray, che divenne sua moglie.

Chiamato alle armi allo scoppio della prima guerra mondiale e congedato al termine del conflitto, nel 1919, assieme alla moglie incontrò a Parigi il produttore-distributore cinematografico italiano Gustavo Lombardo, che mise entrambi sotto contratto per la sua casa di produzione[2].

Alla Lombardo Film di Napoli, Krauss e la sua consorte furono protagonisti di oltre una decina di pellicole girate tra il 1920 e il 1925 tutti diretti dallo stesso attore francese, il cui genere differiva un po' da quello che interpretarono in patria - che furono prevalente gialli e polizieschi - infatti furono commedie e melodrammi. Il primo film italiano della coppia Krauss-Dauvray fu L'artefice dell'amore, su soggetto di Amleto Palermi, al quale fecero seguito altri titoli di un certo rilievo come Il gatto nero, L'ultimo romanzo di Giorgio Belfiore, Bolla di sapone, Li-Pao, mandarino e La rivoluzione dei pescicani.

Morì improvvisamente a Roma nel 1926 in circostanze oscure.

Filmografia parzialeModifica

AttoreModifica

RegistaModifica

NoteModifica

  1. ^ N. Genovese, S. Gesù, Verga e il cinema, Maimone, 1996, p. 109
  2. ^ É. Le Roy, Camille de Morlhon, homme de cinéma: 1869-1952, L'Harmattan, 1997, p. 152

Collegamenti esterniModifica

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