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Chiesa degli Scalzi (Verona)

edificio religioso di Verona
Chiesa di Santa Teresa degli Scalzi
Chiesa degli Scalzi.jpg
Veduta esterna
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
LocalitàVerona
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareTeresa d'Avila
Diocesi Verona
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1666
Completamento1750

Coordinate: 45°26′12.86″N 10°59′05.45″E / 45.436906°N 10.984847°E45.436906; 10.984847

La chiesa di Santa Teresa degli Scalzi è un luogo di culto cattolico di Verona del XVII secolo.

StoriaModifica

L'Ordine dei Carmelitani Scalzi giunse a Verona nel 1663 e furono inizialmente ospitati presso un convento di Domenicani. Successivamente comprarono alcune case e ottennero in dono dalla Città tre campi di terra adiacenti: l'anno successivo si spostarono alla nuova sede e nel 1666 ebbe inizio la costruzione della chiesa e del convento. I lavori di costruzione finirono solamente nel 1750, anche se la facciata venne conclusa addirittura più tardi. La chiesa venne dedicata inizialmente alla Vergine Annunziata e a San Gabriele Arcangelo, ed in seguito i Carmelitani Scalzi la reintitolarono alla loro patrona, Teresa d'Avila.

Il convento venne soppresso l'8 luglio 1806, come molti altri luoghi ecclesiastici, per via del decreto di Napoleone, e, dal 1883, venne utilizzato come carcere. L'edificio venne distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

DescrizioneModifica

 
Interno della chiesa

La facciata è semplice e priva di qualsiasi eleganza architettonica, ed è mossa solo dalla presenza di tre statue. L'interno della chiesa ha forma di ottagono con tre altari: due laterali con colonne ritorte e marmi policromi opulenti.

L'altare a sinistra aveva originariamente una pala raffigurante San Giovanni della Croce prostrato davanti al Salvatore con poveri al momento di ricevere l'elemosina, e, in alto, le figure della Fede, della Speranza e della Carità. La tela dell'altare maggiore è opera di Antonio Balestra e presenta la Beata Vergine Annunziata dall'Angelo e in alto il Padre Eterno con gloria d'Angeli: di quest'opera il Cignaroli scrisse:

«In questo scelse un gusto massiccio di forte maniera ed una veramente soda armonia. L'idea della Santissima Vergine è divina, i polsi larghi, il naso profilato, le casse degli occhi grandiose, la bocca graziosamente piccola, il mento proporzionato, le guance ben intese; ed ogni parte infine con le piazze de' lumi allargate alla Correggesca costituisconla un capo d'opera e un miracolo di bellezza. Ma troppo converrebbe dilungarsi chi d'ogni sui pregio volesse far parola; come sarebbe a dire chi esaminar volesse le sì ben fatte mani, la graziosissima azione, l'ottima simmetria; e quanto infine sia a meraviglia inteso l'Angiolo, il Padre Eterno e gli assistenti teneri Geni celesti (...)»

Il piccolo campanile ospita un insieme di 5 Campane alla veronese accordate in scala di La bemolle, che sostituiscono le precedenti, seicentesche.

BibliografiaModifica

  • Giorgio Borelli (a cura di), Chiese e monasteri di Verona, Verona, Edizioni B.P.V., 1981, ISBN non esistente.

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