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Chiara Lubich

fondatrice del Movimento dei focolari

«Che tutti siano uno" (Gv17,21): per queste parole siamo nati, per l'unità, per contribuire a realizzarla nel mondo»

Chiara Lubich

Chiara Lubich, all'anagrafe Silvia (Trento, 22 gennaio 1920Rocca di Papa, 14 marzo 2008), è stata una docente e saggista italiana, fondatrice e prima presidente del Movimento dei focolari, che ha come obiettivo l'unità tra i popoli e la fraternità universale. Di fede cattolica, è considerata una delle figure più rappresentative e feconde del dialogo ecumenico, interreligioso e interculturale[1].

Per il suo costante impegno a gettare ponti di pace e di unità tra persone, generazioni, ceti sociali e popoli coinvolgendo persone di ogni età, cultura e credo, ha avuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio UNESCO per l’Educazione alla Pace (Parigi 1996) e il Premio Diritti umani del Consiglio d’Europa (Strasburgo 1998).

Il nome Chiara Lubich è entrato nella storia della spiritualità dei secoli XX e XXI[2] fra i maestri e mistici[3][4] più ascoltati per la genuina ispirazione evangelica, la dimensione di universalità e l’incidenza culturale e sociale che caratterizzano il suo pensiero e la sua opera. Ha realizzato “un esempio di nuovo umanesimo planetario, profetico e emancipatore”, come riconosciuto dai numerosi dottorati h.c. a lei assegnati da Università di varie parti del mondo[5].

Indice

BiografiaModifica

Le originiModifica

Chiara Lubich viene battezzata col nome di Silvia. Assume quello di Chiara quando entra nel Terz’Ordine Francescano (1942-1949). È la seconda di quattro figli. La madre, Luigia Marinconz è fervente cattolica, il padre Luigi è socialista e convinto antifascista.

Infanzia e adolescenzaModifica

Il padre, già tipografo al quotidiano dei socialisti trentini “Il Popolo” diretto da Cesare Battisti, dopo la soppressione del giornale da parte del regime fascista, apre un’attività di esportazione di vini italiani in Germania, ma a causa della crisi del 1929, è costretto a chiuderla. Avendo rifiutato la tessera del Partito Nazionale Fascista, è costretto a lavori saltuari e viene perseguitato. La famiglia per anni vive di stenti[6]. Per contribuire al bilancio familiare, sin da giovanissima, Silvia dà lezioni private. È educata dalla madre e dalle Suore di Maria Bambina ad una fede cristiana solida. Dal padre, dal fratello Gino e dalla vita di povertà, eredita una spiccata sensibilità sociale. A 15 anni entra nelle file dell’Azione Cattolica all’interno della quale diviene presto dirigente giovanile diocesana[7].

Studi e insegnamentoModifica

Già da bambina emerge in lei la sete della verità, la ricerca di Dio. Frequenta le scuole magistrali e si appassiona alla filosofia. Appena diplomata, sogna di accedere all’Università Cattolica di Milano. Per un punto non vince il concorso per una borsa di studio. Profondamente amareggiata, si rasserena nell’avvertire una certezza interiore: “Sarò Io [Dio] il tuo Maestro”[8]. Appena diplomata si dedica all’insegnamento in scuole elementari delle valli del Trentino (1938-39) e poi a Cognola (Trento) nella scuola dell’orfanotrofio gestito dai padri Cappuccini (1940-1943). Nell'autunno 1943 lascia l’insegnamento e si iscrive all’Università Ca’ Foscari di Venezia, continuando a dare lezioni private, ma interrompe gli studi alla fine dell’anno successivo a causa degli eventi bellici[9].

Tappe fondanti: 1942-1951Modifica

“Una scoperta decisiva”Modifica

In piena guerra, mentre i drammi di milioni di vittime, delle deportazioni in massa e e dell’Olocausto segnano uno scacco per l’umanità, tanto da rimettere in discussione anche la comprensione di sé, del mondo e di Dio stesso[10], affiora in Chiara un’alternativa forte e luminosa: la riscoperta “affascinante e decisiva” di Dio Amore, che sarà la scintilla ispiratrice[11] di quell’opera di pace e di unità che nascerà in seguito. Questa riscoperta avviene nell’autunno del 1942, in un dialogo con il frate cappuccino Casimiro Bonetti. Su sua proposta, Silvia entra nel Terz’Ordine francescano “per rianimarlo e ringiovanirlo”[12]. Attirata dalla scelta radicale di Dio di santa Chiara d’Assisi, prende il suo nome. Questa nuova esperienza spirituale si riverbera nelle conferenze che tiene per le giovani del Terz’Ordine. Tra di loro, una diciottenne, Natalia Dallapiccola, che sarà la prima a seguirla[13].

La lezione della guerraModifica

Il 2 settembre 1943 un primo bombardamento delle forze anglo-americane coglie di sorpresa Trento sino ad allora risparmiata dalla guerra. Nei giorni seguenti, a seguito dell’armistizio tra l’Italia e gli Alleati, il territorio trentino viene occupato dalle forze naziste e annesso al Terzo Reich[14]. Nel frattempo, il fratello Gino entra tra le file partigiane comuniste che combattevano il regime nazi-fascista. Più tardi, nell’estate del ’44, verrà arrestato e torturato[15]. Per Chiara si apre un'altra scelta. L’infrangersi di ogni sicurezza e prospettiva di futuro sono una forte lezione: tutto crolla, tutto le appare “vanità delle vanità”, “solo Dio resta”[16]. Quel Dio riscoperto Amore. Si fa viva in lei la certezza che “è l’Amore la salvezza del XX secolo”[17]. Comunica questa grande novità, con “lettere di fuoco” che scrive a parenti, alle giovani del Terz’Ordine, alle colleghe[18]. Ben presto altre giovani sono attratte da questa “divina avventura”.

La chiamataModifica

Due mesi dopo, a fine novembre 1943, avverte una decisa chiamata interiore a scegliere Dio come unico ideale della sua vita. Dopo pochi giorni, il 7 dicembre, nella cappella del collegio dei Cappuccini, pronuncia il suo sì totale per sempre con il voto di castità. Quell’atto “personale e segreto” sarà l’inizio di una nuova opera: il Movimento dei Focolari[19].

La rivoluzione nata del VangeloModifica

Nei rifugi antiaerei, dove ad ogni allarme si trova con le sue prime compagne, porta solo il Vangelo. Si sentono spinte a metterlo subito in pratica. Quelle parole diventano il loro codice di vita. Vi trovano come rispondere all’Amore di Dio, la Verità tanto cercata e la nuova medicina per ricostruire il tessuto sociale lacerato:

«Mettiamoci a viverlo subito, non a parlarne. Come il sangue porta la medicina in tutto il corpo, così lo Spirito Santo porterà questa nuova medicina in tutto il corpo dell’umanità[20]»

Tra i poveriModifica

La guerra semina distruzione, fame e miseria. Chiara e le sue prime compagne si dedicano ai più poveri di Trento in cui riconoscono la presenza di Gesù (cfMt 25,40). Condividono con loro quel poco che hanno. Grazie al coinvolgimento in questa avventura di un numero crescente di persone, arrivano con insolita abbondanza viveri, vestiario e medicinali. Sperimentano il “date e vi sarà dato”, “chiedete e otterrete”. Fanno esperienza, con stupore, che ciò che il Vangelo promette, puntualmente si attua. L’azione di Chiara diviene sistematica: traccia un programma articolato che mirava a “risolvere il problema sociale di Trento”. Nel ’47 prende forma il piano “fraternità in atto”. Nel febbraio ’48 in un editoriale a firma Silvia Lubich apparso su “L’Amico Serafico”, periodico dei Padri Cappuccini, lancia oltre la piccola cerchia che le gravitava attorno, la comunione dei beni sull’esempio dei primi cristiani. Dopo pochi mesi sono 500 le persone coinvolte in questa comunione spontanea di beni (materiali e spirituali)[21].

La vita per l’unità della famiglia umanaModifica

In quel tempo buio senza prospettive di futuro, si spalanca agli occhi di Chiara un progetto universale:

«In un rifugio antiaereo apriamo a caso il Vangelo alla pagina del Testamento di Gesù: “Che tutti siano uno, Padre, come io e te”. Quelle parole sembrano illuminarsi ad una ad una. Quel “tutti” sarebbe stato il nostro orizzonte. Quel progetto di unità la ragione della nostra vita[22]»

Ma l’unità si poteva realizzare ad una condizione: una circostanza fortuita, era il 24 gennaio 1944, fa scoprire a Chiara che Gesù aveva sofferto il massimo dolore quando in croce aveva gridato: “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?” (Mc 15,34). Da quel momento, la scelta di Dio Amore sarà per Chiara la scelta di “Gesù abbandonato”. Via via si farà strada in lei e in chi condividerà questa scelta, la certezza che proprio in quel momento Gesù aveva cambiato la storia dell’umanità, avendo tramutato ogni forma di dolore in “nuova vita”. Infatti, trova

«in Lui la chiave per ricomporre l’unità, la luce e la forza per non fermarsi nel trauma, nello spacco della divisione, ma per andare sempre al di là e trovarvi rimedio, tutto il rimedio possibile[23]»

È Lui la misura per attuare quel comandamento che scoprono al cuore del Vangelo: “Amatevi l’un l’altro come io ho amato voi” (Gv 15,12). Quel comandamento si rivelerà come il DNA di un nuovo ordine sociale[24]. L’amore vicendevole, vissuto con radicalità, provoca un salto di qualità nella loro vita:

«Sperimentiamo una gioia, una pace nuova, una pienezza di vita, una luce inconfondibile. È Gesù che realizza fra noi quella sua promessa: “Dove due o più sono riuniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20). È Lui che lega noi, membra sparse, in unità col Padre, e in unità fra noi, quell’unità sinora possibile[25]»

Quest’unità che Chiara Lubich e le sue prime compagne andavano sperimentando, la comprendevano come destinata al mondo intero. Già nel 1946 prospettava una fratellanza universale e indicava il “come”:

«Bisogna oltrepassare sempre col pensiero e con l’affetto ogni limite posto dalla natura umana e tendere costantemente, per abitudine presa, alla fratellanza universale in un solo Padre: Dio[26]»

Una nuova corrente spiritualeModifica

Mentre Chiara e le sue prime compagne credevano di vivere semplicemente il Vangelo, “inavvertitamente lo Spirito andava sottolineando quelle Parole che formeranno ‘i principi operanti di una nuova corrente spirituale, la spiritualità dell’unità’ o ‘spiritualità di comunione’”[22], suscitata da un carisma, dono dello Spirito per la nostra epoca, come verrà riconosciuto dalla Chiesa cattolica e da altre Chiese cristiane[27][11]. Man mano questi principi, sono stati da lei espressi e approfonditi nei suoi scritti spirituali e nella continua sua animazione spirituale del Movimento fino a diventare una ricca e solida sintesi di esperienza cristiana, notevole patrimonio di idee e di esperienze di vita, dal timbro spiccatamente comunitario[28][29]. Si rivelerà in sintonia con la svolta impressa, vent’anni dopo, dal Concilio Vaticano II. Avrà incidenza anche a livello sociale, culturale, politico, economico”[30][31].

Una scelta decisivaModifica

Il 13 maggio 1944 la città di Trento è colpita da uno dei bombardamenti più devastanti. Anche la casa di Chiara è sinistrata e inagibile. I suoi familiari sfollano in montagna. Lei fa una scelta sofferta, decisiva per il futuro: resta in città per sostenere il gruppo sempre più numeroso di ragazze animate dalla sua azione e dalla sua parola. Mentre va alla ricerca delle sue giovani compagne, si imbatte in una donna impazzita dal dolore che le grida la morte dei suoi 4 familiari. È per lei la chiamata a posporre il suo dolore per fare suoi i dolori dell’umanità[32].

Primo nucleo: il focolareModifica

Nell’autunno di quell’anno trova un piccolo appartamento in piazza Cappuccini, 2, dove va ad abitare con alcune compagne. Si compone “inavvertitamente” una piccola e originale comunità che si diffonderà con il nome di “focolare”, appellativo assegnato in seguito da quanti avevano sperimentato il “fuoco” dell’amore evangelico che ardeva in quel gruppo di ragazze[33]. Il “focolare” diventa la prima articolazione (anche se non ancora compiuta) del Movimento nascente, e ne costituirà il “cuore”, l’asse portante. Nell’autunno 1948 un giovane operaio, Marco Tecilla, e un commerciante, Livio Fauri, decidono di seguire la “nuova” strada di Chiara dando inizio in un modestissimo locale al primo focolare maschile. E nel 1953, il “focolare” acquisterà la sua forma “definitiva” quando diverranno parte integrante di esso anche persone sposate, primo fra tutti, Igino Giordani, segnando la nascita di una nuova via che sarà seguita da tanti sposati, desiderosi di perfezione[34].

Anni di dura provaModifica

Ma la terribile realtà della guerra non è la sola difficoltà da superare. Dal 1945, a Trento, nei confronti di questa “nuova comunità” iniziano a serpeggiare critiche, incomprensioni, accuse. Vivere il Vangelo e comunicarsi le esperienze, mettere in comune i pochi beni e fare dell’unità il loro ideale, suscitava sospetti di protestantesimo o di una nuova forma di comunismo, l’altra grande minaccia per i tempi di allora. Non solo: la radicalità proposta da Chiara nel vivere il Vangelo attira l’accusa di fanatismo, e la parola “amore”, allora non consueta in ambito cattolico, si presta ad essere equivocata[35].

“Chi ascolta voi ascolta Me”Modifica

(Lc 10,16): questa frase evangelica motiva Chiara e il primo gruppo di Trento a recarsi dal loro vescovo, Mons. Carlo de Ferrari, il quale le ascolta, si informa e le rassicura “Qui c’è il dito di Dio, andate avanti”; conferma inoltre che “questa esperienza “era cosa nuova” rispetto al Terz’Ordine francescano. Mons. de Ferrari ufficializza tale novità il 1º maggio 1947, con l’approvazione dello Statuto dei Focolari della carità – Apostoli dell’unità. Nel marzo 1949, un decreto del dicastero vaticano per i Religiosi sancisce la distinzione dei Focolari della Carità dal Terz’Ordine dei Cappuccini, che gli aveva fatto, per così dire, da culla. Le accuse, però, non cessano. Nel 1951 il Sant’Uffizio inizia un lungo studio e una serie di confronti con la giovane fondatrice. Si conclude nel 1962 con la prima approvazione pontificia ‘ad experimentum’, confermata poi nel 1964[36]. Nel lungo tempo di sospensione Chiara vive una profonda prova interiore. Più volte lei stessa la paragona al chicco di grano del Vangelo, che cade in terra e muore per portare frutto[37].

L’incontro con Igino GiordaniModifica

Varie circostanze portano al trasferimento da Trento a Roma. Il 17 settembre1948 Chiara incontra, nella sede del Parlamento italiano, Igino Giordani (1884-1980), deputato, scrittore, giornalista, pioniere dell’ecumenismo, padre di 4 figli. Studioso ed esperto della storia della Chiesa, coglie quanto lo Spirito operava in Chiara e decide di seguirla. Coi vergini, sarà parte integrante del focolare. Sulla sua scia, tanti altri nel mondo seguiranno questa originale via di consacrazione aperta ai coniugati[27]. Al contempo Giordani sarà valido sostegno per il contributo allo sviluppo dell’ecumenismo e della dimensione civile e sociale dello stile di vita suscitato dalla sua spiritualità, tanto da essere riconosciuto da Chiara un co-fondatore del Movimento. È attualmente in corso il processo di beatificazione[38].

Uno speciale periodo di luceModifica

Dopo anni di intensa attività, nell’estate 1949, Chiara si reca con le sue compagne nella Valle di Primiero (TN) per un periodo di riposo. Qui l’attendeva un’ondata di illuminazioni del tutto particolari: una grazia che generalmente è riservata a fondatori o a figure su cui si è poi manifestato uno speciale piano di Dio. In quest’esperienza mistica, passata alla storia come Paradiso ’49, Chiara, “entrata nel seno del Padre”, penetra – per quanto possibile ad una creatura – i segreti del Cielo: il mistero della SS. Trinità, lo splendore di Maria, il creato nella sua dimensione di “cieli nuovi e terre nuove”. Comprende anche il progetto di Dio sul Movimento dei Focolari e sugli sviluppi futuri[39]. Chiara comunica costantemente a Igino Giordani e alle giovani che sono con lei le “comprensioni spirituali” che sta vivendo, rendendoli partecipi della stessa esperienza sino a divenire (come avrà modo di dire) “un’anima sola”. È un’esperienza fondante della nuova spiritualità comunitaria e della realtà ecclesiale che da essa prenderà forma[40].

Un progetto che si cala nella storiaModifica

A settembre di quell’anno 1949 Chiara ritorna a Roma. Inizia una nuova tappa: l’immersione nell’umanità per portarvi la luce, l’esperienza di Dio e di unità vissuta a Tonadico, condizione “perché tutto si rivoluzioni: politica ed arte, scuola e religione, vita privata e divertimento. Tutto”[41].

L’incontro con Pasquale ForesiModifica

Prima che quell’anno abbia termine, avviene un altro “storico” incontro: quello con un giovane pistoiese, Pasquale Foresi (1929-2015), che si è formato in ambienti cattolici ed è travagliato da una profonda ricerca interiore. Diventerà uno dei più stretti collaboratori di Chiara, da lei considerato un “co-fondatore”, accanto a Igino Giordani.

DiffusioneModifica

Il Movimento, dapprima diffusosi in tutta Italia, si fa strada negli altri Paesi d’Europa e oltre. Dal 1967 è presente nei cinque continenti[42].

Bozzetti di una società rinnovata: le MariapoliModifica

Tra il 1950 e il 1959, sui monti trentini, ogni estate, si uniscono a Chiara e al primo piccolo gruppo, giovani, famiglie, professionisti, politici, sacerdoti e religiosi, vescovi che, in un clima di vacanza, desideravano sperimentare la nuova vita evangelica che avevano incontrato. Sono sudtirolesi e italiani, francesi e tedeschi che vedono dileguarsi odi e rancori retaggio del recente conflitto. Prende forma spontaneamente il primo bozzetto multiculturale di società rinnovata dal Vangelo, a cui verrà dato il nome di “Mariapoli” (città di Maria). Tra i politici che si ritrovano a Fiera, nel 1953 vi è l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Alcide De Gasperi. Nel 1959, a turno, giungono nella Valle di Primiero, oltre 10.000 persone di 27 nazionalità, tra cui cecoslovacchi, brasiliani e cinesi di Taiwan[43].

L’anno seguente, alla Mariapoli di Friburgo (Svizzera), davanti a un gruppo di politici, Chiara parla con accenti profetici dell’unità tra i popoli, prefigurando “una nuova era”:

«“È arrivato il momento, in cui la patria altrui va amata come la propria”. Oggi i tempi domandano una coscienza sociale che edifichi non solo la propria terra, ma aiuti l’edificazione di quelle altrui[44]»

Nella Mariapoli del ’56 nasce, anche se in fase embrionale, la rivista “Città Nuova”, per qualche tempo denominata “La Rete”. Nell’editoriale di uno dei primi numeri, Chiara ne delinea l’idealità:

«Vorremmo raccogliere quante aspirazioni all’unità oggi germogliano sulla terra… perché il bene di un fratello diventi il bene comune e quello comune di ciascuno[45]»

Un’Opera in costruzioneModifica

Molte volte Chiara si è definita semplice strumento in mano all’Artista, da lui “formato con mille e mille accorgimenti dolorosi e gioiosi”. Ed è proprio negli anni dolorosi, sotto studio da parte del Sant’Uffizio, che inizia la costruzione della sua opera. Avrà un sorprendente sviluppo con l’articolarsi in varie diramazioni e movimenti dopo l’approvazione pontificia all’inizio degli anni Sessanta. Chiara ha ripetuto più volte che non ha mai avuto un programma:

«Il progetto di quest’Opera non è stato e non è pensato solo da mente umana, ma viene dall’Alto. Sono in genere le circostanze che ci manifestano ciò che Dio vuole. Noi cerchiamo di seguire la Sua volontà giorno dopo giorno[46]»

Il costante ascolto del grido di abbandono del Crocefisso che sale dall’umanità, nell’attenzione concreta alle singole persone e agli eventi della storia, le ha aperto un orizzonte sconfinato. le ha dato un cuore nuovo per vedere e sanare i traumi delle divisioni, chinarsi su piaghe di ogni tipo per sanarle attraverso azioni, opere, movimenti d’impegno[47].

Rivoluzione ungherese ’56: “I volontari di Dio”Modifica

Toccata profondamente dal dramma della sanguinosa insurrezione ungherese, Chiara incontra a Vienna un giovanissimo profugo ancora in possesso dell’arma con cui aveva combattuto. Individua le radici di quel dramma nello sradicamento di Dio. E facendo eco al grido di Papa Pio XII che nel radiomessaggio del novembre ’56 aveva invocato il ritorno a Dio, “fonte di ogni diritto, giustizia, pace e libertà, vincolo dei popoli e delle nazioni"[48] dalle pagine di “Città Nuova” lancia un appello chiamando innanzitutto il laicato cattolico, a

«edificare una società nuova, rinnovata dalla Buona Novella, sempre antica e sempre nuova, dove splendano con l’amore la giustizia e la verità. Una società che testimoni un solo nome: Dio[49]»

Rispondono operai e professionisti, medici e contadini, politici e artisti. Nascono così i “volontari di Dio”, la prima di 18 diramazioni.

Per il rinnovamento della società: Umanità NuovaModifica

A partire dall’impegno sociale di quegli anni Cinquanta, Chiara dà il via a Centri specifici: per la politica, l’economia, la medicina e l’arte. Sono i prodromi di uno sviluppo che darà vita dal 1968 ad un ampio movimento che verrà denominato “Per una Società Nuova”, e più tardi: Umanità Nuova[50].

Giovani: contestazione globale e rivoluzione evangelicaModifica

Gli anni Sessanta sono percorsi da un altro fenomeno mondiale (dagli Stati Uniti all’Europa, alla Cina): l’inquietudine e la ribellione dei giovani. Prima ancora che scoppi la contestazione giovanile del “Sessantotto”, nel 1967 Chiara lancia un'altra rivoluzione: la rivoluzione dell’amore codificata dal Vangelo, con un forte appello: “Giovani di tutto il mondo unitevi”[51]. E i giovani del Nord e del Sud del mondo rispondono in grande numero. Nasce il Movimento Gen (Generazione nuova).

L’Uomo-mondoModifica

Già nel 1972 Chiara prevede che l’incontro fra popoli e civiltà del mondo intero “sarà irreversibile” e segnerà “una svolta nell’umanità”. Indica ai giovani un nuovo modello di uomo: l’”Uomo-mondo”[52]. Si svilupperà in seguito un più vasto movimento giovanile: Giovani per un mondo unito (1985) e per adolescenti, Ragazzi per l’unità (1984)[53].

Crisi della famiglia: Movimento Famiglie NuoveModifica

Il profondo rivolgimento socio-culturale degli anni Sessanta scuote dalle fondamenta anche quella che era stata fino ad allora indiscutibile cellula base della società come la famiglia. Chiara nel 1967 affida alle famiglie, che già da anni vivono l’ideale dell’unità, le famiglie smembrate o minacciate da separazione e chiede loro anche di “svuotare gli orfanotrofi”. Prende forma il movimento Famiglie Nuove[54].

Chiesa-comunioneModifica

Sin dagli anni 1946-47 Chiara intesse una corrispondenza con suore di varie congregazioni, sacerdoti e religiosi francescani, che coinvolge nell’attuazione del testamento di Gesù in un’“unità che dovrà tutti legare col dolce vincolo dell’Amore”, “fino ai confini del mondo”[55]. Sin da allora, più tardi anche vescovi, riscoprono la loro vocazione, i loro carismi e contribuiscono alla comunione e al rinnovamento della Chiesa. Per loro Chiara dà forma a specifiche diramazioni[56].

Africa: “far giustizia”Modifica

Nel 1964 le giunge una pressante invocazione di aiuto dalla popolazione di Fontem, nel cuore delle foreste del Camerun anglofono, a rischio di estinzione, attraverso mons. Julios Peeters, vescovo di Buea, a Roma per il Concilio Vaticano II. Poco Chiara invia sul luogo focolarini medici e infermieri. Lei stessa si reca a Fontem nel 1966, 1969 e 2000. Sorgono un ospedale, scuole e molte altre opere, nel segno di “far giustizia per ripagare il debito dell’Europa colonizzatrice verso l’Africa”, come comunica ai giovani del Movimento che coinvolge in un’ampia comunione dei beni durata vari anni e rilanciata nell’anno 2000. Fontem diventa una cittadina che testimonia la fraternità tra europei e africani e tra etnie locali. Diviene centro di irradiazione dello spirito di unità nel continente[57]. Di ritorno da Fontem nel 1969, parlando ai giovani della scuola di formazione della cittadella internazionale di Loppiano, dà particolare rilievo ai valori tipici della cultura africana. Le urge l’incontro tra le culture e afferma:

«Non siamo completi se non ‘siamo umanità’. Siamo umanità se abbiamo dentro tutte le culture[58]»

Est Europeo, 1989: caduta dei muriModifica

Nel 1954 Chiara incontra il vescovo Pavel Hniliça fuggito dalla Cecoslovacchia che le rivela il dramma della Chiesa perseguitata. Dal 1955, anche grazie all’incoraggiamento di Pio XII e dei vescovi tedeschi, alcuni focolarini e focolarine si trasferiscono in Cecoslovacchia e poi nella Germania Orientale e in alcuni Paesi confinanti. Chiara aveva dato loro una precisa linea di condotta: essere “perfetti lavoratori”, basare la loro presenza sull’amore evangelico e sul rispetto delle leggi dello Stato. Per 9 volte si è recata personalmente a Berlino, sia prima che dopo la costruzione del muro[59]. Nell’agosto 1991, 6.500 membri del Movimento dei Focolari, provenienti dai Paesi dell’Est Europeo appartenuti al blocco comunista, si incontrano per la prima volta con Chiara e tra loro a Katowice (Polonia)[60].

Per la “caduta dei muri d’Occidente”Modifica

Novembre 1989: cade il muro di Berlino e l’Europa volta pagina con la Guerra Fredda e la spaccatura in due blocchi. La reazione di Chiara è sintetizzata in queste sue parole: “Ed ora devono crollare anche i muri dell’Occidente”[61]. In questa prospettiva, negli anni Novanta del secolo scorso e nell’avvio del nuovo millennio, Chiara si trova a prodigarsi in una incalzante presenza sulla scena culturale e politica internazionale.

Per un’Economia di comunioneModifica

Nel maggio 1991 giunge a São Paulo (Brasile). La miseria delle favelas che, come una corona di spine, circondano la megalopoli, le suggerisce il progetto per un’Economia di Comunione (EdC) con il quale prospetta una nuova prassi e teoria economica che punta a cambiare le regole del sistema economico-sociale vigente. Il progetto avrà ben presto attuazione da parte di imprenditori dei vari continenti e susciterà notevole interesse da parte del mondo accademico internazionale mostrato anche dal conferimento a Chiara di dottorati h.c. in economia. Nel 1999, lei stessa presenterà l’Economia di comunione alla Conferenza per il 50º del Consiglio d’Europa a Strasburgo (Francia). Con il conferimento di un’alta onorificenza, il Presidente del Brasile, riconoscerà nell’EdC «una forma innovatrice ed efficace di lotta contro la povertà e l’esclusione»[62].

Una politica per l’unitàModifica

In un momento di profonda crisi dei partiti storici in Italia, il 2 maggio 1996, a Napoli, invitata ad un incontro da un gruppo di esponenti politici di vari partiti e coalizioni, propone loro innanzitutto la fraternità che, assunta come categoria politica in funzione del bene comune, deve animare i rapporti anche tra politici di diversi schieramenti. Ben presto questo “seme” trova terreno fertile e attecchisce in contesti socio-politici di altri Paesi dell’Europa, Asia e Americhe, dando forma al Movimento Politico per l’unità (MppU). Chiara in più occasioni ne delinea i tratti fondanti incontrando parlamentari della Slovenia, Spagna[63], Francia (Strasburgo), Repubblica Ceca, Brasile (1998), Italia (2000), Inghilterra (Westminster,Londra 2004). Interviene sull’Unità dei popoli al Simposio della Conferenza Mondiale delle Religioni per la Pace (WCRP), presso la sede dell’ONU a New York (1997)[64]. Nel novembre 2001 è a Vienna ad un grande convegno dal titolo “1.000 città per l’Europa”, dove propone “lo spirito di fratellanza universale nella politica come chiave dell’unità dell’Europa e del mondo”[65]. Il 12 settembre 2004 il suo ultimo intervento pubblico, a Roma, in occasione della Seconda Giornata Internazionale per l’Interdipendenza.

Una cultura interdisciplinareModifica

Il “Secolo breve” chiude la sua parabola con un progressivo acuirsi di una crisi culturale segnata dalla frammentazione del sapere e dalla ricerca di un nuovo pensiero. Significativo, in tale contesto, l’avvio dato da Chiara alla Scuola Abba, un Centro studi interdisciplinare, con sede al Centro Internazionale del Movimento a Rocca di Papa, coadiuvata dall’apporto qualificato del vescovo filosofo e teologo Klaus Hemmerle. Sorto agli inizi degli anni Novanta, questo centro culturale è dedito a enucleare quella specifica portata culturale che Chiara sin dal 1949, era certa essere racchiusa nelle illuminazioni del ’49, al fine di evidenziarne le molteplici implicazioni innovative per i vari ambiti del sapere[66]. Nel dicembre 2007, Chiara appone la firma per l’ultima fondazione da lei a lungo sognata: l’Istituto Universitario Internazionale Sophia che ha sede nella cittadella di Loppiano (Firenze)[67].

“Donna del dialogo”Modifica

Nell’ampio arco della sua vita, Chiara è diventata, al di là di ogni previsione, protagonista e spesso anticipatrice del dialogo a 360 gradi tra personalità, movimenti e singole persone all’interno della Chiesa cattolica, con cristiani di diverse Chiese, con seguaci di altre religioni ed anche con persone senza un riferimento religioso. È quell’amore evangelico che vede in ognuno, senza distinzione, “un candidato all’unità” da lei testimoniato, che apre il dialogo senza ombra alcuna di proselitismo né di sincretismo, e conduce, da sconosciuti, a riscoprirsi fratelli, parte di una sola famiglia[68].

In più occasioni Chiara ha evidenziato che cosa esige il primo passo per aprire questo dialogo. Lo esprimeva in due sole parole, “farsi uno”:

«“farsi uno”, esige quell'amore che è "nulla di sé", che sa aprirsi del tutto all'altro, per entrare nella pelle dell'altro, vedere il mondo come l'altro lo vede[69]»

Nasce così “il dialogo della vita”, un dialogo non esclusivo dei vertici, degli specialisti, “un dialogo di popolo”. Queste frontiere hanno avuto riconoscimento da vari leader religiosi. Papa Giovanni Paolo II in un messaggio rivolto a Chiara per il 60° di fondazione dei Focolari, definisce i membri della sua Opera “apostoli del dialogo”[70].

Riconciliazione tra i cristianiModifica

La pagina ecumenica del Movimento si apre nell’epoca in cui Papa Giovanni XXIII pone l’unità dei cristiani tra i primi scopi del Concilio Vaticano II. Ha inizio nel 1961, proprio a partire dalla Germania dove aveva avuto origine la spaccatura della cristianità d’Occidentale, quando, a Darmstadt, Chiara, su invito di alcune suore luterane, narra la sua esperienza cristiana. Sono presenti anche tre pastori luterani che, colpiti dalla sua radicalità evangelica, desiderano che la sua spiritualità si diffonda anche nella loro Chiesa. Un invito che le sarà rivolto in seguito anche da numerosi leader cristiani che riconoscono nella sua spiritualità un ponte per l’incontro tra le diverse tendenze all’interno della stessa Chiesa e tra le Chiese. Nel 1966 Chiara è ricevuta a Londra dall'Arcivescovo di Canterbury, dott. Michael Ramsey, Primate della Comunione anglicana, e poi dai suoi successori. Dal 1967 al 1972 si reca ben otto volte a Istanbul, dove intesse un profondo dialogo fraterno con il Patriarca ecumenico ortodosso di Costantinopoli, Athenagoras I, con cui avrà 24 udienze. Incontrerà in seguito anche Dimitrios I e Bartolomeo I. In quegli stessi anni intesse rapporti fraterni con personalità delle Chiese Luterana e Riformata, e con membri del Consiglio Ecumenico delle Chiese, stringe una profonda e duratura amicizia anche con Frère Roger Schutz, fondatore della comunità ecumenica di Taizé. Negli anni furono migliaia i cristiani di oltre 300 chiese che condivisero la spiritualità di Chiara, contribuendo alla comunione reciproca[71][72].

Comunione tra movimenti ecclesiali cattolici e nuove comunitàModifica

Alla vigilia della Pentecoste 1998, in Piazza S. Pietro in Vaticano, avviene il primo grande incontro dei Movimenti ecclesiali e delle nuove comunità indetto da Giovanni Paolo II. Il Papa parla della riscoperta della dimensione carismatica della Chiesa di cui i movimenti ecclesiali e le nuove comunità sono espressione. Riconosce in loro, per i doni dello Spirito ricevuti, una provvidenziale risposta alle drammatiche sfide del tempo, ed auspica nuovi “frutti di comunione e di impegno”. Chiara prende la parola insieme a don Luigi Giussani, Jean Vanier e Kiko Arguello. Da allora si dedica con particolare passione ad approfondire il cammino di comunione tra fondatori, responsabili e membri dei movimenti e nuove comunità.

“Insieme per l’Europa”Modifica

Questa nuova stagione di comunione suscita, in responsabili di movimenti e nuove comunità di altre Chiese, il desiderio di unirvisi: dal 1999 si intesse una rete di collaborazione tra cattolici e luterani, rete che si diffonde progressivamente in molte altre Chiese dell’Europa. Ne risulta una grande azione continuativa che prende il nome di “Insieme per l’Europa”, al contempo ecumenica e politica, per contribuire a dare un’anima nuova al vecchio continente nel difficile processo di integrazione tra Est e Ovest. La prima grande manifestazione che vede Chiara tra i protagonisti, avviene nel 2004 a Stoccarda con la partecipazione di 9.000 persone in collegamento con altri 163 eventi paralleli[73].

Con le altre religioni per la paceModifica

Mentre la rapida e progressiva trasformazione mondiale verso una società sempre più multiculturale e multireligiosa presenta sfide inedite, sin dal 1981 e poi dal 1997 al 2003, si aprono nuove prospettive per il dialogo interreligioso. Nel 2004, alla Westminster Central Hall di Londra, Chiara, parlando a un folto pubblico di varie religioni e culture, prospetta una strategia di fraternità per imprimere una svolta nei rapporti internazionali. Prefigura la “nascita di un mondo nuovo”: l’unità della famiglia umana[74][75].

Nel 1977, a Londra, riceve il Premio Templeton per il progresso della religione. Esponendo la sua esperienza cristiana nel suo discorso di ringraziamento aveva fatto cenno ai primi contatti di membri del Movimento dei Focolari con ebrei, musulmani e buddisti intessuti nei Paesi dove il Movimento si era diffuso e aveva citato i più grandi mistici di queste religioni che esaltano l’amore come l’essenza di ogni cosa. L’eco suscitata in personalità di varie religioni presenti era stato per lei un segnale che le aveva fatto intuire di dover dare concreto sviluppo al dialogo interreligioso[76].

Nel 1981 Chiara si trova a Tokyo ad esporre la sua esperienza spirituale davanti a 10.000 aderenti all’associazione buddista laica RisshoKosei-Kai su invito del suo fondatore, Nikkyo Niwano, che aveva incontrato a Roma due anni prima. È la prima donna e cristiana che prende la parola in un tempio buddista. Nel gennaio 1997 è a Chiang Mai, in Tailandia, dove è chiamata a parlare a 800 monaci e monache buddisti. Nel maggio dello stesso anno, è nella moschea di Harlem, a New York, dove ancora espone la sua esperienza cristiana citando elementi comuni all’islam, davanti a 3.000 musulmani aderenti alla Muslim American Society, l’ala pacifista afro-americana e stringe un patto di fraternità con il loro leader, W.D. Mohamed. Nell'aprile 1998 incontra a Buenos Aires membri della comunità ebraica dell’Argentina e Uruguay su invito della B’nai’ B’rith e di altre organizzazioni ebraiche[77][78].

Nel 2001, il suo primo viaggio in India. “È l’ora di abbattere i muri di separazione e scoprire il giardino dell’altro” aveva detto la prof.ssa Kala Acharya, indù, tra i promotori dell’incontro al campus universitario del Baratiya Sanskriti Peetham di Mumbai a cui Chiara era stata invitata. Istituzioni accademiche indù e movimenti gandhiani del Tamil Nadu le conferiscono il Premio “Difensore della pace”[79]. Vi ritorna nel 2003 dove ha contatto anche con la dirigente del vasto movimento indù Swadhyaya Family.

Nel 2002, tra le testimonianze ufficiali per la pace offerte dai rappresentanti delle varie Chiese e religioni alla Giornata di preghiera per la Pace di Assisi, presieduta da Giovanni Paolo II, Chiara e Andrea Riccardi, vengono incaricati a intervenire in rappresentanza della Chiesa cattolica[80].

Dialogo con persone senza riferimento religiosoModifica

Chiara vi dà impulso nel 1978 inaugurando il Centro per il dialogo con “i non credenti”, poi rinominato dialogo con persone senza riferimento religioso. In occasione del loro primo congresso nel 1992, afferma che “sono parte essenziale del Movimento dei Focolari, perché i valori di solidarietà e giustizia che promuovono, concorrono al progetto di unità a cui mira la sua opera”[81].

Dialogo con la culturaModifica

È un dialogo che può a pieno titolo considerarsi tipico dell’Europa e, attraverso l’Europa, dell’Occidente. Nel corso dell’ultimo suo viaggio in Brasile (1998), con una lettera, Chiara comunica ai membri del Movimento nel mondo l’esigenza di un ulteriore salto di qualità: propone ai due movimenti operanti nell’ambito dell’economia e della politica di elaborare, a beneficio dell’intera società, una solida base culturale, coinvolgendo studiosi in grado di delinearne teoria e pratica e di confrontarle con altre di diverso orientamento. Da allora incoraggia e orienta la nascita e lo sviluppo di reti internazionali costituite da studiosi ed esperti, non solo di politica ed economia, ma di varie discipline, che promuovono congressi, corsi di formazione, pubblicazioni[82].

Gli ultimi anniModifica

La “notte di Dio” e la “notte della nostra epoca”Modifica

Anche per Chiara, come per Madre Teresa di Calcutta e altre persone di elevato spessore spirituale, la biografia non può tacere un volto “nascosto”, misterioso, ma di notevole importanza: si tratta di ciò che nel linguaggio della mistica, da san Giovanni della Croce in poi, passa sotto il nome di “notti”[4]. La sua vita era stata segnata, come lei stessa aveva detto, da “vette luminose di amore e da abissi oscuri di dolore”[83]. Un culmine nella “notte di Dio”, l’ultima grave prova a conclusione della sua vita (2004-2008), quando pareva che “Dio fosse tramontato, come il sole che scompare all’orizzonte e non si vede più”[84]. Una “notte” personale che, come si legge nel suo ultimo scritto del 2006, vedeva proiettata sulla “notte della nostra epoca”. Ancora una volta Chiara indicava come via d’uscita la “notte più nera” sofferta da Gesù in croce quando giunge a gridare “l’abbandono” del Padre. Ne indicava i “segni di risurrezione” nelle varie espressioni della sua opera in parte concretizzate nei campi della politica, dell’economia, della comunicazione, del dialogo interreligioso e culturale; “risurrezioni” scaturite dall’amore fedele a “Gesù Abbandonato” nei più vari dolori e oscurità. Concludeva con una nota luminosa:

«Se cammineremo in avanti in queste vie potremo dire davvero: ‘La mia notte non ha oscurità’, ma tutte le cose risplendono nella luce[85]»

È il suo ultimo messaggio pubblico. È la luce con cui lascerà questa terra.

L’ultimo salutoModifica

All’inizio di febbraio 2008 viene ricoverata al Policlinico Gemelli,a Roma. Durante la degenza, riceve la visita del patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e una lettera di Papa Benedetto XVI. Il 13 marzo 2008, non essendovi più nessuna possibilità di intervento da parte dei medici, ottiene di essere dimessa. Si spegne serenamente il giorno dopo, 14 marzo, nella sua casa di Rocca di Papa, all'età di 88 anni.

Le esequieModifica

Sono celebrate a Roma nella basilica di S. Paolo fuori le mura il 18 marzo e vedono la partecipazione di migliaia di persone, tra cui numerose personalità civili e religiose, sia della Chiesa cattolica che delle diverse Chiese cristiane, e rappresentanti di altre religioni, che hanno dato la loro pubblica testimonianza. “Ora Chiara ed il suo grande Ideale sono eredità dell'umanità intera”: ha affermato il monaco buddista tailandese Phara-MahaThongratana. Ampia l’eco sui media internazionali[86]. Anche Papa Benedetto XVI ha fatto giungere un suo messaggio .

Il 27 gennaio 2015, nella cattedrale di Frascati, ha avuto luogo l'apertura della sua Causa di beatificazione e canonizzazione con un messaggio di Papa Francesco[87].

RiconoscimentiModifica

Da Istituzioni internazionali e Capi di StatoModifica

  • UNESCO - Premio Educazione alla pace 1996 (Parigi, dicembre 1996)
  • Consiglio d’Europa – Premio Europeo Diritti Umani 1998 (Strasburgo, Francia, settembre 1998)
  • Brasile – Cruzeiro do Sul della Repubblica Federativa do Brasil - (ottobre 1998)
  • Germania – Grancroce al merito della Repubblica Federale Tedesca – (giugno 2000)
  • Repubblica della Cina (Taiwan) – Medaglia dell’Ordine della Stella Brillante della Repubblica di Cina (febbraio 2001)
  • Italia – Cavaliere di Grancroce della Repubblica Italiana – consegnata dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi (Roma, giugno 2003)

Cittadinanze onorarieModifica

  • Palermo, gennaio 1998
  • Roma, gennaio 2000 *
  • Firenze, settembre 2000
  • Genova, dicembre 2001
  • Torino, giugno 2002
  • Milano, marzo 2004

Altri riconoscimentiModifica

  • Trento, Aquila ardente di San Venceslao, gennaio 1995
  • Bologna, Turrita d'argento, settembre 1997
  • Regione Liguria - Premio per la pace e la solidarietà, dicembre 2001
  • Regione Lombardia - Premio Rosa Camuna, novembre 2003
  • Targa d'argento Cateriniana - Centro cateriniano senese (Siena, settembre 1987)
  • Premio Casentino poesia, narrativa, saggistica - Centro culturale Fonte Aretusa – Poppi, Arezzo (luglio 1987)
  • I° Premio internazionale Dialogo fra i popoli - Centro francescano internazionale di studi (Massa Carrara, ottobre 1993)
  • Premio UELCI: Autore dell'anno 1995 - Unione Editori e Librai Cattolici Italiani (Milano, marzo 1995)

Per il Dialogo interreligiosoModifica

  • Inghilterra – Premio Templeton per il progresso della religione – Templeton Foundation (Londra, aprile 1977)
  • Italia - "Un ulivo per la pace" - Comunità ebraica di Roma (Rocca di Papa, ottobre 1995)
  • Brasile – Targa per l’impegno a favore del Dialogo interreligioso e la diffusione di una Cultura di Pace, Rispetto e Fraternità – Conselho de fraternidade Cristiano-Giudaica (San Paolo, aprile 1998)
  • USA – Targa per l’amore al prossimo e il sostegno alle comunità musulmane dell’Imam W.D. Mohammed – Moschea Malcolm Shabazz di Harlem (New York, maggio 1999)
  • India – Premio Defensor of Peace - Movimenti indù di ispirazione gandhiana Shanti Ashram e Sarvodaya (Coimbatore, gennaio 2001)
  • India – Citation in honour of Chiara Lubich – Università di Sanscrito Somayia Brharatiya Sanskriti Peetham (Mumbai, gennaio 2001)
  • USA – Cristallo di riconoscimento per l’eccellente servizio all’umanità in campo religioso – Comunità musulmana di Chicago (maggio 2004)

Per il dialogo ecumenicoModifica

Chiesa AnglicanaModifica

  • Croce dell’Ordine di S. Agostino di Canterbury – Dal Primate della Chiesa Anglicana Arcivescovo R. Runcie (Londra, 1981);
  • Croce d’oro dell’Ordine di S. Agostino di Canterbury – Dal Primate della Chiesa Anglicana, Arcivescovo G. Carey (Londra, 1996)

Chiesa OrtodossaModifica

  • Croce bizantina - Dai Patriarchi ecumenici di Costantinopoli, Dimitrios I (Istanbul, 1984) e Bartolomeo I (Istanbul, 1995)

Mondo luteranoModifica

  • Città di Augsburg (Germania) - Premio Celebrazione pace augustana (tra luterani e cattolici) - Città di Augsburg (ottobre 1988)

Da istituzioni accademicheModifica

Lauree Honoris CausaModifica

  • Polonia – Scienze sociali – Università Cattolica di Lublino (19 giugno 1996)
  • Tailandia – Comunicazioni sociali – St. John University di Bangkok (5 gennaio 1997)
  • Filippine – Teologia – Pontificia e Reale Università Santo Tomàs di Manila (14 gennaio 1997)
  • Taiwan – Teologia – Fu Jen University di Taipei (gennaio 1997)
  • USA – Lettere – Sacred Heart University di Fairfield, Connecticut, promossa dal Rabbino Jack Bemporad, direttore del Centro per la comprensione cristiano-ebraica presso questa Università (21 maggio 1997)
  • USA - Pedagogia - Università Cattolica d’America di Washington (10 novembre 2000)
  • Italia – Economia – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Sede di Piacenza-Cremona (29 gennaio 1999);
  • Italia - Teologia della Vita consacrata – Istituto ‘Claretianum’ della Pontificia Università Lateranense di Roma (25 ottobre 2004)
  • Messico – Filosofia – Università S. Juan Bautista de La Salle di Città del Messico (6 giugno 1997)
  • Argentina – Dialogo con la cultura contemporanea – Università Statale di Buenos Aires (UBA), (6 aprile 1998)
  • Brasile – Umanità e Scienze della religione – Pontificia Università Cattolica di San Paolo (29 aprile 1998) - Economia – Università Cattolica del Pernambuco (9 maggio 1998)
  • Malta – Lettere (Psicologia) – Università di Malta (26 febbraio 1999)
  • Slovacchia – Teologia – Università di Trnava (23 giugno 2003)
  • Venezuela – Arte – Università Cattolica di Maracaibo (18 novembre 2006)
  • Inghilterra – Teologia – Liverpool Hope University consegnata dal rettore nella sua abitazione a Rocca di Papa (5 gennaio 2008)

Da Enti culturaliModifica

  • Venezuela - Istituzione della Cattedra Libera “Chiara Lubich” – Università Cattolica “Cecilio Acosta” di Maracaibo (febbraio 2005)
  • Brasile - Cattedra Chiara Lubich in Fraternità e Umanesimo - Università Cattolica di Recife e Facoltà Aces di Caruaru (25 marzo 2014);
  • Brasile - Medaglia d’onore al merito – Università dello Stato di San Paolo (USP), (aprile 1998)
  • Paraguay - Premio Thomas Moro – Università Cattolica del Paraguay (Asunción, 27 dicembre 2006)
  • Argentina – Medaglia d’onore – Università Cattolica di Argentina (Buenos Aires, aprile 1998)

Onorificenze cittadine internazionaliModifica

  • Argentina – Visitatore illustre – Governo della Città di Buenos Aires (aprile 1998)
  • Brasile - Medaglia Brazao d’armas de Belém della città di Belém, Parà (dicembre 1998)
  • Repubblica del Camerun - Nomina di “Mafua Ndem” (Regina inviata da Dio) dal Fon di Fontem, re dei Bangwa, Lucas Njifua (Fontem, maggio 2000)

OpereModifica

Dichiarata Autore dell’anno 1995 con il Premio Uelci, portano il nome di Chiara 58 libri (tra cui best seller quali Meditazioni), tradotti in 28 lingue, con 30 edizioni all’attivo per una diffusione di oltre 3.200.000 copie. Nel marzo 2018 è stato pubblicato il primo volume (Parole di Vita) di un nuovo progetto editoriale “Opere di Chiara Lubich”: un “corpus” di testi che intende presentare in maniera sistematica il patrimonio del suo pensiero. Coeditori: Città Nuova Editrice e il Centro Chiara Lubich, nato nel 2008 con lo scopo di curare, studiare, diffondere il suo pensiero e provvedere alla tutela del suo patrimonio[88]. Una selezione:

Meditazioni e temi sui cardini della spiritualità dell'unitàModifica

  • Meditazioni, Città Nuova, Roma 1959, 201227.
  • Scritti Spirituali/1. L'attrattiva del tempo moderno, Città Nuova, Roma 1978, 20035.
  • Scritti Spirituali/2. L'essenziale di oggi, Città Nuova, Roma 1978, 19843.
  • Scritti Spirituali/3. Tutti uno, Città Nuova, Roma 1979, 19963.
  • Scritti Spirituali/4. Dio è vicino, Città Nuova, Roma 1981, 19952
  • L'unità e Gesù Abbandonato, Città Nuova, Roma 1984, 200811.
  • Il Grido, Città Nuova, Roma 2000, 20087.
  • Una via nuova. La spiritualità dell'unità, Città Nuova, Roma 2002, 20032.
  • Maria trasparenza di Dio, Città Nuova, Roma 2003, 20033.
  • Un po’ di storia del «Movimento dell’Unità» (1949, pubblicato come opuscolo nel 1950), in «Nuova Umanità», 31 (2009), n. 181, pp. 15-29.
  • «Ideale dell’unità, Il “trattatello innocuo”» (1950), in “Erano i tempi di guerra…” agli albori dell’ideale dell’unità, Città Nuova, Roma 2007.
  • L'avventura dell'unità (intervista di F. Zambonini), Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 1991.
  • La dottrina spirituale, a cura di M. Vandeleene, Mondadori, Milano 2001; nuova ed. aggiornata e ampliata: Città Nuova, Roma 2006.

Pubblicazioni postumeModifica

  • Lettere dei primi tempi 1943-1949. Alle origini di una nuova spiritualità, a cura di F. Gillet e G. D'Alessandro, Città Nuova, Roma 2010.
  • Dio Amore, a cura di F. Gillet, Città Nuova, Roma 2011.
  • La volontà di Dio, a cura di L. Abignente, Città Nuova, Roma 2011.
  • La Parola di Dio, a cura di F. Gillet, Città Nuova, Roma 2011.
  • L’amore al fratello, a cura di F. Gillet, Città Nuova, Roma 2012.
  • L’amore reciproco, a cura di F. Gillet, Città Nuova, Roma 2013.
  • Gesù Eucaristia, a cura di F. Ciardi, Città Nuova, Roma 2014.
  • L’unità, a cura di D. Falmi, e F. Gillet, Città Nuova, Roma 2015.
  • Gesù abbandonato, a cura di H. Blaumeiser, Città Nuova, Roma 2016.
  • Maria, a cura di B. Leahy e J. Povilus, Città Nuova, Roma 2017.
  • La Chiesa, a cura di H. Blaumeiser e B. Leahy, Città Nuova, Roma 2018.
  • Lo Spirito Santo, a cura di R Silva e F. Gillet, Città Nuova, Roma 2018.

Tra le raccolte dei pensieri spirituali dei Collegamenti telefoniciModifica

  • Santi insieme, Città Nuova, Roma 1994, 1995 3 .
  • Santità di popolo, Città Nuova, Roma 2001.
  • Costruendo il "castello esteriore", Città Nuova, Roma 2002.
  • In unità verso il Padre, Città Nuova, Roma 2004.

Su temi variModifica

  • Ogni momento è un dono: Riflessioni sul vivere nel presente, Città Nuova, Roma 2001, 2010 9 .
  • L'arte di amare, Città Nuova, Roma 2005, 2009 8 .
  • Perché mi hai abbandonato? - Il dolore nella spiritualità dell’unità (a cura di D. Fratta), Città Nuova, Roma 1997, 2007.
  • E torna Natale..., Città Nuova, Roma 1987, 2007 11 .
  • Cristo dispiegato nei secoli. Testi scelti e presentati da F. Ciardi, Città Nuova, Roma 1994.
  • La parabola del corpo, Città Nuova, Roma 2000, 2000
  • L'economia di comunione. Storia e profezia, Città Nuova, Roma 2001.
  • Il dialogo è vita, Città Nuova, Roma 2007.
  • Essere tua Parola, a cura di F. Ciardi (ed.), Città Nuova, Roma 2008.
  • Incontri con l'Oriente, Intr., cron. e note di E. M. Fondi, Città Nuova, Roma 1986.
  • Una famiglia per rinnovare la società, (coll. Spazio Famiglia. Testi), Città Nuova, Roma 1993.
  • Dove la vita si accende. Dialoghi sulla famiglia, Città Nuova, Roma 1998, 2008.
  • La forza della comunione, San Paolo, Biblioteca Universale Cristiana, Cinisello Balsamo, 2014.

Opere curate dal “Centro Chiara Lubich”Modifica

  • Dottorati Honoris causa conferiti a Chiara Lubich, F. Gillet e R. Parlapiano (edd.), con la collaborazione dell’Istituto Universitario Sophia, Collana “Studi e Documenti”/1, Città Nuova, Roma 2016.
  • Parole di vita, a cura di F. Ciardi, Collana “Opere di Chiara Lubich” /5, Città Nuova, Roma 2017.

Bibliografia essenzialeModifica

BiografieModifica

  • CARELLA N., Silvia prima di Chiara, la ricerca di una strada nuova, Città Nuova, Roma 2014.
  • DARRIGAUD J.-C., Toute soif a son eau. Chiara Lubich et les focolari, Nouvelle Cité, Paris 1978.
  • FOLONARI G., Lo spartito scritto in cielo. Cinquant’anni con Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2012.
  • GALLAGHER J., Chiara Lubich. Dialogo e profezia, (Edizione ampliata) tr. it. di L. Draghi - L. Bruni - S.Daneo, San Paolo, Cinisello Balsamo 2014.
  • GIORDANI I., Storia di Light/1, in «Nuova Umanità», 37 (2015) 217, pp. 25-38; Storia di Light/2, in «Nuova Umanità», 37 (2015) 218, pp. 141-155; Storia di Light/3, in «Nuova Umanità», 37 (2015) 219, pp. 285-297; Storia di Light/4, in «Nuova Umanità», 37 (2015) 220, pp. 493-495; Storia di Light/5, in «Nuova Umanità», 38 (2016) 221, pp. 117-131; Storia di Light/6, in «Nuova Umanità», 38 (2016) 222, pp. 151-168; Storia di Light/7, in «Nuova Umanità», 38 (2016) 223, pp. 121-142; Storia di Light/8, in «Nuova Umanità», 38 (2016) 224, pp. 129-142; Storia di Light/9, in «Nuova Umanità», 39 (2017) 225, pp. 127-148; Storia di Light/10 in «Nuova Umanità», 39 (2017) 226, pp. 123-139; Storia di Light/11, in «Nuova Umanità» 39 (2017), n. 227, pp. 123-141.
  • LATTUADA N., Chiara Lubich, Maestri della fede, I grandi protagonisti del Cristianesimo, Mondadori, Milano 2017.
  • ROBERTSON E., Chiara, Città Nuova, Roma 1978.
  • SALVOLDI V., Chiara Lubich, Una divina avventura, Velar, Gorle (Bergamo) 2008.
  • SAVERIO GAETA, «Intervista a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari», in Cattolici D.O.C., interviste-ritratto con dieci leader, Messaggero, Padova 1988, pp. 99-109.
  • TORNO A. PortarTi il mondo fra le braccia. Vita di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2011.
  • ZAMBONINI F. (intervista a cura di), L'avventura dell'unità, Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 1991.
  • ZAMBONINI F., Chiara Lubich. La sua eredità, Paoline, Milano 2009.

In dialogo con le religioniModifica

  • CODA P., Viaggio in Asia. Con Chiara Lubich in Thailandia e Filippine, Città Nuova, Roma 1997.
  • CODA P., Nella moschea di Malcom X. Con Chiara Lubich negli Stati Uniti e in Messico, Città Nuova,Roma 1997.
  • CODA P., Le luci della menorah. Con Chiara Lubich in Argentina e Brasile, Città Nuova, Roma 1998.
  • ZANZUCCHI M., I santuari sulle rocce. Con Chiara Lubich in Medio Oriente, Città Nuova, Roma 2000.

Studi - MonografieModifica

  • AA.VV. Il Patto del ’49 nell’esperienza di Chiara Lubich – Percorsi interdisciplinari, «Studi della Scuola Abbà, 1», Città Nuova, Roma 2012*.
  • AA.VV. Come frecciate di luce – Itinerari linguistici e letterari nel racconto del ’49 di Chiara Lubich, «Studi della Scuola Abbà, 2», Città Nuova, Roma 2013*.
  • AA.VV. Carisma, storia, cultura. Una lettura interdisciplinare del pensiero di Chiara Lubich, «Studi della Scuola Abbà, 3», Città Nuova, Roma 2014*.
  • AA.VV. Guardare tutti i fiori, «Studi della Scuola Abbà, 4» Città Nuova, Roma 2014*.
  • AA.VV. Il dire è dare. La parola come dono e relazione nel pensiero di Chiara Lubich, Città Nuova per, Roma 2017*.
  • AA.VV. Resurrezione di Roma, dialoghi interdisciplinari su città, persona e relazioni a partire da un testo di Chiara Lubich, a cura di H. Blaumeiser e A.-M. Rossi, «Studi della Scuola Abbà, 5», Città Nuova, Roma 2017*
  • ABIGNENTE L., Memoria e presente – La spiritualità del Movimento dei Focolari in prospettiva storica, Città Nuova, Roma 2010.
  • ABIGNENTE L., “Qui c’è il dito di Dio”, Carlo de Ferrari e Chiara Lubich: il discernimento di un carisma, Centro Chiara Lubich, Collana “Studi e Documenti”/2, Città Nuova, Roma 2017.
  • BACK J.P., Il contributo del Movimento dei Focolari alla koinonia ecumenica. Una spiritualità del nostro tempo al servizio dell'unità, Città Nuova, Roma 1988.
  • CALLEBAUT B., La nascita dei Focolari. Storia e sociologia di un carisma (1943-1965), Istituto Universitario Sophia, Città Nuova, Roma 2017. Edizione francese anteriore: Tradition, charisme et prophétie dans le Mouvement International des Focolari, Nouvelle Cité, Bruyères-le-Châtel 2010.
  • CASTELLANO CERVERA J., ocd, Il castello esteriore, il “nuovo” nella spiritualità di Chiara Lubich, a cura di F. Ciardi, Città Nuova, Roma 2011.
  • CERINI M., Dio Amore. Nell'esperienza e nel pensiero di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 1991.
  • CLEMENZIA A., DI PILATO V., TREMBLAY J. (edd.), Castello interiore e castello esteriore. Per una grammatica dell’esperienza cristiana, Prato, Città Ideale, 2015.
  • FERRARI A., Trinità ed etica, Nuove prospettive nella spiritualità dell’unità di Chiara Lubich, Città Nuova per, Roma 2016.
  • LEONARDI A. ed., Comunione e innovazione sociale, il contributo di Chiara Lubich, Città Nuova, Università degli studi di Trento, Roma 2012.
  • SINISCALCO P. e TOSCANI X. (Edd.) Paolo VI e Chiara Lubich. La profezia di una Chiesa che si fa dialogo, Edizioni Studium, Brescia 2015.
  • PELLI A., L';abbandono di Gesù e il mistero del Dio Uno e Trino. Un'interpretazione teologica del nuovo orizzonte di comprensione aperto da Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 1995.
  • PINASSI CARDINALI R., I focolarini sposati. Una via nuova nella Chiesa, Città Nuova, Roma 2007.

POVILUS J.M., «Gesù un mezzo» nel pensiero di Chiara Lubich. Genesi, contenuti ed attualità di un tema della sua spiritualità, Città Nuova, Roma 1981

  • SALIERNO L.M., Maria negli scritti di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 1993 (con ampia raccolta di scritti di Chiara Lubich su Maria).
  • SGARIGLIA A. (ed.), Contemplare Cristo con gli occhi di Maria, Città Nuova, Roma 2003.
  • TOBLER S., Tutto il Vangelo in quel grido. Gesù abbandonato nei testi di Chiara Lubich, Città Nuova,Roma 2009.
  • VANDELEENE M., Io, il fratello, Dio nel pensiero di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 1999.
  • ZANGHÌ G. M., Gesù abbandonato maestro di pensiero, Coll. Universitas, Città Nuova, Roma 2008.
  • ZANGHÌ G. M., Leggendo un carisma, Chiara Lubich e la cultura, Città Nuova, Roma 2015

NoteModifica

  1. ^ Giorgio Napolitano, Telegramma in occasione della scomparsa di Chiara Lubich, su SIR, 14 marzo 2008
  2. ^ Cf. J. Castellano Cervera, OCD, Una spiritualità che unisce il vertice del divino e dell'umano in La Dottrina spirituale,a cura di M. Vandeleene, nuova ed. aggiornata e ampliata: Città Nuova, Roma 2006, p. 19
  3. ^ F. Lethel, ocd, Professore alla Pontificia Facoltà Teologica Teresianum (Roma), Prelato Segretario della Pontificia Accademia di Teologia in Chiara Lubich donna mistica contemporanea, Lettere dei primi tempi della fondatrice del movimento dei Focolari, in «L’Osservatore Romano», 26 marzo 2010.
  4. ^ a b Card. G. Coppa, “Sorelle nell’amore a Gesù in Croce – La comune esperienza di unione con Cristo di Madre Teresa di Calcutta e Chiara Lubich”, «L’Osservatore Romano», 4 aprile 2008, p. 7.
  5. ^ A. Camilloni, Laudatio dottorato h.c. in “Dialogo con la Cultura Contemporanea”, Università di Buenos Aires (UBA, 6 aprile 1998), in Dottorati Honoris causa conferiti a Chiara Lubich, F. Gillet e R. Parlapiano (edd.), con la collaborazione dell’Istituto Universitario Sophia, Collana “Studi e Documenti”/1, Città Nuova, Roma 2016, p. 179.
  6. ^ O. Paliotti, B. Callebaut (edd), Chiara mia sorella. Intervista a Gino Lubich, Città Nuova, Roma 2011, pp. 7-9
  7. ^ N. Carella, Silvia prima di Chiara,Città Nuova, Roma 2014, pp. 46, 55.
  8. ^ http://www.trentoardente.it/jdownloads/Documenti%20di%20Trento%20ardente/Giugno%202001/chi_beve_lacqua.pdf
  9. ^ N. Carella, op. cit., p. 55, 79, 104.
  10. ^ R. Pititto, Dire Dio ad Auschwitz: Edith Stein e la Sho’ah, in AA.VV., La Sho’ah tra interpretazione e memoria, Vivarium, Napoli 1998, pp. 707-732.
  11. ^ a b https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1984/august/documents/hf_jp-ii_spe_19840819_movimento-focolari.html
  12. ^ N. Carella, op. cit., pp. 134 e ss
  13. ^ M. Cocchiaro, Natalia la prima compagna di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2013, pp. 26-27.
  14. ^ http://www.movio.beniculturali.it/astn/secondaguerramondialetrento/it/31/cronologia-bombardamenti
  15. ^ http://www.giornaletrentino.it/cronaca/trento/l-anpi-dedica-il-25-aprile-a-gino-lubich-1.680779
  16. ^ C. Lubich, Un po’ di storia del Movimento dell’Unità,Tipografia AOR, Trento, 1950, in L. Abignente, Qui c’è il dito di Dio”, Carlo de Ferrari e Chiara Lubich: il discernimento di un carisma. Città Nuova ed. 2017, pp. 42-43
  17. ^ C. Lubich, Lettera a Duccia Calderari, Avvento 1944, in Lettere dei primi tempi. Alle origini di una nuova spiritualità, Città Nuova, Roma 2010, p. 53.
  18. ^ Cf. F. Lethel, cit, p. 5.
  19. ^ Chiara Lubich, Chi beve l'acqua pensa alla sorgente, cit
  20. ^ Chiara Lubich in E.M. Fondi, M. Zanzucchi, Un popolo nato dal Vangelo. Chiara Lubich e i Focolari, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2003, p. 210
  21. ^ Cf. L. Abignente, op. cit., pp. 80 e ss
  22. ^ a b http://www.donorione.org/Public/ContentPage/chiara_lubich_sua_ultima_intervista_al_don_orione_oggi.asp
  23. ^ http://www.focolare.org/news/1998/11/29/intervento-di-chiara-lubich-alla-preghiera-ecumenica-di-inizio-avvento/
  24. ^ Cf. Gaudium et Spes, 38.
  25. ^ C. Lubich, Il Testamento di Gesù, Città Nuova, 15 dicembre 1959.
  26. ^ C. Lubich, L’unità e Gesù abbandonato, Città Nuova, Roma 1984, p. 29
  27. ^ a b https://www.focolare.org/download/scheda-chiara-lubich/
  28. ^ https://www.focolare.org/cosa-ci-muove/
  29. ^ Padre Jesus Castellano, Focolari (Movimento dei) in Dizionario enciclopedico di spiritualità a cura di Ermanno Ancilli, 1990 Città Nuova ed. Roma, p. 1015-16
  30. ^ Gaspare Novara, Una spiritualità di comunione, in Unità e Carismi, 29.9.2010
  31. ^ Adam Biela, Decano Facoltà Scienze Sociali, Laudatio in Dottorati h.c. a Chiara Lubich, pp. 33
  32. ^ Cf. L. Abignente, Qui c’è il dito di Dio,cit, pp. 46-47.
  33. ^ E. Robertson, Chiara, Città Nuova ed, 1978, p. 34
  34. ^ Cf. L. Abignente, Qui c’è il dito di Dio,cit, pp. 208-210
  35. ^ A. Torno, Portarti il mondo tra le braccia – Vita di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2011, pp. 36 e ss.
  36. ^ Cf. L. Abignente, Qui c’è il dito di Dio, cit. pp. 89 e ss
  37. ^ Cf. C. Lubich, La mia testimonianza di fede, XIX Congresso Eucaristico Nazionale, Pescara 15.9.1977 in Scritti Spirituali/1, Città Nuova, Roma 1978, p. 14 e ss.
  38. ^ https://www.cittanuova.it/igino-giordani-e-chiara-lubich/
  39. ^ https://www.focolare.org/download/scheda-chiara-lubich/.
  40. ^ Cf. L. Abignente, cit, pp. 145 e ss.
  41. ^ AA.VV., Resurrezione di Roma, Dialoghi interdisciplinari su città, persona e relazioni a partire da un testo di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2017, pp. 15 e ss
  42. ^ www.focolare.org https://www.focolare.org/download/scheda-chiara-lubich/
  43. ^ Cf. I. Giordani, Le Mariapoli, in C. Lubich e I. Giordani, Erano i tempi di guerra, agli albori dell’Ideale dell’unità, Città Nuova, Roma 2007, pp. 193 e ss.
  44. ^ C. Lubich, Maria Regina del Mondo in L’attrattiva del tempo moderno, Scritti Spirituali/1, Città Nuova, Roma 1978, pp. 218 e ss.
  45. ^ C. Lubich, Editoriale in «La Rete» n. 1, 5 marzo 1957.
  46. ^ C. Lubich, Lezione magistrale in Scienze Sociali, Conferimento dottorato h.c. Università Cattolica di Lublino (Polonia), 19.6.1996, in Dottorati honoris causa conferiti a Chiara Lubich,cit, p. 46.
  47. ^ Florence Gillet, La riscoperta di Dio in Chiara Lubich, Due termini in apparenza contraddittori», in L’Osservatore Romano, 16 luglio 2017, pp. 4-5.
  48. ^ Pio XII, Radiomessaggio 10.11.1956
  49. ^ Cf. C. Lubich, I volontari di Dio, in «Città Nuova» (1957), n. 1/, in C. Lubich, Attualità – Leggere il proprio tempo, a cura di M. Zanzucchi, Città Nuova, Roma 2013, pp. 11-13.
  50. ^ [1]Cf. C. Lubich, Per una Civiltà dell’unità, Atti del Congresso internazionale Una cultura di pace per l’unità dei popoli, 11.06.1988, p. 17 e ss
  51. ^ C. Lubich, Colloqui con i Gen, Città Nuova ed, 1974, p. 9
  52. ^ C. Lubich, Colloqui con i Gen, cit, p. 164
  53. ^ http://www.loppiano.it/dettaglio/C/ALLE_ORIGINI_DEL_MOVIMENTO_GEN-1870667AEU2384072083
  54. ^ https://www.focolare.org/famiglienuove/chi-siamo/
  55. ^ C. Lubich, Lettere dei primi tempi, cit p. 173
  56. ^ E. M. Fondi, M. Zanzucchi, Un popolo nato dal Vangelo, cit, pp. 279 e ss
  57. ^ Fontem, un miracolo, in «Città Nuova» (2000), n. 11, pp. 44-45 [Discorso del 6/5/2000 alla popolazione di Azi (Cameroun)]
  58. ^ https://www.focolare.org/news/2014/03/09/chiara-lubich-e-le-religioni-religioni-tradizionali/
  59. ^ P. Siniscalco, L’Est Europeo, Chiara Lubich e Paolo VI, in Paolo VI e Chiara Lubich, edStudium, Roma 2015, pp. 86 e ss
  60. ^ S. Schmid, Non esistono più Est ed Ovest, Città Nuova (1991), n. 18, pp. 34 e ss.
  61. ^ G. Eli Folonari, Lo spartito scritto in cielo – Cinquant’anni con Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2012, p. 126.
  62. ^ M. Calfova, C. Cotignoli, Economia di Comunione, Centro Filadelfia di Studio, Ricerca e Documentazione, p. 7, Mariapolis Ginetta (Vargem Grande Paulista, Brasile)
  63. ^ C. Lubich, L'Europa unita per un mondo unito, in «Nuova Umanità», 25 (2003), n. 146, pp. 139-151 [Discorso del 3/12/2002 nella sede del Movimento Europeo di Madrid (Spagna)].
  64. ^ C. Lubich, «Verso l’unità delle nazioni e l’unità dei popoli». Al Simposio nella Sede delle Nazioni Unite, in «Nuova Umanità», 20 (1998), n. 115, pp. 57-65 [Discorso del 28/5/1997 nella sede delle Nazioni Unite (New York)]
  65. ^ http://www.mppu.org/it/documenti-fondamentali/chiara-lubich.html
  66. ^ P. Coda, Prefazione, in Dottorati Honoris Causa conferiti a Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2016, pp. 9 e ss.
  67. ^ www.focolare.org/press/it/news/2008/12/02/il-carisma-dellunita-diventa-dottrina/?doing_wp_cron=1419564879.2636420726776123046875
  68. ^ CfIl metodo del dialogo secondo Chiara, Osservatore Romano, 20-21 marzo 2014
  69. ^ C. Lubich, Quale futuro per una società multiculturale, multietnica e multi religiosa?» in Educazione come vita, a cura di A. V. Zani, Editrice, La Scuola, Brescia 2010, pp. 112-128 [Discorso del 19/6/2004 in occasione di una “giornata aperta” a Londra]
  70. ^ w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/2003/december/documents/hf_jp-ii_spe_20031206_chiara-lubich.html
  71. ^ J. P. Back, L’ecumenismo di Paolo VI e Chiara Lubich, in Paolo VI e Chiara Lubich, la profezia di una Chiesa che si fa dialogo, ed. Studium 2015, pp. 112 e ss.
  72. ^ C. Lubich, Una spiritualità per la riconciliazione», in Riconciliazione, dono di Dio e sorgente di vita, Documenti finali, discorsi e messaggi, a cura del Cipax, Ed. Anterem, “Quaderni del Cipax", 3; cf. «Il Regno-Documenti», 42 (1997), n. 15, pp. 456-459
  73. ^ C. Lubich, L’Europa unita per un mondo unito», in C. Lubich, Educazione come vita, a cura di A.V. Zani, Editrice La Scuola, Brescia 2010, pp. 107-112 [Discorso dell’8/5/2004, per la manifestazione “Insieme per l’Europa”, Stoccarda (Germania)]
  74. ^ C. Lubich, Quale futuro per una società multiculturale, multietnica e multi religiosa?» cit
  75. ^ www.cittanuova.it/spiritualita-di-comunione-e-dialogo-interreligioso
  76. ^ Cf. G. Boselli, G. Lubich, A Londra si è aperta al Movimento dei Focolari una nuova prospettiva, L’assegnazione del Premio Templeton 1977 a Chiara Lubich, «Città Nuova», n. 8, 25 aprile 1977, p. 28 e ss.
  77. ^ C. Lubich, Nella Moschea di Harlem, in «Nuova Umanità», 19 (1997), n. 114, pp. 703-711 [Discorso del 18/5/1997 nella Moschea di Harlem (New York)]
  78. ^ C. Lubich, Discorso a membri della B’naiB’rith e ad altri membri della comunità ebraica, in «Nuova Umanità», 20 (1998), n. 117-118, pp. 375-384 [Discorso del 20/4/1998 a Buenos Aires (Argentina)]
  79. ^ C. Lubich Focolari tra le religioni - Un'esperienza di dialogo interreligioso in India, in «Il Regno», 46 (2001), n. 881, pp. 303-305
  80. ^ http://www.vatican.va/special/assisi-testimonianze_20020124_it.html
  81. ^ Cfr A. M. Baggio, L’esperienza del Movimento dei Focolari nel rapporto con amici di convinzioni diverse, in Per una umanità più unita – Rapporti di unità con persone di convinzioni diverse, Atti del Congresso 28-29.5.1994, Città Nuova, Roma 1994, pp. 14-15
  82. ^ A. Torno, Portarti il mondo tra le braccia - Vita di Chiara Lubich, Città Nuova, Roma 2011, pp. 109,110
  83. ^ www.cittanuova.it/una-chiara-lubich-inedita/
  84. ^ Armando Torno, L’ultimo tempo in Portarti il mondo tra le braccia, cit, pp. 118 e ss
  85. ^ https://it.zenit.org/articles/chiara-lubich-la-nostra-risposta-alla-notte-collettiva-e-culturale-di-oggi/
  86. ^ I. Fisher, Chiara Lubich, Who FoundedCatholicLay Group, Diesat 88, 15.3.2008
  87. ^ https://www.repubblica.it/esteri/2015/01/28/news/chiara_lubich_beatificazione_focolarini_papa_francesco-105966232/
  88. ^ https://www.lastampa.it/2017/11/13/vaticaninsider/parole-di-vita-esce-il-primo-volume-delle-opere-di-chiara-lubich-ONP6W6dbS7kTpnACcz5fNM/pagina.htm

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