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Chiesa dell'Ascensione a Chiaia
Ascensione fachada.JPG
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneCampania Campania
LocalitàCoA Città di Napoli.svgNapoli
ReligioneCristiana Cattolica di rito romano
Arcidiocesi Napoli
ArchitettoCosimo Fanzago
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneXIV secolo
Completamento1645

Coordinate: 40°50′10.44″N 14°14′03.36″E / 40.836233°N 14.234267°E40.836233; 14.234267

Interno
Altare maggiore

La chiesa dell'Ascensione a Chiaia è una chiesa di Napoli ubicata nella zona di Chiaia, dalla quale appunto prende il nome.

StoriaModifica

Fu eretta nel XIV secolo, in una zona paludosa (al punto che fu chiamata in un primo momento chiesa dell'Ascensione in plaga neapolitana), sotto il regno di Roberto d'Angiò e fu affidata all'ordine dei Celestini. Una lapide ne ricorda il fondatore Niccolò di Alife.

Nonostante le indulgenze concesse dai papi Clemente VI prima e Urbano VI poi, la chiesa andò in rovina e l'annesso convento fu abbandonato progressivamente dai monaci, fin quando, nel 1622, ne fu iniziato il rifacimento ad opera di un ex voto perpetuato da un nobile del tempo, con la definitiva risistemazione di Cosimo Fanzago nel 1645.

DescrizioneModifica

La chiesa presenta una facciata a tre arcate, per un interno a pianta centrale a croce greca con decorazioni marmoree policrome ed un'abside, di forma rettangolare, sovrastata da una cupola.

Di grande rilievo sono le due opere eseguite da Luca Giordano nel 1657: il San Michele che sconfigge gli angeli ribelli, sovrastante l'altare maggiore, e la Sant'Anna e la Vergine Bambina, sull'altare laterale a destra.

Mentre il Celestino V che rinuncia al papato, sull'altare laterale a sinistra, l'Agar nel deserto e l'Abramo e gli angeli, ai lati dell'altare maggiore, sono dovute alla mano del solimenesco Alfonso di Spigna.

Nella cappellina a sinistra del presbiterio vi è una tela settecentesca con l'Ascensione di incerta attribuzione.

In sacrestia sono esposte quattro tele di Giovan Battista Lama che raffigurano le Storie di San Pietro Celestino.

Sul lato sinistro della chiesa vi è l'antico convento dei frati Celestini che fu poi trasformato dai Borboni in gendarmeria.

BibliografiaModifica

  • Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spirituale della Napoli sacra, Newton e Compton editore, Napoli 2004.

Voci correlateModifica

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Controllo di autoritàVIAF (EN127035477 · LCCN (ENno2006039242 · WorldCat Identities (ENno2006-039242